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Voucher e prestazione occasionale: differenze

12 luglio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 12 luglio 2018



Buoni lavoro accessorio, contratto di prestazione occasionale Inps, libretto famiglia: limiti, come si attivano, dove si acquistano, paga del lavoratore.

Tornano i voucher: l’ok al ritorno dei buoni lavoro è stato dato dal ministro Di Maio e dovrebbe trovare spazio nella conversione in legge del decreto Dignità. Inizialmente dovrebbe riguardare il solo settore agricolo, anche se non si esclude l’estensione ad altri “settori-chiave”, come il commercio, il turismo ed i piccoli lavori domestici. I voucher Inps, lo ricordiamo, erano stati aboliti nel marzo 2017 e “sostituiti” da altri due strumenti: il contratto di prestazione occasionale ed il libretto famiglia. Questi due strumenti, però, hanno registrato uno scarso successo, a causa delle regole e dei vincoli previsti per il loro utilizzo. Uno dei problemi più difficili da risolvere, in particolare, deriva dalle tempistiche di attivazione dei contratti di prestazione occasionale e dei libretti famiglia, a causa dei giorni che trascorrono tra i versamenti nel portafoglio virtuale per il pagamento delle prestazioni e l’effettivo caricamento: senza provvista, il rapporto non può essere attivato. Questo, invece, non succedeva con i voucher, buoni prepagati che potevano essere acquistati anche in tabaccheria. Inoltre, con le nuove prestazioni occasionali il lavoratore deve essere retribuito per un minimo di 4 ore, anche se ne lavora di meno, ed il costo per il committente è più alto. Ma facciamo il punto della situazione su Voucher e prestazione occasionale: differenze, chi può utilizzarli, requisiti, limiti, come si attivano e si pagano, com’è retribuito il lavoratore.

Voucher e prestazione occasionale: paga del lavoratore

Ogni voucher aveva il valore di 10 euro e corrispondeva a un’ora di lavoro (anche se nulla vietava che lavoratore e committente si accordassero per riconoscere una retribuzione maggiore utilizzando più buoni per ogni ora). Di questi 10 euro, solo 7,50 euro andavano al lavoratore, mentre:

  • 1,30 euro, cioè il 13% del valore del voucher, erano accreditati nella Gestione separata dell’Inps (come contributi per la pensione);
  • 75 centesimi erano riconosciuti all’Inail, per l’assicurazione contro gli infortuni;
  • 50 centesimi erano riconosciuti all’Inps per la gestione dei voucher.

Sui voucher non erano dovute imposte perché si trattava di un reddito esente: quanto guadagnato con i buoni lavoro non va, dunque, dichiarato nel 730 o nel modello Unico.

Inoltre, i voucher erano pienamente compatibili con la Naspi (la nuova indennità di disoccupazione), la mobilità e le altre misure a sostegno del reddito sino a un massimo di 3000 euro annui: al di sopra di tale soglia, l’importo percepito era invece limitatamente cumulabile con gli ammortizzatori sociali (ridotti dell’80% di quanto ricevuto dal lavoratore con i voucher).

Compenso del lavoratore per la prestazione occasionale

Per quanto riguarda i contratti di prestazione occasionale, il compenso è fissato dalle parti, ma non può essere inferiore al livello minimo, stabilito dalla legge in 9 euro per ogni ora di prestazione lavorativa. Inoltre, l’importo del compenso giornaliero non può essere inferiore alla misura minima fissata per la remunerazione di 4 ore lavorative, pari a 36 euro, anche qualora la durata effettiva della prestazione lavorativa giornaliera sia inferiore a quattro ore. La misura del compenso delle ore successive è liberamente fissata dalle parti, purché nel rispetto del minimo orario di 9 euro.

Il lavoratore ha diritto all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla gestione separata dell’Inps, e all’assicurazione Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

I costi relativi a contributi e premi assicurativi sono interamente a carico dell’utilizzatore:

  • i contributi Ivs (invalidità vecchiaia superstiti) dovuti alla Gestione separata Inps sono dovuti nella misura del 33%;
  • il premio assicurativo Inail è dovuto nella misura del 3,5%.

In pratica, oltre ai 9 euro di compenso orario minimo, il committente paga 2,97 euro all’Inps e 32 centesimi all’Inail.

