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In vigore il Codice di comportamento per dipendenti PA: stop regali, conflitti di interesse e auto blu

20 Giu 2013


In vigore il Codice di comportamento per dipendenti PA: stop regali, conflitti di interesse e auto blu

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Giu 2013



È entrato in vigore ieri il nuovo Codice di comportamento per i dipendenti pubblici, che prevede rigidi obblighi di condotta e pesanti sanzioni per i trasgressori.

 

Il nuovo Codice di comportamento per i dipendenti pubblici [1], previsto dalla legge Anticorruzione [2], è da ieri in vigore e prevede una serie di precisi divieti con l’obiettivo di rendere concreti gli obblighi di diligenza, imparzialità [3] e buona condotta per i pubblici dipendenti (ne avevamo parlato in un precedente articolo: confronta il box “approfondimenti” qui sotto).

È previsto il divieto di accettare regali di valore superiore a 150 euro, sollecitare doni o altre utilità in cambio di decisioni adottate dal proprio ufficio. Ciò che il dipendente riceverà in violazione di tali divieti dovrà essere restituito.

Per prevenire possibili conflitti di interesse, il dipendente dovrà comunicare al responsabile dell’ufficio la propria partecipazione ad associazioni. Dovrà, inoltre, informarlo dei rapporti di collaborazione con soggetti privati relativi al triennio precedente l’assegnazione all’ufficio, se causa di potenziale influenza sull’attività svolta. In caso di conflitto di interesse, anche potenziale, il pubblico dipendente dovrà  astenersi dal prendere decisioni o svolgere attività.

Il Codice prevede anche dei divieti relativi all’uso dei mezzi di trasporto e delle attrezzature telefoniche messi a disposizione dalla pubblica amministrazione, il cui utilizzo è ammesso solo per ragioni di servizio. È stabilito, inoltre, il divieto (sempre per i pubblici dipendenti) di criticare pubblicamente l’operato della Pubblica Amministrazione e l’obbligo di indossare il badge di identificazione per consentire il riconoscimento da parte del cittadino.

I dipendenti che violano i divieti del Codice rischiano pesanti sanzioni che, nei casi più gravi, possono arrivare fino al licenziamento.

di ELISA GALLO

note

[1] D.P.R. n.62/2013.

[2] L. n.190/2012.

[3] Art. 97 Cost.


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