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Interdizione per ludopatia

31 Ottobre 2019 | Autore:
Interdizione per ludopatia

Malattia del vizio del gioco: si applica l’interdizione oppure l’amministrazione di sostegno? Qual è la differenza? Chi può chiedere l’interdizione?

Secondo la legge, tutti coloro che sono maggiorenni hanno la capacità d’agire, cioè la capacità di porre in essere valide operazioni giuridiche. A questa regola ci sono, però, delle eccezioni, derivanti essenzialmente dall’essere incapace di intendere e di volere a causa di una patologia. Il maggiorenne che non è in grado di comprendere la realtà che lo circonda avrà bisogno di qualcuno che lo assista negli atti della vita quotidiana. È per ipotesi del genere che la legge ha predisposto alcuni istituti di protezione, come l’interdizione e l’amministrazione di sostegno. Sai che queste misure potrebbero essere adottate anche in caso di ludopatia?

Quando il vizio del gioco diventa una vera e propria malattia, cioè un bisogno impellente a cui non ci si riesce a sottrarre, allora è necessario proteggere gli interessi del malato e dei suoi familiari: il ludopatico, infatti, potrebbe sperperare tutto il suo patrimonio nel gioco d’azzardo. Come fare in questi casi? Oltre a dover somministrare le dovute cure, occorre anche tutelare il ludopatico in ambito giuridico: ecco che soccorrono dunque gli istituti dell’amministrazione di sostegno e dell’interdizione. Quale dei due si adatta meglio a chi soffre del vizio del gioco? Per la ludopatia occorre l’interdizione o l’amministrazione di sostegno? Scopriamolo insieme.

Interdizione: cos’è?

L’interdizione viene dichiarata dal giudice nei casi in cui il maggiorenne si trovi in condizioni di abituale infermità mentale che lo rende incapace di provvedere ai propri interessi, al fine di assicurare loro un’adeguata protezione [1].

L’interdizione può essere pronunciata dal giudice, su ricorso dei familiari, dei parenti più stretti o perfino del p.m., solamente se la persona maggiorenne:

  • sia affetta da uno stabile vizio di mente, cioè soffra di una malattia che lo renda totalmente o parzialmente incapace di intendere e di volere;
  • tale malattia gli impedisca di provvedere ai propri interessi.

Effetti dell’interdizione

L’interdizione ha come effetto quello di privare l’interdetto della capacità d’agire; ciò significa che ogni operazione giuridica compiuta dall’interdetto senza il suo tutore sarà annullabile.

Ad esempio, se un interdetto decide di stipulare un contratto di fornitura di energia elettrica, questo accordo sarà annullabile su istanza del tutore, degli eredi dell’interdetto o dall’interdetto stesso, dal giorno in cui ha recuperato la capacità d’intendere e di volere.

La sentenza che pronuncia l’interdizione, tenuto conto della patologia del soggetto, potrebbe stabilire che alcuni atti di ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall’interdetto autonomamente ovvero con la sola assistenza del tutore.

In altre parole, nei casi di vizi di mente non gravissimi, il giudice può preservare una parte di capacità d’agire in capo all’interdetto, al quale sarà quindi consentito compiere alcuni atti giuridici della vita quotidiana (pensa all’acquisto della spesa, al pagamento delle bollette, ecc.).

Amministrazione di sostegno: cos’è?

L’amministrazione di sostegno è misura meno incisiva rispetto all’interdizione: con il decreto che nomina l’amministratore di sostegno, infatti, il giudice stabilisce in maniera espressa i soli atti che questi potrà compiere nell’interesse del beneficiario, lasciando un capo a quest’ultimo la piena libertà d’agire in autonomia.

Dunque, mentre l’interdizione, tendenzialmente, priva del tutto (o quasi) l’interdetto della capacità d’agire e, quindi, della possibilità di compiere da solo qualsiasi negozio giuridico (salvo che la sentenza non stabilisca il contrario), l’amministrazione di sostegno preserva la capacità d’agire del beneficiario, limitandogli solamente la possibilità di compiere autonomamente alcune operazioni.

Ad esempio, l’amministratore di sostegno potrà essere incaricato dal giudice di ritirare la pensione di una persona particolarmente anziana che non può provvedere da sé a ciò; oppure di acquistare tutto quanto necessario per il sostentamento del beneficiario; ecc.

Quando viene dichiarata l’amministrazione di sostegno?

L’amministrazione di sostegno può essere riconosciuta dal giudice alla persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi [2].

Dunque, a differenza dell’interdizione che presuppone una patologia mentale, l’amministrazione di sostegno può essere riconosciuta anche a chi sia perfettamente sano di mente ma abbia problemi fisici di natura diversa: pensa al paraplegico che abbia bisogno di assistenza per compiere gli atti della vita quotidiana.

Inoltre, la patologia che giustifica il riconoscimento dell’amministrazione di sostegno può essere anche temporanea, per sua natura oppure perché curabile.

Ludopatia: amministrazione di sostegno o interdizione?

Da quanto sinora detto, comprenderai facilmente come la ludopatia possa giustificare l’interdizione solamente se essa renda l’individuo totalmente (o quasi) incapace di intendere e di volere. In tutti gli altri casi (che sono la stragrande maggioranza), per i casi di ludopatia andrà più che bene l’amministrazione di sostegno, la quale potrà impedire al ludopatico di gestire autonomamente i propri soldi, ad esempio sottraendogli la disponibilità dello stipendio.

Il ricorso al giudice potrà essere proposto dallo stesso ludopatico, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado ovvero dal pubblico ministero.

La scelta dell’amministratore da parte del giudice avviene in base alla persona eventualmente indicata dallo stesso beneficiario, oppure scegliendolo tra i soggetti legittimati a fare ricorso. Tale scelta deve comunque avvenire con esclusivo riguardo alla cura e all’interesse della persona beneficiaria.

Il decreto con cui il giudice stabilisce l’amministrazione di sostegno a favore della persona affetta da ludopatia dovrà tenere conto della sua concreta situazione e disporre le misure idonee a proteggerla dalla propria malattia.

Se vuoi approfondire ulteriormente questo argomento, ti consiglio la lettura dell’articolo Come impedire il gioco d’azzardo a chi soffre di ludopatia.


note

[1] Art. 414 cod. civ.

[2] Art. 404 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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