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Lo sai che? Google AdWords non è responsabile delle inserzioni pubblicitarie

Lo sai che? Pubblicato il 21 giugno 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 giugno 2013

Neutralità dell’intermediario fornitore di servizi su internet: il cliente di Google è l’unico responsabile per gli avvisi ingannevoli.

Google non può essere responsabile delle inserzioni pubblicitarie pubblicate dai propri clienti inserzionisti attraverso il sistema “Google AdWords”.

Come a tutti noto, Google Adwords è quella forma di pubblicità che consente, a chi voglia promuovere un brand, di vedere pubblicati i propri annunci in due modi diversi:

– o attraverso la visualizzazione per parole chiave scelte, nella pagina dei risultati del motore di ricerca, nella sezione “link sponsorizzati” (quella – tanto per comprenderci – a sfondo color pesca);

– oppure attraverso i banner pubblicitari (normalmente caricati a rotazione ed entro appositi riquadri) sui siti che hanno dato, a Google, la propria disponibilità alla vendita degli spazi.

Ebbene, secondo il Tribunale di Palermo [1], qualora uno di questi messaggi sia illecito, il soggetto leso non può che aggredire il responsabile della condotta e non certo Google.

Infatti, in virtù del principio di neutralità dell’intermediario [2], il fornitore di servizi di rete (Google, in questo caso) non ha l’obbligo di controllare preventivamente tutto ciò che circola sulla rete e sui propri “canali”. In altre parole, il provider non deve sorvegliare l’attività dei clienti, ma semmai ha solo un dovere di azionarsi nel rimuovere l’illecito qualora gli giunga la segnalazione da parte del titolare del diritto leso.

Nel caso di specie, era successo che una società avesse utilizzato illecitamente dei tag e keywords (ossia parole traccianti per l’algoritmo) al fine di sostituirsi a un proprio competitor: grazie a questo “trucchetto”, la pubblicità della prima società appariva al posto del marchio concorrente, con perdita per quest’ultima di chances commerciali e di clientela.

Nei confronti della società truffaldina, è scattato subito l’obbligo del risarcimento del danno.  Tuttavia non è stata invece accolta la domanda contro Google. Come giustamente afferma il Tribunale di  Palermo, il motore di ricerca non ha alcuna responsabilità per il mancato controllo delle altrui condotte illecite; al contrario, può avere una responsabilità “omissiva”, ossia solo qualora, pur a conoscenza dell’illecito, non lo abbia eliminato.

note

[1] Sent. n. 2636/2013 del 14.06.2013.

[2] D.lgs. 70/2003, che attua la direttiva UE sul commercio elettronico.


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