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Lo sai che? Dossi artificiali illegittimi (ma possono anche essere utili)

Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2011

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2011

Dossi artificiali: dolori per ammortizzatori delle auto e per le schiene dei conducenti, il codice della strada ne prevede un uso limitato, eppure le amministrazioni sembrano abusarne. Cosa prevede la legge a riguardo?

I dossi artificiali non possono essere posizionati lungo le corsie preferenziali.

Così si è pronunciato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in un recentissimo parere [1]. In esso si chiarisce che l’utilizzo di tali dispositivi è ammesso solo su strade residenziali, in parchi pubblici e privati e nei residence. Sono invece vietati su strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli impiegati per i servizi di soccorso e di pronto intervento.

Il Ministero ribadisce in tal modo quanto stabilito dalla normativa in materia [2], allo scopo di arginare l’utilizzo scriteriato dei rallentatori di velocità da parte dei Comuni. Non di rado, infatti, invece di essere mezzo di tutela dell’incolumità di pedoni e conducenti, questi strumenti sono stati causa di incidenti, anche mortali.

Significativa, in proposito, la vicenda di due motociclisti che, nel 2005 e nel 2007, persero la vita sullo stesso dosso di via Lazzaretto, Verona [3]. Sotto processo finirono alcuni funzionari comunali alla viabilità, condannati nel 2010 dal Tribunale scaligero per omicidio colposo, in quanto responsabili dell’installazione di un rallentatore di velocità non conforme alle disposizioni in materia [4].

I dossi artificiali, infatti, devono avere determinate dimensioni, stabilite in base ai limiti di velocità presenti sulla strada ospitante [5]. Devono essere presegnalati [6] e il loro utilizzo sancito da una ordinanza comunale motivata [7].

Nell’ambito della loro installazione “occorre anche tenere presenti le condizioni climatiche e di localizzazione, per evitare, ad esempio, che in inverno il passaggio di mezzi sgombraneve porti alla loro rimozione con conseguenti oneri per il ripristino, oppure che il loro sormonto da parte delle ruote dei veicoli in transito possa generare pericolose vibrazioni nelle zone circostanti ed eventualmente danneggiare edifici o gli stessi veicoli[8].

Come ribadisce il parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i dossi artificiali vanno impiegati solo in casi particolari. Lo stesso concetto, nel 2000, era stato già chiarito dal Ministero dei Lavori Pubblici: i rallentatori di velocità “eventualmente collocati su itinerari di attraversamento dei centri abitati, lungo le strade più frequentemente percorse dai veicoli di soccorso, di polizia o di emergenza o lungo le linee di trasporto pubblico, devono essere rimossi” [9].

Sciagura per gli ammortizzatori delle auto e vera insidia per i motociclisti, i dossi artificiali potrebbero diventare utilissimi in un ambito inatteso: a Parma sta per prendere il largo un progetto che ha l’obiettivo di ricavare energia elettrica dai rallentatori di velocità. Il loro schiacciamento da parte dei veicoli in transito azionerebbe una pompa a pistoni posta sotto il manto stradale, collegata a un convertitore in grado di trasformare l’energia cinetica ottenuta in energia elettrica.

Come dire: non tutto il male viene per nuocere.

note

[1] Parere del 26.10.2011, n. 5274.

[2] Art. 179 del Regolamento di Esecuzione e di Attuazione del Nuovo Codice della Strada.

[3] Si tratta di Franco Perlato, 36 anni, e di Giovanni Battista Graziani, 25 anni, avvenute rispettivamente il 24.09.2005 e il 2.07.2007.

[4] Alto 16 cm invece che sette e posto in prossimità di una curva.

[5] Secondo l’art. 179 n. 6 del Regolamento di Esecuzione e di Attuazione del Nuovo Codice della Strada:

a) per limiti di velocità pari od inferiori a 50 km/h larghezza non inferiore a 60 cm e altezza non superiore a 3 cm;

b) per limiti di velocità pari o inferiori a 40 km/h larghezza non inferiore a 90 cm e altezza non superiore a 5 cm; c) per limiti di velocità pari o inferiori a 30 km/h larghezza non inferiore a 120 cm e altezza non superiore a 7 cm.

[6] Art. 179 n. 5 del Regolamento di Esecuzione e di Attuazione del Nuovo Codice della Strada.

[7] Direttiva 24.10.2000 Ministero Lavori Pubblici, punto 5.6: “impieghi non corretti della segnaletica stradale complementare”.

[8] Direttiva 24.10.2000 Ministero Lavori Pubblici, punto 5.6: “impieghi non corretti della segnaletica stradale complementare”.

[9] Direttiva 24.10.2000 Ministero Lavori Pubblici, punto 5.6: “impieghi non corretti della segnaletica stradale complementare”.


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