Diritto e Fisco | Articoli

Indennità: quando spetta sullo stipendio?

17 Agosto 2018 | Autore:
Indennità: quando spetta sullo stipendio?

Indennità di cassa, di rischio, di turno, di reperibilità, di trasferta, chilometrica, di presenza, di disagio, di funzione: quando spettano assieme allo stipendio?

Hai assunto un commesso che è addetto alla cassa? Forse non sai che, oltre allo stipendio, sei obbligato, come datore di lavoro, a corrispondergli un’indennità extra, l’indennità di cassa o per maneggio di denaro: si tratta di una somma aggiuntiva che serve a “risarcirlo” per la responsabilità ed i rischi che si assume maneggiando i soldi. Un tuo dipendente è obbligato ad essere reperibile oltre l’orario ordinario di lavoro? Devi sapere che gli spetta un’indennità di reperibilità. I lavoratori della tua azienda sono turnisti? Spetta loro, se lo prevede il contratto collettivo, l’indennità di turno. Ci sono poi molte altre indennità a cui possono aver diritto i lavoratori dipendenti: l’indennità di trasferta per chi viaggia, l’indennità chilometrica, di presenza, di disagio… Le indennità sono delle voci aggiuntive rispetto alla retribuzione ordinaria: ne esistono di numerose tipologie, ed il diritto a riceverle assieme allo stipendio, nonché il loro ammontare, cambia a seconda del contratto collettivo applicato, che può essere anche territoriale o aziendale, o del contratto di lavoro individuale (se più favorevole); le indennità possono variare anche a seconda dell’inquadramento e della specifica mansione del lavoratore, nonché in base all’attività lavorativa prestata in concreto. Ma quali sono le indennità extra, quando vanno corrisposte, come sapere a quanto ammontano? Facciamo il punto sull’indennità: quando spetta sullo stipendio, come si calcola, quali tipi di indennità esistono.

Indennità di cassa

L’indennità di cassa, che da alcuni contratti è chiamata indennità di rischio, o di maneggio di denaro, è dovuta se il dipendente maneggia denaro o altri valori. Generalmente, nei contratti collettivi è previsto che l’ammontare dell’indennità sia commisurato alle ore di lavoro prestate nelle determinate mansioni per le quali è necessario il maneggio di denaro, ed a seconda della responsabilità concreta del dipendente, nel seguente ordine:

  • cassieri che maneggiano con continuità denaro liquido, adibiti allo sportello contante;
  • addetti allo sportello che si occupano di versamenti o prelevamenti;
  • cassieri che maneggiano con continuità valori, non adibiti allo sportello contante;
  • cassieri che maneggiano con continuità valori, non adibiti allo sportello;
  • addetti agli sportelli per l’incasso di bollette, effetti, ed operazioni assimilate;
  • addetti alla cassa in qualità di aiuto cassiere;
  • addetti alla stanza di compensazione che maneggiano valori, non adibiti allo sportello;
  • altri addetti che maneggiano contanti e valori, in operazioni non effettuabili allo sportello.

Gli importi possono essere ridotti o aumentati, in ragione delle ore di lavoro o delle giornate prestate nelle specifiche mansioni che prevedano il maneggio di valori. Normalmente, l’indennità è calcolata in misura percentuale rispetto alle voci fisse e continuative della retribuzione (ad esempio, nel ccnl Commercio è pari al 5% della paga base).

L’indennità ha natura retributiva, ed il diritto alla sua percezione si prescrive in 5 anni; se l’azienda conta meno di 16 dipendenti, la prescrizione decorre dal momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Indennità di reperibilità

L’indennità di reperibilità spetta al personale che ha l’obbligo di reperibilità in determinate fasce orarie o giornate, oltre al normale orario di lavoro: se il datore di lavoro richiede l’intervento del lavoratore, è dovuto un compenso per il lavoro straordinario svolto, o un’indennità d’intervento, a seconda degli accordi applicati.

Indennità di disponibilità

Da non confondere con l’indennità di reperibilità, l’indennità di disponibilità non è una maggiorazione della retribuzione in senso stretto, ma è un compenso spettante ai lavoratori con contratto intermittente, o a chiamata (Jobs on call), per i periodi in cui non prestano servizio: in pratica, se il dipendente si è impegnato a restare a disposizione del datore di lavoro anche nei periodi d’inattività, ha diritto alla percezione di quest’indennità

Sull’indennità di disponibilità non maturano i ratei Tfr, ferie, permessi e mensilità aggiuntive, ed i contributi Inps devono essere pagati sull’effettivo ammontare corrisposto, in deroga ai minimali.

L’indennità di disponibilità spetta anche ai lavoratori con un contratto di somministrazione a tempo indeterminato, nei periodi in cui non sono in missione presso un utilizzatore (ossia nei periodi d’inattività).

Indennità di turno

L’indennità di turno è prevista da alcuni contratti collettivi, ed ha lo scopo di compensare il dipendente per le difficoltà relative allo svolgimento dell’attività con turnazioni regolari periodiche.

Quest’indennità può avere la funzione di compensare, ad esempio, il lavoro domenicale, festivo e notturno, attraverso la maggiorazione della retribuzione oraria.

