Facebook: «A rischio la libertà d’espressione sul social»

3 Ottobre 2019 | Autore:
Facebook: «A rischio la libertà d’espressione sul social»

L’azienda di Zuckerberg contesta la sentenza della Corte di Giustizia Ue sulla cancellazione di contenuti illeciti ed il blocco della loro consultazione.

Facebook non manda giù la sentenza della Corte di Giustizia europea che impone alla società di Mark Zuckerberg di rimuovere, anche autonomamente, i contenuti illegali e di bloccare la loro consultazione da parte degli utenti. Secondo Facebook, «la sentenza della Corte Ue solleva interrogativi sulla libertà d’espressione e mina dei princìpi consolidati».

«Questa sentenza – commenta il portavoce del social , Menlo Park – solleva interrogativi importanti sulla libertà di espressione e sul ruolo che le aziende del web dovrebbero svolgere nel monitorare, interpretare e rimuovere contenuti che potrebbero essere illegali in un determinato Paese. Su Facebook – sottolinea Park –  abbiamo già degli Standard della Comunità che stabiliscono ciò che le persone possono e non possono condividere sulla nostra piattaforma e un processo in atto per limitare i contenuti che violano le leggi locali. Questa sentenza si spinge ben oltre, mina il consolidato principio secondo cui un Paese non ha il diritto di imporre le proprie leggi sulla libertà di parola ad un altro Paese. Inoltre, apre la porta ad obblighi imposti alle aziende del web di monitorare proattivamente i contenuti per poi interpretare se sono ‘equivalenti’ a contenuti ritenuti illegali».

Per ottenere questo diritto, conclude, «i tribunali nazionali dovranno prevedere definizioni molto chiare su cosa significhino ‘identico’ ed ‘equivalente’ concretamente. Speriamo che i tribunali adottino un approccio proporzionato e misurato, per evitare di limitare la libertà di espressione».



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3 Commenti

  1. Mio caro Marketto, quando la libertà d’espressione rasenta l’associazione e l’istigazione a delinquere, l’apologia di reato, il razzismo più becero NON è PIù LIBERTà D’ESPRESSIONE, bensì criminalità organizzata sotto la COLPEVOLE ALA PROTETTRICE dei Social, comunque s’identifichino… Es claro???

  2. E continuando…
    “Facebook non manda giù la sentenza della Corte di Giustizia europea”
    Caro Mark… e allora lasciamo pure pontificare a ruota libera gli antisemiti di ogni stampo… NON TI SEMBRA KE NE ABBIAMO ABBASTANZA, DI TALE FECCIA??? La Shoà non ti ha insegnato nulla? NON BISOGNA DARE A QUESTI VERMI LA BENKé MINIMA POSSIBILITà DI DIFFONDERE LE LORO FOLLIE DI STAMPO hitleriano. SE DIPENDESSE DA ME, LA SOLUZIONE PER QUESTA MELMA, CE L’HO IN TASCA DA ALMENO SETTANT’ANNIIIIIIIIIIII… Lasciatemela mettere in atto!!!… MA CHE SI FACCIA PRESTOOOOO…

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