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Come comportarsi a un colloquio di lavoro

31 Ottobre 2019
Come comportarsi a un colloquio di lavoro

Un colloquio di lavoro può essere l’occasione della vita ed aprire prospettive insperate. Per questo deve essere gestito al meglio e nulla deve essere lasciato al caso.

Hai inviato molti cv e, finalmente, sei stato chiamato per un colloquio di lavoro? Hai l’occasione di essere ascoltato da una delle aziende in cui sogni di lavorare? Non sai bene come affrontare il colloquio e ti fai molte domande su come comportarti? Questo articolo cercherà di aiutarti anche tenendo conto delle indicazioni che provengono dal mondo dei recruiter e delle agenzie del lavoro.

Affrontare un colloquio di lavoro richiede concentrazione e molto metodo.

E’, dunque, utile leggere articoli e guide che possano aiutarti meglio a comprendere come comportarsi a un colloquio di lavoro.

Il colloquio di lavoro, infatti, può segnare indelebilmente il percorso professionale di una persona. Probabilmente alcuni importanti manager di cui si parla pubblicamente non sarebbero ciò che sono se uno dei colloqui di lavoro che hanno sostenuto non fosse andato come è andato.

Colloquio di lavoro: cos’è?

Anche se già si parla di selezione del personale attraverso robot e software che andrebbero a sostituire i recruiter, allo stato attuale il colloquio di lavoro rimane una delle tappe fondamentali di quel processo che viene definito selezione del personale.

Ogni azienda, infatti, deve porsi il tema di selezionare ed assumere le risorse umane necessarie a svolgere le attività che servono all’azienda stessa per andare avanti.

Il processo di recruiting può essere svolto internamente dal personale dell’azienda (se ne occupa l’ufficio risorse umane o Hr, dall’inglese human reources) oppure può essere affidato a degli esperti esterni come le agenzie di selezione del personale.

Il reclutamento del personale è un’attività fondamentale per le imprese perchè avere un capitale umano fatto di persone di grande valore professionale fa la differenza in un mercato sempre più competitivo ed agguerrito.

La prima tappa nel processo di selezione del personale è l’individuazione del posto vacante da coprire. Individuata l’esigenza da colmare molte aziende pubblicano nella sezione “lavora con noi” o “career” del proprio sito web un annuncio di lavoro nel quale sono indicati:

  • la figura professionale ricercata, detta anche job position;
  • la tipologia di contratto proposto (a tempo determinato, a tempo indeterminato, in somministrazione di lavoro, etc.);
  • la sede di lavoro e l’eventuale disponibilità a trasferte;
  • la retribuzione o comunque una indicazione sulla condizione economica dell’offerta;
  • le competenze (dette anche skills) che il candidato deve possedere;
  • come fare per candidarsi per quella posizione.

Il primo passo, una volta individuata un’offerta di lavoro che ti interessa, è inviare il tuo Cv seguendo le modalità previste nell’annuncio di lavoro.

In questo articolo, non ci concentreremo sulle tecniche di redazione del Cv ma è chiaro che la corretta compilazione del curriculum è fondamentale.

I recruiter, una volta chiuso il termine per candidarsi ad una certa posizione vacante, analizzano i Cv e scartano subito quelli scritti male o palesemente privi dei requisiti previsti per l’accesso a quella posizione di lavoro.

Selezionati i cv migliori arriva il fatidico momento: i candidati sopravvisuti alla scrematura iniziale vengono contattati per effettuare un colloquio di lavoro.

Il colloquio di lavoro è una conversazione tra il candidato a rivestire una certa posizione professionale vacante e degli intervistatori che possono essere addetti all’ufficio risorse umane aziendali o recruiter esterni. Non c’è una regola da questo punto di vista: l’azienda potrebbe anche decidere che il colloquio venga tenuto direttamente dall’amministratore delegato.

Mentre la analisi del cv serve a valutare le competenze e le conoscenze acquisite, il cv serve a conoscere il candidato, scoprire il suo lato personale ed umano, avere una impressione a pelle.

Come comportarsi a un colloquio di lavoro?

Innanzitutto, eliminiamo scorciatoie e false speranze. Sostenere un buon colloquio di lavoro non è affatto una cosa semplice e scontata. In un ristretto arco di tempo, infatti, occorre lasciare una buona impressione di sè, dare una immagine professionale di sè, trasmettere competenza, ma anche far trapelare gli aspetti più forti ed attraenti della propria personalità e del proprio carattere.

