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Chi cancella il pignoramento

30 Ottobre 2019 | Autore: Davide Luciani
Chi cancella il pignoramento

La cancellazione del pignoramento immobiliare è argomento non facile da affrontare: vediamo a chi spetta tale compito e in quali circostanze.

Hai trascorso un periodo veramente brutto. La tua azienda è fallita e non sei più riuscito ad ottemperare ai pagamenti che avevi verso i fornitori. Ciò ha portato i creditori a rivalersi su di te, ottenendo il pignoramento della tua casa. È stato un duro colpo, ma ora stai cercando di venirne fuori. Vuoi evitare che il tuo immobile vada all’asta e ti stai adoperando in tal senso. Sei interessato quindi a capire chi cancella il pignoramento e quali sono le procedure da seguire. Va detto che la matassa non è facile da sbrogliare perché si presta a numerose soluzioni. Tutto parte dal tipo di accordo che potresti aver raggiunto con le persone a cui dovevi dei soldi. Ho usato il condizionale perché, in realtà, non è detto che la cancellazione del pignoramento derivi da un patto con i creditori. Esistono altre circostanze in cui è possibile compiere un’operazione di questo tipo. Lo so, la testa comincia a girarti. Rilassati. Vedrò di spiegarti tutto nel modo più semplice possibile.

Prima di chiedersi chi cancella il pignoramento ritengo opportuno porsi un’altra domanda. Da dove viene cancellato? Detto in altri termini, dove è conservato il documento che ha dato il via alla procedura di esecuzione forzata? Se non sai rispondere a questo quesito è necessario che ti dia una spiegazione.

Come avviene la trascrizione

La trascrizione del pignoramento avviene presso i Registri Immobiliari. Questi si trovano in prossimità dell’ufficio provinciale dell’Agenzia delle Entrate dove ha sede l’immobile. A cosa serve la trascrizione? La procedura ha uno scopo preciso: mettere a conoscenza terzi della situazione in cui si trova la casa. Se tu provassi a venderla senza informare eventuali acquirenti del pignoramento, questi ultimi avrebbero i mezzi per scoprire la verità. Nei registri, viene scritto che l’immobile è oggetto di procedura esecutiva proprio per casi simili.

Come avviene la procedura di trascrizione? Il richiedente deve recarsi nel suddetto ufficio e portare con sé alcuni documenti: la nota di iscrizione a ruolo, le copie conformi del titolo esecutivo, l’atto di precetto, l’atto di pignoramento e la nota di trascrizione. L’impiegato competente si occuperà di redigere l’atto utilizzando un apposito software e restituirà una copia dello stesso. Questa servirà per poter dar corso alla procedura esecutiva.

Ora che abbiamo un quadro più chiaro di come avviene la registrazione del pignoramento vediamo di capire come procedere alla sua cancellazione.

Cos’è la cancellazione tramite ingiunzione

La cancellazione del pignoramento può avvenire in due soli modi. Il primo è grazie all’intervento di un giudice. Tale situazione si verifica se intenti una causa ai tuoi creditori. Questa procedura prende il nome di opposizione agli atti dell’esecuzione.

L’opposizione al decreto ingiuntivo crea una sorta di processo al contrario in cui l’accusato, ovvero il debitore, si oppone al’accusatore, il creditore, contestando le pretese di quest’ultimo. Dal punto di vista formale, però, spetta sempre al creditore (e non al debitore) dimostrare gli elementi probatori a sostegno dell’esistenza del titolo di credito. Quali sono i motivi per compiere un’azione di questo tipo? Sostanzialmente, sono due: motivi di merito o procedurali.

Il primo caso è quello in cui tu contesti di dover pagare quanto richiesto perché puoi dimostrare di aver già ottemperato ai tuoi obblighi [1]. Facciamo un esempio.

Poniamo che un creditore notifichi a Matteo un pignoramento, perché non ha saldato un debito di 150.000 euro. Lui, però, aveva già provveduto a saldare il tutto, quindi la richiesta del creditore è immotivata. Matteo decide così di rivolgersi al giudice per far valere i suoi diritti.

Giacomo si oppone ad un vizio procedurale. Può accadere che l’atto di pignoramento non gli sia stato recapitato nei tempi previsti o che nel documento recapitatogli manchino degli elementi essenziali.

Ricorda che l’opposizione deve avvenire entro quaranta giorni dalla notifica di pignoramento. Il documento deve essere recapitato al creditore nel luogo in cui ha la residenza o dove ha eletto il suo domicilio. In esso, vanno specificate le ragioni di fatto e di diritto per cui hai deciso di procedere in tal senso. Oltre a ciò, pena decadenza, è necessario inserire le difese in merito, le eccezioni e, eventualmente, la domanda riconvenzionale. Di cosa si tratta? È una controdomanda che serve ad ampliare la vertenza su altre questioni.

Francesca ha un atto di pignoramento con un fornitore per una consegna effettuata e mai saldata. Potrebbe contrattaccare affermando che il fornitore abbia ritardato i tempi di consegna, causandole un danno patrimoniale. A quel punto, potrebbe lei stessa chiedere un risarcimento danni.

In tutti i casi che abbiamo preso in esame, se l’opposizione viene accettata, il giudice imporrà che il pignoramento sia cancellato.

