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L’autonomia delle Regioni ci sarà

5 Ottobre 2019
L’autonomia delle Regioni ci sarà

Autonomia differenziata: confronto con il ministro Boccia. Si parte da una cornice unitaria.

Il vessillo della Lega, l’autonomia delle Regioni del Nord, sarà un obiettivo anche del Governo giallo Rosso. Lo ha confermato il ministro Boccia sulle pagine del Sole24Ore. Non ci sarà insomma una discontinuità rispetto al precedente esecutivo. Del resto, le trattative sulle autonomie regionali erano già iniziati con il precedente Governo di sinistra. Boccia fa sapere che il confronto con Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna ripartirà nei prossimi giorni, ma per realizzare l’autonomia differenziata tra le regioni è «indispensabile» avere prima una legge «cornice» che garantisca il riequilibrio territoriale. – “Il testo arriverà dopo una interlocuzione approfondita tanto con le Regioni che con le parti sociali. Il mio obiettivo è entro l’anno. Ma ripeto: se si arriverà con un testo condiviso almeno nelle sue linee essenziali, il percorso parlamentare potrebbe anche essere veloce e non è da escludere che anziché un disegno di legge si scelga la strada del decreto legge”. E’ quanto dice Francesco Boccia, ministro per gli Affari Regionali, in un’intervista al ‘Sole24Ore’, parlando del percorso per realizzare l’autonomia differenziata.

“Certamente – avverte – è impensabile che le Camere non intervengano, come qualcuno ha incautamente ipotizzato nei mesi scorsi. Siamo una Repubblica parlamentare e, quindi, è il Parlamento che deve avere l’ultima parola. Ma se questo processo avverrà all’interno di una cornice stabilita per legge anche il passaggio parlamentare delle intese sarà più semplice e di conseguenza più celere”, ribadisce.

Quanto alla riforma, “il mio obiettivo – dice il ministro per gli Affari Regionali – non è bloccare il processo ma renderlo coerente con i principi costituzionali e per farlo serve avere una legge che imponga il riequilibrio territoriale non solo tra Nord e Sud ma anche all’interno delle stesse regioni settentrionali attraverso una riprogrammazione di tutti i fondi pluriennali di spesa in conto capitale, esclusi quelli europei, individuando contemporaneamente i livelli essenziali per le prestazioni (Lep) che ci impone la Costituzione proprio per rimuovere le diseguaglianze economiche e sociali. Qualora non arrivassimo all’individuazione dei Lep – aggiunge – definiamo una fase transitoria attraverso i fabbisogni standard che deve essere condivisa. Ma ripeto: con la certezza che si arrivi rapidamente alla definizione dei livelli essenziali”, conclude Boccia.



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