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Parlamentari: ecco chi non va mai a lavorare

6 Ottobre 2019
Parlamentari: ecco chi non va mai a lavorare

Riduzione del numero dei parlamentari: i commenti di Luigi Di Maio e del Movimento 5 Stelle.

Il 7 ottobre si discuterà della legge che prevede la riduzione dei numeri di Montecitorio e Palazzo Madama. Con la riforma del taglio dei parlamentari, la Camera passerà da 630 a 400 deputati, mentre il Senato da 315 a 200 senatori eletti.

Sul Blog delle Stelle si legge: “Il 7 ottobre si avvicina, giorno in cui il taglio dei parlamentari arriverà finalmente in Aula a Montecitorio”. “A dimostrazione della validità di questa nostra battaglia storica, è lecito domandarsi quanto sia giusto continuare a pagare gli stipendi dei cosiddetti assenteisti da record. Ebbene sì, ci sono deputati che sono stati eletti dai cittadini per rappresentare i loro interessi in Parlamento e che invece in Aula non ci sono quasi mai. Non lo diciamo noi, ma i dati disponibili su Openparlamento, che assegna il podio per il maggior numero di assenze alla Camera a Michela Vittoria Brambilla, deputata di Forza Italia, con il 98.21% assenze. Ciò significa che la Brambilla ha partecipato solo a 78 votazioni su 4.353″, prosegue il post del MoVimento 5 Stelle.

“Al secondo posto, troviamo un altro azzurro, il noto imprenditore Antonio Angelucci, che ha saltato ben 3.980 votazioni su 4.353, guadagnandosi un bel 91.43% di assenze. Non male. A seguirlo Vittorio Sgarbi, passato recentemente da Forza Italia al gruppo Misto. Per lui, solo il 24.54% di presenze, più o meno come Guido Della Frera, anche lui in quota Forza Italia e con una percentuale di presenze alle votazioni della Camera che si attesta al 25.02%. L’azzurro ha quindi saltato 3.264 votazioni su 4.353”, si legge ancora sul Blog.

“Ma ai vertici della classifica dei deputati più assenteisti ci sono anche nomi ‘insospettabili’, come quello di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia è molto presente sui social e sulla stampa, ma dovrebbe spiegare ai suoi elettori come mai con il 74.91% di assenze alla Camera ha saltato ben 3.260 votazioni su 4.352!”.

“Quello dell’assenteismo è un vero e proprio vizio per la Meloni, che non è un’assidua frequentatrice nemmeno del Campidoglio: 17% di presenze nel 2018, mentre con un magro 10%, nell’anno in corso la leader di Fratelli d’Italia è stata vista, per ora, 3 volte. Questi campioni di assenteismo -conclude il blog- avranno il coraggio di votare insieme a noi per il taglio dei Parlamentari?”

Sulla riduzione del numero dei parlamentari “non mi aspetto solo un voto di maggioranza, mi aspetto un voto trasversale del Parlamento”. Lo ha affermato il leader M5S, Luigi Di Maio, parlando a Terni.

“Questa – ha aggiunto – è una battaglia che secondo me condivide oltre il 90 per cento degli italiani, se andiamo a fare un raffronto tra il numero dei parlamentari che hanno gli altri Paesi europei e quello che abbiamo noi è automatico che tu li debba tagliare. Da martedì ci sono 345 poltrone in meno, stipendi in meno e anche un po’ meno burocrazia, perchè quando i parlamentari sono troppi ci sono troppi emendamenti, troppe modifiche alle leggi e le leggi diventano più complicate”.

“Leggo di alcune forze politiche che vorrebbero assentarsi, di parlamentari di opposizione che non vorrebbero venire in Aula per tagliare il numero di parlamentari; vorrà dire che gli manderemo una piccola poltrona a casa – ha concluso Di Maio – per ricordargli che in un momento storico hanno scelto le poltrone al cambiamento”.

“Secondo voi, perché in vista del voto sul taglio dei parlamentari il Movimento Cinquestelle si mette ad attaccare frontalmente, proprio su questo, l’unico partito (Fratelli d’Italia) che ha votato la proposta dall’inizio pur essendo all’opposizione? Sono cretini o cercano di affossare la legge? E se non sono cretini, perché la vogliono affossare? Forse, come spesso accade con i grillini, dicono una cosa per prendere i voti ma poi lavorano sottobanco per farne un’altra? Oppure cercano di distogliere l’attenzione dal Pd, loro alleato, che aveva sempre votato contro il taglio dei parlamentari, e ora potrebbe, alla chetichella, far mancarei numeri necessari all’approvazione? Meglio pensare che siano cretini. La vera domanda a cui dovrebbero rispondere è: se il Pd, Leu e Italia viva fanno mancare i numeri, faranno cadere il governo?”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni


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