Inoltre paga all’Inps un ulteriore 1% a titolo di oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale.

Compenso del lavoratore con libretto famiglia

Se il lavoratore è retribuito col libretto famiglia, uno strumento che può essere utilizzati dai datori di lavoro che non sono imprese o professionisti, il compenso orario è pari a 8 euro.

Nel dettaglio, il libretto famiglia è composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore ad un’ora.

Il valore nominale di 10 euro è così suddiviso:

  • 8 euro per il compenso a favore del prestatore;
  • 1,65 euro per i contributi previdenziali alla Gestione separata Inps;
  • 0,25 per il premio assicurativo (infortuni e malattie professionali) Inail;
  • 0,10 euro per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore.

Voucher Inps e prestazione occasionale: limite di utilizzo

L’importo massimo annuo che si poteva ricevere con i voucher era pari a 7mila euro netti, cioè 9.660 euro lordi; se la prestazione era resa per un’impresa o un professionista, poi, il limite scendeva a 2mila euro netti per singolo committente.

Ad oggi, per attivare le prestazioni di lavoro occasionali devono essere rispettati i seguenti limiti economici, riferiti all’anno di svolgimento della prestazione lavorativa:

  • per ciascun lavoratore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, i compensi non possono superare i 5mila euro;
  • per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei lavoratori, i compensi non possono superare i 5mila euro;
  • per le prestazioni complessivamente rese da ogni lavoratore per il medesimo utilizzatore, i compensi non possono superare i 2.500 euro.

Questi importi sono riferiti ai compensi percepiti dal lavoratore, ossia al netto di contributi Inps, premi assicurativi Inail e costi di gestione.

La soglia limite, con riferimento a ciascun utilizzatore riguardo alla totalità dei lavoratori, è calcolata sulla base del 75% dell’importo dei compensi, se il lavoratore appartiene alle seguenti categorie:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado oppure a un ciclo di studi presso l’università;
  • disoccupati;
  • percettori di prestazioni a sostegno del reddito, o del reddito d’inclusione (rei o sia).

Le prestazioni hanno un limite di durata pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno; inoltre, devono essere rispettati il riposo giornaliero, le pause e i riposi settimanali secondo le previsioni del decreto sull’orario di lavoro.

Non è possibile fare ricorso a prestazioni di lavoro occasionale da parte di lavoratori con i quali l’utilizzatore abbia in corso (o abbia avuto in corso nei 6 mesi precedenti) un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Non è inoltre ammesso il ricorso al contratto di prestazione lavoro occasionale ai datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato: il superamento della soglia è da verificare con riferimento al semestre che va dall’8° al 3° mese antecedente la data dello svolgimento della prestazione lavorativa occasionale.

È infine vietato ricorrere al contratto di prestazione occasionale:

  • da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o di lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi;
  • in agricoltura, salvo specifiche casistiche.

Voucher Inps e prestazione occasionale: acquisto

I buoni lavoro potevano essere acquistati sia attraverso modalità dirette che online (tramite internet).

L’acquisto diretto dei buoni lavoro poteva essere effettuato:

  • recandosi presso una tabaccheria convenzionata;
  • recandosi presso uno sportello delle poste;
  • presso uno sportello di una banca convenzionata.

L’acquisto in modalità telematica dei voucher, invece, poteva essere effettuato direttamente tramite il portale web dell’Inps o tramite banking online.

I committenti liberi professionisti o imprenditori, in particolare, potevano acquistare i voucher solo tramite una delle seguenti modalità:

  • procedura telematica Inps;
  • tabaccai che aderiscono alla convenzione Inps-Fit;
  • servizio internet banking Intesa Sanpaolo;
  • banche popolari abilitate.

Oggi, invece, l’utilizzatore, per poter ricorrere alle prestazioni di lavoro occasionale o al libretto famiglia, deve aver preventivamente alimentato il proprio portafoglio telematico, versando la provvista necessaria a coprire compenso e oneri contributivi, assicurativi e di gestione.

