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Si può avere un mutuo a interessi sottozero?

6 Ottobre 2019 | Autore:
Si può avere un mutuo a interessi sottozero?

La banca deve riconoscere al cliente qualcosa quando i tassi vanno in negativo? In qualche Paese europeo succede. Ma in Italia perché no?

A chi non piacerebbe avere un mutuo e ricevere gli interessi per il finanziamento anziché pagarli? Avere, cioè, un tasso negativo anziché attivo? Aspetta, non cambiare pagina: non ti stiamo prendendo in giro. Questa possibilità esiste all’estero, per la precisione in Danimarca. Non è un miraggio, almeno all’estero. In Italia, invece, che succede? Si può avere un mutuo a interessi sottozero?

Troppa grazia, Sant’Antonio, come spesso vi dico in queste pagine. Il motivo bisogna cercarlo in un articolo del Codice civile [1] che impedisce alla banca di pagare al mutuatario degli interessi in cambio del finanziamento che ha ricevuto, poiché deve essere sempre il contrario, cioè: vadano come vadano i tassi stabiliti dalla Banca centrale europea, quando in Italia ci si rivolge ad una banca e si chiedono dei soldi per comprare una casa, non si può avere un mutuo senza interessi. Fa niente se i danesi sono più fortunati: qui siamo in Italia, non in Danimarca. E vi spiego che cosa vuol dire.

Mutuo senza interessi: come funziona altrove?

Probabilmente, la Sirenetta si è stabilita a Copenaghen perché, quando ha chiesto un mutuo per comprare il posto in cui restare seduta a farsi ammirare dai turisti, la banca danese non le ha chiesto gli interessi, anzi: glieli ha pure versati. Favole a parte, in Danimarca c’è la possibilità di avere un mutuo a interessi sottozero. Ecco come ha fatto la Sirenetta ad ottenerlo.

Da circa quattro anni (so che la Sirenetta si trova a Copenaghen da molto più tempo, ma prima era in affitto), in Danimarca vengono concessi dei mutui a tassi negativi, vale a dire: al debitore vengono stornati e non caricati gli interessi dalla rata mensile. Una scelta fatta apposta dagli istituti di credito? Non proprio. Tempo fa, il mutuo veniva concesso come in Italia e negli altri Paesi, cioè: la banca ti dà i soldi e tu li restituisci con i relativi interessi.

Poi, però, il tasso interbancario è sceso così tanto che, di conseguenza, gli interessi sono finiti sottozero. E questo ha portato alcune banche a proporre dei mutui con i tassi di interesse a quel livello, cioè con il segno «meno». In altre parole, chi chiede un mutuo viene pagato per averlo fatto.

Mutuo senza interessi: i tassi lo consentono?

In teoria, se si dà un’occhiata all’Euribor, avere un mutuo senza interessi non sarebbe impossibile, anzi: gli indici a cui fanno riferimento i mutui ipotecari, più che a raso terra, viaggiano negli ultimi anni come le talpe, cioè sottosuolo e scavano sempre più giù.

Si pensi, infatti, che la Bce ha tagliato di nuovo a settembre 2019 il tasso sui depositi, portandoli da -0,4% a -0,5%. Questo tasso è strettamente legato agli Euribor, che continuano ad avere il segno «meno» di quasi mezzo punto percentuale sia a 1 mese, sia a 3 mesi. E le previsioni (i cosiddetti future) confermano la tendenza al ribasso, perché i mercati si attendono che Christine Lagarde, la donna che prende il testimone da Mario Draghi al vertice dell’istituto di Francoforte, dia un’ulteriore sforbiciata al tasso sui depositi.

Insomma, senza però esagerare, si viaggia come in metropolitana: sottoterra. E allora? E allora se oggi hai un mutuo con uno spread di mezzo punto al di sopra dello zero, con il taglio dell’Euribor di oltre lo 0,5% dovrebbe andare in negativo. E, quindi tu avresti degli interessi non da pagare, ma da incassare.

Mutuo senza interessi: che succede in Italia?

Quello del finanziamento «sotto zero» resta un sogno oppure si può avere un mutuo senza interessi in Italia? Se, come abbiamo visto, all’estero questa è già una realtà e, almeno in teoria, i tassi lo consentono, puoi andare in banca a chiedere un finanziamento sperando di trovarti queste condizioni? Sarebbe troppo bello.

L’Abf, cioè l’Arbitro bancario finanziario, ha stabilito quando un mutuo infruttifero resta tale, cioè quando un finanziamento non può dare un ritorno economico al debitore [2]. Ciò succede quando:

  • il mutuo non prevede una clausola che limita la diminuzione del tasso oltre una determinata soglia (la cosiddetta clausola floor);
  • il parametro di indicizzazione fa scivolare il tasso di interesse in negativo.

Con queste due premesse, il mutuo non può rendere nulla al debitore finché il parametro appena citato non porta il tasso di interesse in positivo. Significa che anche quando il tasso di interesse si trova in «zona talpa» o in «zona metropolitana», giusto per riportare le due metafore a cui facevamo riferimento, la banca non ti deve riconoscere alcunché.

È qui che scende in campo il Codice civile, di cui parlavamo all’inizio. Secondo la normativa, infatti, un mutuo prevede che una persona riceva dei soldi in prestito e che li debba restituire aggiungendoci gli interessi. Questo significa che la banca non può ricevere una somma inferiore a quella che ha erogato.

Morale di tutta questa favola. Oggi, il Codice civile impedisce che il tasso di interesse di un mutuo parta in positivo e che, se poi scivola in terreno negativo, la banca sia tenuta a riconoscere qualcosa al mutuatario. Appare, dunque, poco probabile che gli istituti di credito italiani prendano l’esempio di Copenaghen e che, in partenza, propongano questa possibilità ai clienti che hanno bisogno di un finanziamento. Dire che, a questo punto, conviene trasferirsi in Danimarca potrebbe essere un po’ azzardato. Non lo sembra, però, quando si dice che si chiede uniformità nell’Unione Europea su tante cose, ma si ignora quella che riguarda l’esigenza del risparmiatore. Non ce ne voglia la Sirenetta.


note

[1] Art. 1813 cod. civ.

[2] Decisione Abf n. 23294/2018 dell’08.11.2018.

Autore immagine: Canva.com


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