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Conte minaccia la crisi di governo

5 Ottobre 2019
Conte minaccia la crisi di governo

È già lite tra Conte e Renzi: il premier impone lo stop, altrimenti si va alle elezioni.

Sembra che lo spettro della crisi accompagni Conte da quando ha abbracciato la carriera politica. È appena nato il suo secondo governo che già si respira aria di crisi. Questa volta però non sono i giornalisti a dirlo sulla base delle voci di corridoio, ma lo stesso premier.

«La sfida è lavorare in un clima di squadra» ha detto Conte in un’intervista rilasciata ad Avvenire: «È lavorare tutti insieme. Niente patti a due, se uno ha bisogno di rimarcare ogni giorno uno spazio politico questo ci precluderà la possibilità di andare avanti». Le parole del primo ministro sembrano lanciare un messaggio preciso, quasi di sfida, a Matteo Renzi e per la prima volta agita il fantasma di una crisi di governo. «Renzi non è opposizione, chiedo correttezza», avverte il presidente del Consiglio che aggiunge: «Se uno ha bisogno di rimarcare ogni giorno uno spazio politico è inaccettabile» e, se poi, avviene con la logica poi con cui lo sta facendo il leader di Italia Viva, «questo ci precluderà la possibilità di andare avanti».

Esclude l’ipotesi di andare al voto?«Andare a votare? Ma avete visto i cittadini laggiù? Ci chiedono soluzioni ai problemi. E vogliono credere in una squadra che lavora per il bene comune» è stata la replica di Conte.

La polemica tra i due è iniziata ieri in merito alla riduzione del cune fiscale e sulla riforma Iva. Il leader di Italia Viva aveva rivendicato lo stop agli aumenti.

Giuseppe Conte è emozionato, fiero dell’abbraccio del mondo cattolico, pieno di orgoglio ma anche di ira verso tutti coloro che rendono difficile la navigazione del suo governo, da Salvini a Renzi, scrive Il Corriere della Sera. «Come posso stare sereno? So di dover rispondere a 61 milioni di cittadini che hanno urgenza», replica a chi gli chiede se l’ex premier punti a defenestrarlo, come fece con Enrico Letta nel 2014. «Non abbiamo bisogno di fenomeni — avverte il premier, spazientito perché sull’Iva Renzi “mistifica la realtà” — Non si rivendicano primati che io non riconosco a nessuno, neppure alle forze politiche che hanno maggiore consistenza numerica». E quando le luci delle telecamere si spengono, il premier ha ancora qualche severo monito da indirizzare, da Assisi, al fondatore di Italia Viva.

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Renzi. «Italia Viva studia le carte, lancia proposte, trova coperture. Propone idee insomma. Questa è la prima novità da quando c’è Italia Viva: si discute di tasse e asili nido, non di mojito e alleanze. Noi non siamo contro il Governo, anzi: ma noi siamo contro l’aumento delle tasse. E lo abbiamo spiegato bene». Sulla sua pagina Fb Matteo Renzi, senza citarlo direttamente, risponde a distanza al premier Giuseppe Conte, che oggi ha invitato il leader di Italia Viva a fare gioco di squadra, agitando per la prima volta una crisi di governo.

«Molti cittadini, in tutta Italia -assicura Renzi- si stanno avvicinando a noi. C’è un entusiasmo persino sorprendente. E la Leopolda lo dimostrerà una volta di più. Cresciamo anche in Parlamento: da oggi si è unita a noi una delle senatrici più brave e competenti».

Il premier non risparmi critiche neanche a Salvini. «Salvini fa la sua attività di opposizione,mi auguro che inizi a farla su questioni finalmente concrete e non promettendo la flat tax al 15% o una manovra da cento miliardi. Dia un contributo critico, ma concreto. Faccia proposte sostenibili, credibili. Se poi, invece, vuole recuperare questioni vecchie e superate, vicende di quando ero bambino, se vuole dilettarsi su questo…». Sulle pagine di Avvenire, Conte risponde alle accuse di Matteo Salvini che invita il premier a riferire in Parlamento sul caso Barr e chiede chiarimenti con una interrogazione parlamentare sul passato e la carriera universitaria del premier.

Conte torna a parlare di servizi segreti e parte all’attacco: «Il presidente del Consiglio non fa un uso personale dei servizi segreti, è gravissimo dirlo, è segno ancora una volta di una cultura politica priva di sensibilità istituzionale e priva del senso delle regole. Chi ha usato quel linguaggio ha rivelato la deformazione della politica che ha nella propria testa». E ancora: «Non stento affatto a intervenire pubblicamente. Io sono responsabile per legge dei servizi di intelligence: di fronte a una questione che monta dal punto di vista giornalistico non è che faccio interviste, vado prima al Copasir».

«A quel Comitato mancava un componente, altrimenti avrei già chiesto di andare io ad essere ascoltato. Vi anticipo -spiega il premier- che quando chiarirò al Copasir resterete molto delusi rispetto alle fantasie che stanno circolando. È successo qualcosa di molto ordinario, di abbastanza conforme alle prassi. Subito dopo farò la conferenza stampa e vi darò tutte le soddisfazioni che volete».



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