Le modalità di versamento utilizzabili sono:

  • versamento a mezzo modello F24 Elementi identificativi (Elide);
  • strumenti di pagamento elettronico con addebito in c/c ovvero su carta di credito/debito, gestiti attraverso la modalità di pagamento “pagoPA” di Agid e accessibili esclusivamente dal servizio Prestazioni occasionali del portale dei pagamenti Inps, con le credenziali personali dell’utilizzatore; le somme sono utilizzabili per remunerare le prestazioni occasioni ed assolvere agli obblighi contributivi, di norma, entro 7 giorni dall’operazione di versamento.

La trattenuta delle somme destinate al finanziamento degli oneri gestionali, nella misura prevista per ogni tipologia di prestazione occasionale, è effettuata al momento dell’acquisizione della comunicazione di prestazione lavorativa tramite la piattaforma informatica Inps. Se la comunicazione è revocata, l’importo viene riaccreditato nel portafoglio virtuale dell’utilizzatore.

Voucher Inps e prestazione occasionale: attivazione

Se i voucher erano acquistati online, direttamente tramite il sito dell’Inps, la procedura di attivazione dei buoni risultava la seguente:

  • in primo luogo, il lavoratore, se non ne è già in possesso, doveva munirsi di credenziali per l’accesso ai servizi online dell’Inps;
  • doveva poi essere effettuata la registrazione del lavoratore: il lavoratore stesso, dopo avere effettuato l’accesso al sito dell’Inps, doveva recarsi alla pagina “Elenco di tutti i servizi”, poi andare alla pagina “Lavoro accessorio”, ed infine alla sezione “Registrazione prestatore/lavoratore”, per compilare il form presente nel portale web, con tutti i suoi dati; in seguito, poteva richiedere la Inps card, emessa da Poste Italiane, per ricevere direttamente lì i pagamenti relativi ai voucher; la registrazione doveva poi essere convalidata dal Contact Center dell’Inps;
  • effettuata la registrazione, l’utilizzatore doveva accedere alla funzione Compilazione anagrafica del committente: in pratica, chi pagava i voucher, sia azienda che privato, doveva accedere al portale dell’Inps, alla pagina “Lavoro accessorio”, e compilare i propri dati nella sezione “Gestione anagrafica”;
  • terminate le registrazioni di committente e prestatore, si doveva procedere alla compilazione della sezione Dichiarazione rapporto di lavoro: in questa fase, il committente doveva comunicare l’inizio di un rapporto di lavoro con voucher utilizzando la sezione “Dichiarazione rapporti”, compilando i campi seguenti:
    • maschera Tipo d’impresa: il primo campo da compilare, nel form di dichiarazione del rapporto, era una maschera denominata “Tipo d’impresa”, nella quale chi pagava i voucher doveva specificare se è un committente privato, un datore di lavoro domestico, un ente pubblico, o un’impresa familiare;
    • maschera Inizio e termine del rapporto: il committente doveva poi specificare la data iniziale e finale del rapporto, nonché il codice fiscale del lavoratore; si trattava, però, dei termini generali del rapporto, poiché, successivamente, ogni singola prestazione doveva essere inserita entro l’arco di tempo compreso tra la data d’inizio e di fine del rapporto;
    • maschera luogo di lavoro: in questo campo, il committente doveva indicare l’indirizzo completo del luogo di svolgimento della prestazione lavorativa;
    • maschera attivazione della prestazione: terminata la compilazione del form di dichiarazione, per attivare la prestazione si doveva infine accedere alla sezione “Consuntivazione” e selezionare il codice fiscale del lavoratore prescelto, del quale preventivamente era stata inserita la dichiarazione d’inizio rapporto;  era così possibile inserire le date d’inizio e termine della specifica prestazione e inserire il relativo compenso lordo; bastava cliccare, infine,  su “conferma pagamento” per terminare la procedura.

La procedura era simile per i voucher cartacei e acquistati in tabaccheria o in banca. Era poi stata introdotta un’ulteriore comunicazione da inviare all’ispettorato del lavoro almeno 60 minuti prima dell’inizio delle attività.

Registrazione e attivazione prestazione occasionale

Vediamo ora qual è la procedura prevista per l’attivazione del contratto di prestazione occasionale.

Per attivare i presto, lavoratori e utilizzatori devono, utilizzando l’apposita piattaforma telematica Inps, registrarsi preventivamente al servizio, al seguente indirizzo: “www.inps.it/ prestazioni occasionali”. Al momento della registrazione i committenti devono scegliere se accedere al libretto famiglia o ai presto. Nel caso scelgano i presto, sono previsti tre distinte opzioni, a seconda della tipologia di utilizzatore:

  • pubbliche amministrazioni;
  • imprese agricole;
  • altri utilizzatori.