Cerchiamo di capire quali sono gli escamotage per sostenere il colloquio di lavoro nel migliore dei modi riassumendo questi trucchetti in un vademecum che possiate consultare all’occorrenza:

  • essere spontanei: piuttosto che concentrarsi sull’immagine che si vuole trasmettere e su cosa pensiamo possa piacere a chi ci ascolta, forzando dunque il nostro reale essere, la cosa migliore da fare è essere sè stessi ed essere anche autoironici, trasferendo al recruiter l’impressione di una personalità forte e determinata;
  • attrarre chi ti ascolta: alcuni esperti del settore affermano che sostenere un colloquio è equiparabile ad un atto di seduzione nei confronti del recruiter. Il candidato, infatti, in pochi minuti deve farsi desiderare dal recruiter. Ne consegue che, senza trasmettere arroganza, il candidato deve mostrarsi per ciò che è senza farsi vedere supplichevole e troppo smanioso di avere quel posto di lavoro. Deve essere chi sta dall’altra parte del tavolo a capire che non devono lasciarsi scappare una persona come te e non tu a pietire di essere preso;
  • avere una buona reputazione: oggi più che mai siamo tutti presenti sui social network. Ci sono alcuni social che hanno un profilo spiccatamente professionale come, ad esempio, Linkedin. E’ ormai dimostrato che questi strumenti digitali aumentano la propria reputazione professionale ed è quindi importante usarli bene, curando la propria immagine social, la qualità dei contenuti pubblicati, etc.
  • trasmettere una forte autostima, senza arroganza: è assolutamente sconsigliabile in un colloquio di lavoro far trapelare insicurezza o mentire. Non bisogna nè sottovalutarsi nè sopravvalutarsi perchè prima o poi i nodi vengono al pettine. E’, dunque, preferibile trasmettere autostima e sicurezza di sè ma anche piena consapevolezza dei propri limiti mostrando, magari, piena volontà e motivazione nel raggiungere ulteriori competenze;
  • conoscere l’azienda nella quale vuoi entrare: capita spesso che il candidato faccia un buon colloquio ma dimostri di non sapere nulla della società per la quale vorrebbe lavorare. Si tratta di un errore molto diffuso da evitare assolutamente. Il candidato deve informarsi sull’azienda prima di mandare il cv e soprattutto prima di sostenere un colloquio. Più informazioni ha e meglio è. Ovviamente, è importante avere soprattutto informazioni legate al settore nel quale ci si candida a lavorare;
  • presentarsi con un look adeguato: anche l’aspetto esteriore vuole la sua parte e può contribuire all’immagine complessiva che dai di te stesso. Per questo è importante, in vista del colloquio, curare la propria persona, essere puliti ed ordinati e vestirsi in modo adeguatosenza eccessi. Ovviamente, non esiste una ricetta unica per tutti i tipi di lavoro ma dipende molto dal tipo di realtà in cui vuoi lavorare. Se ti candidi a fare il direttore di filiale di una banca la giacca e la cravatta sono ineludibili. Se, invece, vuoi occuparti di marketing per una start up magari un look più casual è più adatto.

Colloquio di lavoro: cosa mangiare?

Può sembrare assurdo, ma anche l’alimentazione gioca un ruolo importante in vista di un colloquio di lavoro. Infatti, per affrontare al meglio questa tappa fondamentale, bisogna avere la giusta dose di energie senza però essere troppo appesantiti. Gli alimenti da scegliere devono garantire le energie necessarie, la giusta dose di attenzione e di lucidità, ma anche evitare inconvenienti come colite, necessità eccessiva di diuresi e di andare in bagno.

Per un colloquio di lavoro fissato di mattina, la colazione diventa fondamentale. Il caffè non può mancare perchè stimola attenzione e concentrazione. Inoltre, si consiglia di assumere yogurt magro e noci. Se, al contrario, il colloquio è nel pomeriggio occorre prestare attenzione al pranzo. Si consiglia di assumere proteine magre, come carne bianca o pesce ed evitare pasta e riso che tendono ad appesantire.

Anche i cereali integrali possono essere un valido alimento per evitare di essere troppo appesantiti. In generale, meglio non ingerire quantità eccessive di cibo, ma nemmeno troppo ridotte, altrimenti durante il colloquio potrebbe arrivare il famoso buco nello stomaco.

Sera prima del colloquio: cosa fare?

Abbiamo parlato di cosa fare durante il colloquio e di quale comportamento tenere. Ma cosa si consiglia di fare prima del colloquio?

Oltre a tenere una corretta alimentazione, è importante anche prendere alcune precauzioni di tipo logistico. In particolare, una delle cose peggiori che può capitare è arrivare tardi ad un colloquio di lavoro. Se accade questo, infatti, il recruiter può perdere subito fiducia nel candidato che può apparire poco credibile e attendibile. Se un candidato arriva tardi al colloquio, si può infatti pensare, figuriamoci cosa combina una volta che è stato assunto!

E’, dunque, importante studiare nel dettaglio il percorso da seguire, i mezzi pubblici da prendere, oppure prenotare un taxi che ti possa portare direttamente davanti alla sede dell’azienda.

Se il colloquio è di mattina, inoltre, è fondamentale rimettere la sveglia ad un orario che ti permetta con un certo margine di essere puntuale al colloquio. La sveglia, purtroppo, può avere dei problemi tecnici ed è dunque prudente chiedere anche ad un proprio famigliare o al proprio partner di chiamare al cellulare ad una certa ora così da accertarsi che ci si è alzati.

Per il resto, dopo aver fatto i compiti, è bene dedicarsi a delle attività che possano rilassare e far scendere la tensione così da essere carico il giorno dopo per dare il meglio di sè stessi. Cosa fare per rilassarsi dipende molto dalla persona: si può fare una corsetta, andare al cinema o semplicemente dormire.



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