Cos’è la cancellazione tramite accordo con il creditore

Può anche avvenire che si riesca a trovare un accordo tra creditore e debitore. Uno dei casi più comuni è quello di un pagamento mediante saldo e stralcio. Si tratta dell’immediato versamento di una somma onnicomprensiva inferiore al debito maturato, cui vanno aggiunti interessi e spese legali. È una mossa che si può usare facendo leva sui lunghi periodi e sulle incertezze che comportano le aste immobiliari. Il creditore potrebbe accontentarsi di rientrare di parte del debito immediatamente, invece di aspettare anni per ottenere magari meno di quanto gli viene offerto.

Un’altra soluzione può essere la riformulazione del debito mediante un pagamento rateizzato. In questo caso gli avvocati del creditore chiederanno al giudice una sospensione dell’esecuzione forzata o un rinvio della stessa, fino al totale saldo della somma spettante. Una volta che tutto sarà sanato, si potrà chiedere la cancellazione del pignoramento.

Chi cancella il pignoramento immobiliare

Veniamo ora alla questione che ti interessa maggiormente. Ti anticipo subito che il debitore non ha alcun obbligo di cancellare il pignoramento. Tale compito spetta a due attori: il professionista o il creditore. Vediamo di analizzare i due casi.

Il pubblico ufficiale deve adoperarsi per svolgere il suddetto compito nel caso in cui il giudice accettasse la richiesta dell’opposizione all’ingiunzione avanzata dal debitore. In questo caso sarà il magistrato [2] a ordinare di agire in tal senso.

Il creditore deve, invece, adempiere alla cancellazione se trova un accordo con il debitore o se, comunque, il suo credito è stato saldato. Ti ricordo che c’è una novità in tal senso a partire dall’11 dicembre 2014. Il creditore, infatti, per dare il via alla cancellazione, deve presentare una dichiarazione di inefficacia del pignoramento sotto forma di scrittura privata autenticata da un notaio. Una volta che questa formalità sarà espletata dovrà comunicare la rinuncia alla procedura con atto depositato nella cancelleria del tribunale competente.

Chi deve pagare i costi di cancellazione? In entrambi i casi, è il creditore che deve mettere mano al portafoglio. Se, infatti, perdesse la causa contro il debitore per sentenza del giudice, quest’ultimo lo condannerebbe al pagamento delle spese [3] che il tribunale dovrà sostenere, compresa la cancellazione del pignoramento. In caso di accordo con il debitore, dato che l’onere di cancellazione spetta a lui, anche il pagamento sarà di sua competenza.

Cos’è la sospensione del pignoramento

Abbiamo accennato prima alla sospensione del pignoramento. Vediamo di approfondire meglio la questione. Di cosa si tratta? In pratica, è l’interruzione dell’ordinanza esecutiva. I suoi effetti, quindi, cessano fino ad un dato periodo. Tale procedura può essere richiesta sia dal debitore che dal creditore. Il primo può agire in tal senso mediante opposizione. Il caso classico è quello in cui venga reclamato un riconteggio della cifra che il creditore afferma di esigere. Se il giudice approva la mozione il creditore può presentare reclamo. Se non lo fa, il magistrato dichiara l’estinzione del processo. La stessa situazione si verifica se l’ordinanza è confermata in sede di reclamo o se il giudizio di merito non è introdotto nel termine perentorio assegnato dal giudice.

La sospensione può anche avvenire per istanza di parte [4]. Questa soluzione può essere disposta quando tutti i creditori muniti di titolo esecutivo ne fanno richiesta. La sua durata massima è di ventiquattro mesi. Per poter essere efficace deve, però, essere proposta entro termini ben definiti. Quali sono? In caso di vendita senza incanto, l’istanza deve essere richiesta fino a venti giorni prima della scadenza del termine per il deposito delle offerte di acquisto. Il termine si riduce a quindici giorni prima se vi è l’incanto. Una volta ricevuta la domanda il giudice provvede, nei cinque giorni successivi al deposito del provvedimento di sospensione, a comunicare al custode la notizia e a pubblicarla sul sito Internet sul quale è presente la relazione di stima.

Quando la sospensione è accettata, la maggior parte delle volte porta alla cancellazione del pignoramento. Ma cosa succede se tale evento non si verifica? in quel caso la parte interessata (quindi, il creditore) deve semplicemente depositare, entro e non oltre i dieci giorni dalla cessazione del periodo di sospensione, la relativa istanza. Il decreto di fissazione dell’udienza verrà invece comunicato dalla cancelleria.

Si conclude qui il nostro excursus relativo alla cancellazione del pignoramento immobiliare. Come hai avuto modo di vedere, la casistica in merito è ampia.

Permettimi di darti un ultimo consiglio. Se scegli di intraprendere questa strada per provare a riprenderti ciò che ti appartiene, consulta un buon avvocato. Lui, una volta visionate le carte in tuo possesso, potrà consigliarti come agire nel migliore dei modi e quale sia la strategia da seguire.



Di Davide Luciani

note

[1] art. 630 co. 1 cod.proc.civ.

[2] art. 172 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 2113/2014.

[4] art. 624 bis cod.proc.civ.


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