All’atto della registrazione, gli utilizzatori e i lavoratori devono fornire le informazioni identificative necessarie per la gestione del rapporto di lavoro e degli adempimenti contributivi.

Deve poi essere effettuata una comunicazione unica per adempiere agli obblighi di informazione preventiva e di rendicontazione della prestazione lavorativa.

A tal fine, almeno 60 minuti prima dell’inizio dello svolgimento della prestazione lavorativa, l’utilizzatore, tramite la piattaforma informatica Inps o avvalendosi dei servizi di contact center, è tenuto a fornire le seguenti informazioni:

  • i dati identificativi del prestatore;
  • la misura del compenso pattuita;
  • il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa;
  • la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione lavorativa;
  • il settore di impiego del prestatore;
  • altre informazioni per la gestione del rapporto di lavoro.

La comunicazione avviene mediante l’utilizzo di un calendario giornaliero gestito attraverso la procedura Inps, con l’indicazione giornaliera delle prestazioni.

Nel caso in cui il prestatore, all’atto dello svolgimento della prestazione lavorativa, rientri tra le categorie svantaggiate (disoccupati, pensionati, studenti etc.) l’utilizzatore deve dichiararlo nella comunicazione.

Se, dopo l’invio della comunicazione, la prestazione non è resa, l’utilizzatore deve effettuare, sempre avvalendosi della procedura telematica Inps, la revoca della dichiarazione inoltrata, purché ciò avvenga entro le ore 24.00 del 3° giorno successivo a quello originariamente previsto per lo svolgimento della prestazione.

Per tutelare il lavoratore, la piattaforma telematica Inps supporta:

  • l’invio al lavoratore, attraverso comunicazione di posta elettronica, sms o servizio My Inps, della dichiarazione trasmessa dall’utilizzatore preventivamente allo svolgimento della prestazione lavorativa, con l’indicazione dei termini generali della medesima;
  • l’invio al lavoratore, attraverso comunicazione di posta elettronica, sms o servizio My Inps, dell’eventuale comunicazione di revoca della dichiarazione trasmessa dall’utilizzatore in caso di mancato svolgimento della prestazione lavorativa; in tal caso, se la prestazione lavorativa è stata effettivamente svolta, il lavoratore può comunicare l’avvenuto svolgimento della prestazione, con il conseguente diritto all’accredito del compenso ed alla valorizzazione della posizione assicurativa;
  • la conferma, da parte del lavoratore o dell’utilizzatore, dell’avvenuto svolgimento della prestazione lavorativa, al termine della prestazione giornaliera attraverso le funzionalità della procedura telematica Inps.

Voucher Inps e prestazione occasionale: pagamento del lavoratore

Per quanto riguarda il pagamento del lavoratore con i vecchi voucher, alla fine del rapporto, se erano stati acquistati i voucher cartacei, si doveva consegnare la ricevuta figlia al lavoratore, che poteva recarsi in una tabaccheria per incassare il proprio compenso.

I voucher acquistati in banca potevano essere pagati al lavoratore solo nelle filiali dello stesso circuito.

I voucher telematici potevano essere pagati tramite la Inps Card o tramite bonifico domiciliato.

I voucher acquistati alle poste potevano essere pagati dal secondo giorno successivo al termine della prestazione, ed entro 2 anni dalla data d’emissione.

Inoltre, i buoni potevano essere cambiati presso le sedi Inps entro 24 mesi dal giorno dell’emissione.

Oggi, i lavoratori, per essere pagati dall’Inps, devono indicare, in sede di registrazione al portale, l’Iban del conto corrente bancario/postale, libretto postale o della carta di credito, sul quale l’istituto, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione, erogherà il compenso pattuito.

È necessario che il conto corrente, il libretto postale o la carta siano intestati o cointestati al lavoratore (ma non è necessario, per provare l’intestazione, consegnare il modello Sr 163, necessario per ottenere le prestazioni previdenziali e di assistenza a carico dell’Inps).

In caso di mancata indicazione dell’Iban, l’Inps eroga il compenso con bonifico bancario domiciliato alle Poste.

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