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Lo sai che? Carcere per chi uccide un animale per odio verso il padrone

Lo sai che? Pubblicato il 21 giugno 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 giugno 2013

Uccidere un animale per rabbia verso il suo padrone fa scattare il carcere, senza possibilità di sostituire la reclusione con una pena pecuniaria.

Si aprono le porte del carcere per chi uccide un cane senza alcun motivo e sol perché nutre astio nei confronti del padrone. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione in una recente sentenza [1].

Nel caso di specie, un giovane aveva sferrato un forte calcio all’animale, provocandone la morte, per il risentimento da questi provato nei confronti del suo padrone.

La Suprema Corte non ha concesso la sostituzione della pena detentiva con una pena pecuniaria [2]: secondo i giudici, il pagamento di una somma di denaro non avrebbe indotto il reo a tenere in futuro una diversa condotta, né gli avrebbe consentito di capire la gravità del gesto, fatto di volontaria e gratuita crudeltà.

In merito si ricorda che chiunque, per crudeltà e senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 3 a 18 mesi [3]. E chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale, lo sottopone a sevizie, fatiche o lavori insopportabili, gli somministra sostanze stupefacenti o vietate è punito con la reclusione da 3 mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro [4].

note

 

[1] Cass. sent. n. 25889 del 13.06.2013.

[2] La pena pecuniaria è la pena sostitutiva del reclusione fino a 3 mesi.

[3] Art. 544 bis cod. pen.

[4] Art. 544 ter cod. pen. 


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