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Gli antidepressivi sono sicuri?

7 Ottobre 2019 | Autore:
Gli antidepressivi sono sicuri?

Cosa c’è di vero nella diffidenza verso questo tipo di farmaci? Una ricerca internazionale smentisce molti luoghi comuni.

Da sempre sono stati visti come un potenziale nemico. Ma milioni di persone al mondo non possono farne a meno e, quando è il caso, il medico non esita a prescriverli. Sono gli antidepressivi, cioè quei farmaci in grado di modificare la quantità delle sostanze chimiche che agiscono nel cervello, cioè i neurotrasmettitori. Tra sostenitori e detrattori di questi medicinali, la domanda che spesso ci si pone è sempre la stessa: gli antidepressivi sono sicuri?

Gli antidepressivi vengono usati per trattare i disturbi dell’umore come, appunto, la depressione o il disturbo bipolare. Per contrastare queste patologie vengono prescritti, ad esempio, stimolanti, ansiolitici, antipsicotici o sedativi. Termini che incutono un certo rispetto e che, per questo, fanno venire il solito dubbio: sono sicuri gli antidepressivi?

C’è una mega ricerca a livello internazionale, appena pubblicata, che tenta di rassicurare su questo punto: se i farmaci antidepressivi – sostengono gli scienziati di mezzo mondo – vengono assunti correttamente da pazienti che ne hanno bisogno e che sono sotto il controllo di un medico, gli antidepressivi sono sicuri. Si potrebbe dire che non sono dei medicinali come tutti gli altri, ma alla fine il concetto è sempre lo stesso: l’abuso di un qualsiasi farmaco può creare dei problemi molto seri.

Cerchiamo di capire di più sugli antidepressivi.

Antidepressivi: cosa sono e a che servono?

I farmaci antidepressivi sono dei medicinali che rientrano nella categoria degli psicofarmaci e che, come dicevamo, vengono prescritti per il trattamento dei disturbi dell’umore. In pratica, modificano la quantità delle sostanze chimiche che agiscono normalmente sul cervello, i cosiddetti neurotrasmettitori, come ad esempio la serotonina, la noradrenalina e, in parte, la dopamina.

Tra le patologie più comuni per le quali vengono prescritti gli antidepressivi ci sono la depressione e il disturbo bipolare. Ma sono utilizzati anche per trattare il dolore neuropatico, i disturbi ossessivo-compulsivi o la terapia per smettere di fumare.

Questi farmaci vengono spesso abbinati a stimolanti o ad ansiolitici, in particolare quando il paziente soffre anche di disturbi fisici o mentali.

Tuttavia, non è detto che lo stesso farmaco abbia la stessa efficacia su pazienti diversi: ecco perché è fondamentale restare sotto il costante controllo del medico che ha stabilito la terapia, anche quando si ha la netta sensazione di sentirsi meglio. In questo modo, è possibile rendere il trattamento più efficiente ed evitare eventuali ricadute.

È importante ricordare che una depressione non scompare da un giorno all’altro, anche se è stato prescritto un farmaco antidepressivo, e che questi medicinali hanno bisogno di un certo tempo prima di produrre gli effetti desiderati.

Antidepressivi: creano dipendenza?

Uno dei luoghi comuni sugli antidepressivi è che possano creare dipendenza nei pazienti a cui vengono prescritti. In realtà, la ricerca scientifica sostiene il contrario. In particolare, gli esperti sostengono che questi farmaci:

  • non creano dipendenza;
  • non sono stimolanti o calmanti;
  • non creano l’effetto dello «sballamento»;
  • creano equilibrio tra i neurotrasmettitori nel cervello.

Antidepressivi: sono pericolosi?

Sui rischi di prendere degli antidepressivi si è pronunciata di recente la comunità scientifica con una ricerca internazionale pubblicata sulla prestigiosa rivista americana Jama Psychiatry. Un lavoro condotto da scienziati di Europa, Canada, Stati Uniti e Asia che ha concentrato il risultato di oltre mille studi focalizzati sugli effetti di questi farmaci. Che cosa ne è venuto fuori? Gli antidepressivi sono sicuri?

Secondo il dossier, la prescrizione di questo tipo di medicinali è aumentata a livello mondiale, anche se i risultati pubblicati sono contrastanti per quanto riguarda la loro sicurezza. Tuttavia – si legge nel rapporto – attualmente «nessun effetto negativo sulla salute è supportato da evidenza con un grado forte di credibilità, secondo vari criteri oggettivi quantitativi».

Per gli autori della ricerca, «i risultati delle precedenti analisi, che mostravano erroneamente un’associazione tra assunzione di antidepressivi ed eventi avversi sulla salute, erano gonfiati da errori metodologici. In particolare, gran parte dei lavori inclusi in questo studio misuravano l’effetto della malattia per cui gli antidepressivi erano prescritti (disturbo depressivo), e non l’effetto delle medicine».

Quale può essere, dunque, la conclusione sui rischi degli antidepressivi? «La malattia mentale – osservano gli scienziati – è associata di per sé a maggiori malattie fisiche, quali le patologie cardiovascolari per esempio, come emerge da molti studi, e la cura in particolare dei disturbi depressivi può invece aiutare chi ne soffre ad avere più attenzione per la propria salute. Pertanto, attualmente, i risultati di questo lavoro mostrano come non vi sia evidenza con un grado forte di credibilità che controindichi in termini assoluti la prescrizione di antidepressivi, in persone con disturbo depressivo.


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