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Superficie catastale ai fini Tari

6 Ottobre 2019
Superficie catastale ai fini Tari

Calcolo superficie tassabile per l’imposta sui rifiuti solidi: per l’Agenzia delle Entrate, nel calcolo della tassa sulla spazzatura, rileva la superficie calpestatile?

L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza in merito alla superficie catastale ai fini Tari: lo fa rispondendo a un interpello presentato da un contribuente. Il succo della risposta [1] è il seguente: la Tari è dovuta sulla superficie calpestatile dell’immobile. Vediamo meglio come si applica la disciplina in base all’attuale normativa fiscale.

Come si determina la superficie catastale imponibile ai fini Tari

La corretta determinazione della superficie catastale imponibile ai fini Tari è data dalla somma:

  • della superficie dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali, quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi e simili;
  • della superficie dei vani accessori a servizio indiretto dei vani principali, quali soffitte, cantine e simili, computata nella misura del 50%, qualora comunicanti con i vani di cui alla precedente lett. a); del 25% qualora non comunicanti;
  • della superficie dei balconi, terrazze e simili, di pertinenza esclusiva della singola unità immobiliare, computata nella misura del 30%, qualora comunicanti con i vani principali di cui alla precedente lett. a).

La superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria, iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano e, quindi, fabbricati classificati o classificabili nei gruppi catastali A, B e C, assoggettabile alla Tari è costituita dall’area calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.

Per l’applicazione della Tari, si considerano (finzione giuridica) le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti, vale a dire le superfici dichiarate dai contribuenti o accertate dai comuni agli effetti della Tarsu, Tia1, Tia2 e Tares.

Con riferimento alle unità classificate o classificabili nelle categorie catastali del gruppo A (abitazioni), B (collegi, case di cura, uffici pubblici) e C (negozi, botteghe, magazzini), il Comune può considerare come superficie assoggettabile alla Tari quella pari all’80% della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al citato D.P.R. 138/1998. L’allegato B di tale regolamento è costituito da un quadro generale delle categorie delle unità immobili ordinarie appartenenti ai seguenti gruppi catastali:

  • R – Unità immobiliari a destinazione abitativa di tipo privato e locali destinati a funzioni complementari;
  • P – Unità immobiliari a destinazione pubblica o di interesse collettivo;
  • T – Unità immobiliari a destinazione terziaria;
  • V – Unità immobiliari speciali per funzioni pubbliche o di interesse collettivo;
  • Z – Unità immobiliari a destinazione terziaria produttiva e diversa.

Tale quadro non ha mai trovato applicazione pratica e concreta. Ecco perché è intervenuta l’Agenzia delle Entrate a chiarire che, allo stato attuale, per esplicita previsione di legge, la superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria (iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano) assoggettabile alla tassa sui rifiuti (Tari) è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.

Tari dovuta sulla superficie calpestatile

Ecco la sintesi del principio fissato dall’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello: fino a quando non si darà completa attuazione all’interscambio dei dati tra l’Agenzia delle Entrate e i Comuni, la superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria (gruppi catastali A, B e C) assoggettabile alla Tari è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.

Termine di presentazione delle dichiarazioni Imu, Tasi e Tari

Per quanto riguarda il termine di presentazione delle dichiarazioni Imu, Tasi e Tari, il Dipartimento delle Finanze [2] ha chiarito che il nuovo termine fissato al 31 dicembre si applica soltanto per le dichiarazioni Imu e Tasi; resta, quindi, esclusa la dichiarazione Tari.

note

[1] Ag. Entrate istanza di interpello n. 306 del 24 luglio 2019.ù

[2] Dipartimento finanze ris. n. 2/DF del 6 agosto 2019.


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