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Eredità: riforma della divisione giudiziale a domanda congiunta. Il Notaio si sostituisce al Giudice

20 giugno 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 giugno 2013



Il Decreto Letta (detto “Decreto del Fare”) prevede un’interessante possibilità per chiunque voglia dividere un compendio in comunione senza attendere le lungaggini dei nostri Tribunali. Vediamo di che si tratta e come funziona.

 

Il nuovo decreto legge varato dal Governo in questi giorni modifica la disciplina della divisione “giudiziale” e permette ai condividenti, se tutti d’accordo, di rivolgersi al Tribunale per ottenere la nomina di un Notaio che si occupi dell’intera procedura di divisione.

La possibilità di chiedere la divisione di un complesso di beni in comunione infatti è un diritto che ciascun comunista (titolare, cioè, di una quota di un bene in comunione) può far valere in due modi:

1) accordandosi con gli altri titolari del bene, stipulando un contratto di divisione che scioglie la comunione in modo amichevole

2) oppure ricorrendo al giudice perché provveda a formare le porzioni e ad assegnare i beni.

Finora la Legge ha permesso a chi sceglieva questa seconda strada di rivolgersi a un Notaio solo dietro espressa delega del Giudice. In ogni caso, il primo poteva formare un progetto di divisione e assegnazione dei lotti soltanto in assenza di contestazioni delle parti, altrimenti doveva trasmettere le operazioni al Giudice che provvedeva con sua ordinanza sentiti i condividenti.

La nuova normativa invece fa leva sull’esperienza in materia contrattuale dei Notai per sgravare le aule giudiziarie. Se non ci sono contestazioni sul diritto alla divisione della massa comune né sulle quote o su altre questioni pregiudiziali alla divisione stessa infatti, le parti con diritto di chiedere lo scioglimento della comunione (ad esempio, i coeredi, ma anche i condomini con riferimento alle parti comuni ove la divisione non renda più scomodo l’uso della cosa comune) possono domandare, con ricorso congiunto al Tribunale competente, la nomina di un Notaio con sede nel circondario del Tribunale al quale affidare le operazioni di divisione.

Il ricorso va firmato anche da eventuali creditori e da coloro che hanno acquistato diritti sulla massa comune dai singoli condividenti e che abbiano notificato (o trascritto in caso di beni immobili) un atto di opposizione alla divisione. Se ha ad oggetto beni immobili, il ricorso va altresì trascritto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.

Infine bisogna depositare il ricorso presso la Cancelleria del Tribunale e attendere che, con proprio decreto, il Giudice designato alla procedura nomini il Notaio il quale ultimo potrà richiedere di essere assistito da un esperto estimatore.

Una volta incaricato, ed entro il termine indicato nel decreto di nomina, il Notaio deve predisporre il progetto di divisione, sentendo le parti, gli eventuali creditori e aventi causa, oppure disporre la vendita dei beni non comodamente divisibili, avvisando in entrambi i casi tutti questi ultimi.

Entro il termine perentorio di trenta giorni dal ricevimento di questi avvisi, le parti e gli altri interessati possono ricorrere al Tribunale per opporsi alla vendita dei beni o per contestare il progetto di divisione. Se l’opposizione è accolta, il Giudice dà le disposizioni necessarie per il proseguimento della procedura di divisione e rimette le parti davanti al Notaio. Altrimenti, se il termine decorre senza opposizione alcuna, il Notaio deposita in Cancelleria il progetto di divisione con la prova degli avvisi inviati alle parti e agli interessati.

La procedura termina con la dichiarazione del Giudice che rende esecutivo il progetto e rimette le parti innanzi al Notaio per il compimento del vero e proprio atto di divisione e degli adempimenti che ne conseguono.

In pratica:

Per attivare la nuova procedura di ricorso congiunto per la divisione davanti al Notaio, tutti gli aventi diritto alla comunione nonché eventuali creditori e acquirenti (o donatari) dai primi devono essere d’accordo e sottoscrivere l’atto giudiziario da presentare in Tribunale.

Se non sussistono tutte le firme degli aventi diritto, il Notaio nel frattempo designato deve restituire tutti gli atti al Giudice che, con proprio decreto, dichiara inammissibile la domanda presentata e ordina la cancellazione dell’eventuale trascrizione del ricorso presso i Registri Immobiliari.

Gli interessati alla procedura possono comunque impugnare quest’ultimo decreto innanzi ad altro Giudice per sentire accogliere le loro ragioni.

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