Possono essere poi previsti, oltre alle maggiorazioni, dei riposi compensativi, per supplire ai disagi derivanti dalla particolare articolazione dell’orario di lavoro.

Indennità di vacanza contrattuale

L’indennità di vacanza contrattuale è un aumento provvisorio dello stipendio, finalizzato a tutelare i lavoratori dal mancato rinnovo del contratto collettivo. Quest’indennità, per il pubblico impiego, è stata prevista dal “Protocollo sulla politica dei redditi e dell’occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo” del 1993.

Per i dipendenti pubblici, è il protocollo a prevedere le decorrenze, le percentuali di maggiorazione e gli elementi che servono per calcolare quest’indennità, mentre per i dipendenti del settore privato questi parametri sono stabiliti dai contratti collettivi. Spesso la contrattazione collettiva prevede anche, come compensazione di eventuali blocchi degli aumenti di stipendio, delle indennità chiamate assegno ad personam o una tantum.

Indennità di funzione

Chiamata, in alcuni contratti, col nome d’indennità di ruolo chiave, l’indennità di funzione è un compenso aggiuntivo che spetta ai quadri, o ai profili assimilabili, per indennizzare le particolari responsabilità e mansioni della categoria, come le funzioni di coordinamento, nonché eventuali prestazioni svolte al di fuori del normale orario di lavoro.

Indennità di trasferta

L’indennità di trasferta, o indennità di viaggio, è un’indennità giornaliera erogata al lavoratore, nel caso in cui l’attività sia svolta temporaneamente al di fuori della sede di lavoro: può essere aggiuntiva o alternativa al rimborso spese.

Quest’indennità, chiamata anche diaria, non deve essere confusa con l’indennità di trasferimento, che è dovuta in caso di spostamento non temporaneo dell’attività

In caso di spostamento in Italia, l’indennità di trasferta è esente da imposizione contributiva e fiscale (cioè, su tale importo non vanno pagati né contributi previdenziali, né tasse), sino a 46,48 euro al giorno.

Se la trasferta è all’estero, la soglia di esenzione giornaliera è innalzata a 77, 46 euro.

L’esenzione è più bassa nei casi in cui il lavoratore ha diritto a dei rimborsi da parte dell’azienda.

Indennità chilometrica

L’indennità chilometrica è il rimborso che l’azienda eroga al dipendente, come compensazione per l’utilizzo del veicolo personale negli spostamenti legati all’attività lavorativa.

Il calcolo di questa indennità fa riferimento alle tabelle Aci, che sono divise in due tipologie di costi annui di percorrenza:

  • costi proporzionali, cioè legati all’uso del veicolo (consumo carburante, pneumatici, manutenzione e riparazione);
  • costi non proporzionali, cioè slegati dall’effettivo utilizzo del veicolo (quali, ad esempio, le spese per l’assicurazione ed il bollo auto).

Se l’azienda riconosce solo la parte di costi proporzionali, il rimborso è deducibile sino a 17 cavalli fiscali, se il veicolo va a benzina, o fino a 20 cavalli fiscali, se diesel. Se invece riconosce anche una parte dei costi non proporzionali, per determinare il corretto trattamento fiscale si deve effettuare una suddivisione, dalla quale risulti la proporzione tra percorrenza di lavoro e privata.

Indennità di disagio

Prevista specialmente nei Ccnl del comparto pubblico, l’indennità di disagio ha lo scopo di compensare lo svolgimento di mansioni particolarmente disagevoli, quali quelle contraddistinte da condizioni di notevole scomodità, di elevata affluenza degli utenti, o con delicate responsabilità connesse al rapporto con gli utenti.

Non è semplice distinguere, nel caso concreto, tra le situazioni che danno luogo all’indennità di disagio, e quelle che possono dar luogo, ad esempio, all’indennità di turno, di reperibilità o di ruolo: si può affermare, a questo proposito, una maggiore genericità della nozione di disagio, in rapporto alle problematiche specifiche legate alle altre indennità nominate.

Indennità di presenza

Di stampo anacronistico, l’indennità di presenza è prevista, in alcuni contratti collettivi, per lo più relativi ad enti pubblici territoriali, per la sola presenza del lavoratore allo svolgimento di determinate attività (nella maggioranza delle ipotesi, facenti parte delle ordinarie mansioni). Quest’indennità non deve essere confusa col cosiddetto gettone di presenza, dovuto ai componenti dei consigli di enti locali quali comuni, province e regioni (dunque non dipendenti pubblici, ma chiamati a ricoprire cariche pubbliche elettive).

Tornando all’indennità di presenza “in senso stretto”, in alcune amministrazioni è dovuta anche quando il dipendente non è al lavoro, ad esempio se è in ferie o ha preso un permesso: in pratica, l’indennità premia il lavoratore non solo per il fatto di essersi recato al lavoro, ma anche quando lavoro non ci va.

Se, invece, per indennità di presenza il contratto applicato intende l’indennità di turno o di reperibilità, il suo scopo, come osservato nei precedenti paragrafi, è ricompensare il dipendente per la disponibilità aggiuntiva o per la turnazione.



1 Commento

  1. Ho dovuto depositare un esposto presso la questura di macerata contro il comparto pubblico del comune di macerata per mancato pagamento delle indennità.

    Dovranno presentarsi in tribunale e li aspetto davanti al giudice

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube