Diritto e Fisco | Articoli

Come copiare una tesi senza essere scoperti

31 Ottobre 2019 | Autore: Davide Luciani
Come copiare una tesi senza essere scoperti

Copiare una tesi di laurea è un’abitudine sempre più diffusa: ecco alcuni consigli utili per evitare di farsi scoprire.

Sei ad un passo dalla laurea. Devi solo scrivere la tesi e discuterla e poi diventerai un dottore a tutti gli effetti. C’è, però, un problema. Oltre a compiere il tuo dovere di studente devi anche lavorare. Non ti basta materialmente il tempo per fare la ricerca delle fonti e buttare giù il contenuto del tuo trattato. Il rischio è che i tempi per la discussione si allunghino. Il che significa che dovrai pagare ancora le tasse universitarie. Sei quasi disperato. Ti viene in mente un unico modo per uscire dall’impiccio, che è poi quello che molti altri hanno usato prima di te: copiare la tesi. Ciò che ti blocca, però, è la paura di venire scoperto. Se accadesse, butteresti al mare anni di sacrifici e sudore.

E’ già successo che qualche studente abbia copiato la tesi e, una volta scoperto, sia stato bocciato. Non sai cosa fare. Anche gli amici con cui ne hai parlato ti hanno dato pareri contrapposti. Da qualche parte, però, devi iniziare. Così dai, anzitutto, un’occhiata su internet in cerca del trattato che faccia per te. Alla fine lo trovi. Ora devi prendere una decisione. La domanda che ti poni è una sola: come copiare una tesi senza essere scoperti? Inizi a cercare una soluzione e ti imbatti in questa guida. Prima di farti prendere dall’entusiasmo, però, è giusto che tu sappia che ciò che sto per consigliarti non è un metodo sicuro al 100%. Un margine di rischio c’è sempre. Quindi, è giusto che tu rifletta attentamente prima di intraprendere questa strada.

Se decidi di continuare nei tuoi propositi, allora leggi attentamente ciò che ti sto per dire.

Cos’è il plagio

La prima cosa che devi sapere è cos’è il plagio. Con questo termine, si intende l’azione con cui ci si appropria dell’opera dell’ingegno altrui mediante copia parziale o totale del suo lavoro. E’ importante che tu capisca tale concetto perchè, decidendo di copiare una tesi, rischieresti anche conseguenze civili e penali e non solo la tua laurea.

La legge per il diritto d’autore [1] punisce, infatti, con una multa da 51 a 2.065 euro chiunque riproduce, trascrive, diffonde o vende un’opera altrui. Inoltre, prevede la reclusione da tre mesi a un anno e una multa di 516 euro per chi commette gli stessi reati, ma verso un’opera non destinata al pubblico. Infine, e qui viene la parte peggiore, si afferma che la pena detentiva non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito. Ciò significa che, se il tuo plagio venisse scoperto dopo che ti sei laureato non rischieresti solo la revoca della laurea, ma saresti anche sottoposto a condanna penale. Nel caso in cui, invece, qualcuno venisse a sapere de tuo imbroglio prima o nel mentre della discussione potresti cavartela solo con una multa e con la bocciatura.

Insomma: il quadro non è idilliaco, non ti sembra? Inoltre, pensare di scamparla grazie alle infinite possibilità che ti dà la tecnologia è un’ingenuità che potresti pagare cara. Nel XXI secolo, infatti, gli aiuti informatici servono anche a smascherare i «furbetti» come te.

Cos’è il software antiplagio

Visto il proliferarsi di tesi copiate negli ultimi anni, molte università sono ricorse a dei software antiplagio. Si tratta di programmi che analizzano i documenti comparandoli con altri testi sparsi per il web e con quelli presenti nel proprio database. Ciò significa che qualunque cosa tu abbia pescato da internet verrà scoperta. Quando avrà finito di scandagliare il tuo lavoro, il programma elaborerà un report finale dando una percentuale che indicherà la corrispondenza tra ciò che tu dici di aver scritto e il materiale online. Ovviamente, l’ultima parola spetterà al docente. L’intervento umano è fondamentale perchè il programma non riconosce tra le citazioni utilizzate correttamente e quelle copiate di sana pianta senza citare la fonte.

A questo punto, potresti obiettare che ti basterebbe cambiare qualche parola qua e là per farla franca. Togliti dalla testa questa idea. Il software rileverebbe comunque la corrispondenza con il testo che tu hai copiato. Al docente basterebbe un minimo controllo per «sgamarti». Inoltre, è bene che tieni a mente una cosa fondamentale: anche una parafrasi del testo, se non riporta le fonti in modo corretto, è passabile di plagio.

Come aggirare il software

Ora che hai un quadro chiaro dei rischi che corri nel copiare la tesi, veniamo alle possibili soluzioni. Come è possibile aggirare il software antiplagio? Abbiamo detto che ha un database immenso e può trovare tutte le citazioni presenti sulla rete. Però, come abbiamo visto, neanche lui è infallibile- Sarà infatti sempre il tuo professore a avere l’ultima parola in merito. E’ importante, dunque, che utilizzi alcuni stratagemmi se vuoi farla franca. Il primo è quello di infarcire di tue considerazioni il testo.

Ti faccio un esempio. Se devi redigere una tesi di storia del giornalismo su Montanelli, su internet troverai materiale a bizzeffe. Devi essere bravo a metterci del tuo, inserendo in mezzo a ciò che copi, il maggior numero di opinioni personali su quanto stai scrivendo. Ricorda che il tuo lavoro si chiama «tesi» appunto perchè stai cercando di dimostrare un tuo punto di vista. Quindi, va bene che tu prenda ciò che ha scritto un altro, ma almeno le opinoni falle tue!

Un’altra metodologia che devi usare è quella di virgolettare sempre il testo copiato integralmente. Mi riferisco soprattutto alle citazioni. Usare virgolettati non è plagio poiché stai implicitamente affermando «non sono io che affermo questo, bensì tizio». Cerca, però, di non abusare di tale metodo. In una tesi, le citazioni non possono superare un venti per cento circa del testo.

Fai attenzione: le citazioni non sono solo dirette, ovvero quelle che riportano dialoghi, detti o discorsi. Esistono anche quelle indirette. Queste ultime si riferiscono agli argomenti presenti in un testo. Devono essere indicate chiaramente, ma non virgolettate. Ti basterà specificare la fonte da cui sono tratte. Un esempio a riguardo potrebbe essere «come affermato da Beppe Lopez in un articolo su Il fatto quotidiano, Montanelli fu un voltagabbana». In questo modo, hai espresso il pensiero si un altro senza incorrere in alcun tipo di problematica.

Dato che abbiamo accennato le fonti, un altro metodo per aggirare il software è quello di usarne diverse. Se, infatti, la tua tesi si basa su un unico testo, sarà più facile venire scoperti. Utilizzando più materiale, invece, potrai mischiare diverse opinioni. Con questo sistema il tuo lavoro apparirà molto più fluido e ti sarà facile anche elaborare un tuo pensiero a riguardo. Ricorda che non basta citare la fonte sul testo. Occorre inserire anche le note bibliografiche a piè di pagina. Di norma, è buona cosa non inserirne più di cinque per pagina.

L’ultimo sistema che ti consiglio è quella di prendere testi di lingue straniere e sfruttare Google translate. Come certamente saprai, questo software non dà traduzioni perfette del testo. Ciò significa che sarai per forza di cose costretto a rielaborarlo. Così facendo potrai ottenere un elaborato che si ispira alla fonte originale, ma che, nella forma, è molto diverso da esso. E’ molto difficile che tesi scritte con tale metodo vengano scoperte.

Come controllare il proprio testo

Come riuscire a capire se una tesi, una volta scritta, può passare il test antiplagio? Un metodo pratico è separare, man mano che si scrive il testo, i tuoi pensieri da quelli che hai preso da altre parti. Ad esempio, potresti usare il bold per tutte le citazioni. O colorarle in blu. In questo modo, ti balzerà subito all’occhio se quanto hai scritto può andare bene o necessita di una correzione.

Un’altra soluzione è utilizzare anche tu un software antiplagio. Su internet ce ne sono diversi su cui poter contare. I migliori, però, sono a pagamento. Il mio consiglio è di investire su uno di loro. Una piccola spesa per avere la grande sicurezza di potersi laureare.

Cos’è la compravendita delle tesi

La compravendita delle tesi è uno dei mestieri più antichi. Pagare qualcuno che faccia il lavoro al posto tuo è un metodo alquanto diffuso. Recentemente, su internet, sono nate vere e proprie aziende con questo scopo. Usare questo sistema presenta un vantaggio ed uno svantaggio. Il punto di forza è che avrai qualcuno che faccia il lavoro al posto tuo senza che tu stia a scervellarti e a sputare sangue. Il punto debole è che ti manca la possibilità di controllare che il lavoro sia svolto bene. Chi ti assicura che la tesi che ti verrà consegnata sarà originale al 100%? Dubito che una volta che avrai il testo tra le mani ti preoccuperai di controllarlo minuziosamente. Se si trattasse di un lavoro artefatto e fosse scoperto, di mezzo ci andresti solo tu. Infatti, se anche affermassi che non hai scritto tu l’elaborato, avresti comunque commesso un atto illecito e potresti dire addio alla laurea. Mai come in questi casi vale, dunque, il detto «chi fa da sé fa per tre».

Cos’è il correttore di tesi

Se proprio non riesci a venire a capo della questione da solo puoi chiedere aiuto ad un correttore di tesi. Internet, infatti, non dà solo metodi illegali per poter scrivere il tuo testo. In rete è possibile trovare anche professionisti cui chiedere consigli in merito. Il loro lavoro è simile a quello del correttore di bozze dei libri. Possono consigliarti su quale sia il modo migliore per rielaborare un testo o correggere il tuo stile di scrittura. Inoltre, potrai anche ottenere delle dritte su come organizzare il tuo lavoro. Il loro tariffario è di circa un centesimo a parola. Vale la pena consultarli se sei in alto mare e non sai come uscirne. Una volta che avranno rielaborato il tuo testo, avrai la certezza di poter discutere la tua tesi senza problemi.

Ora, sai proprio tutto su come copiare una tesi senza essere scoperti. Sta a te capire se il gioco vale o meno la candela. Ricorda che c’è differenza tra copiare e rielaborare. Evita, quindi, di fare «copia-incolla» di interi paragrafi e cerca di affidarti il più possibile ai tuoi pensieri. In questo modo, riuscirai ad ottenere un buon lavoro con uno sforzo minore.



Di Davide Luciani

note

[1] L. n. 248/2000.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube