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Blockchain: che cos’è, come funziona

20 Luglio 2018
Blockchain: che cos’è, come funziona

Bitcoin, blockchain, cripto valute, smart contract: come capire, gestire, e fare soldi con la nuova tecnologia di informazione.

Non fai altro che sentir parlare di blockchain, cripto valute, Bitcoin, di una nuova tecnologia che è considerata rivoluzionaria, di transazioni milionarie sul mercato. Se sei un professionista, dicono che non potrai fare a meno della blockchain per gestire gli smart contract; se ti occupi di finanza, non puoi non sapere che cos’è una Ico: ma hai davvero capito di che cosa si parla? Sei riuscito a comprendere realmente come funziona questa nuova tecnologia informativa? Gran parte dei mass-media si limita a informare della sua esistenza, soprattutto con riguardo alle cripto valute ed all’enorme giro di affari generato, ma non spiega che cos’è e come funziona, né su quali presupposti (che a loro volta vanno spiegati e compresi) si basa. Eppure, conoscere la blockchain è diventato oggi fondamentale, perché l’economia futura, l’amministrazione, l’informazione, si baseranno su questa tecnologia. Cerchiamo allora di fare il punto della situazione sulla blockchain: che cos’è, come funziona, come si generano le cripto valute, che cosa si può fare basandosi sulla nuova tecnologia.

Che cos’è la blockchain?

La blockchain, tradotta letteralmente in italiano “catena di blocchi”, è un database pubblico, distribuito e protetto da crittografia, che registra informazioni e transazioni all’interno di blocchi incatenati tra loro. Cerchiamo di capire meglio:

  • il database è un registro in cui vengono inserite informazioni (come un libro mastro, ad esempio);
  • il fatto che il database sia pubblico significa che è in open source, quindi chiunque può scaricare una copia della blockchain sul proprio pc;
  • il database è distribuito perché è decentralizzato, non esiste un server centrale che lo contiene, ma tutti nodi della rete e comunicano tra loro in maniera peer to peer, cioè paritaria;
  • il database è crittografato: ogni blocco della blockchain contiene i dati delle transazioni, genera un marchio temporale (data e ora esatta in cui è stata inserita l’informazione) ed è collegato crittograficamente al blocco precedente, proprio come in una catena: questo rende l’informazione non modificabile e la rende anche pienamente verificabile, garantendo la veridicità del contenuto della sicurezza.

Un’altra caratteristica fondamentale della blockchain e l’essere basata sul consenso: ogni informazione o transazione inserita nella catena di blocchi deve infatti essere verificata e certificata da oltre la metà dei nodi della rete (cioè dal 50% +1 dei partecipanti al network).

Esistono, comunque, anche le blockchain appartenenti a consorzi, cioè controllate da un gruppo prestabilito di nodi, il cui accesso può essere pubblico o limitato ai soli partecipanti al consorzio; inoltre, la blockchain può essere privata quando è gestita da una sola organizzazione, come Chain e Multichain.

A che cosa serve la blockchain?

Spiegata così, la blockchain non sembra una tecnologia rivoluzionaria, ma appare come un database un poco più evoluto degli altri: ciò che è rivoluzionario riguarda le applicazioni della blockchain, pressoché infinite, e soprattutto il suo presupposto, la fiducia. Questa nuova tecnologia, essendo certificata da oltre la metà dei nodi della rete, offre infatti un nuovo concetto di fiducia, in una realtà in cui l’affidamento è praticamente stato cancellato. La fiducia si basa sul fatto che tutti, alla stessa maniera, possono controllare ogni informazione senza limiti di tempo: non esiste l’eventualità che le informazioni siano corrotte o rubate, quindi la blockchain è una garanzia assoluta.

Non possiamo dunque paragonare questa tecnologia a strutture o processi che già conosciamo. Inoltre, questa nuova tecnologia, mettendo tutti gli utenti nelle stesse condizioni e nell’impossibilità di essere derubati o truffati, fa sparire totalmente l’utilità degli intermediari.

Facciamo un esempio semplice per capire la portata della nuova tecnologia: una transazione, normalmente, è registrata una sola volta, in un solo server centrale, controllata da una sola autorità; con la blockchain, la stessa transazione è registrata da almeno la metà più 1 dei partecipanti alla rete, quindi è controllata dagli utenti, “custodi” del database alla pari, pertanto è impossibile falsificarla.

Com’è fatta una blockchain?

Come abbiamo detto, la blockchain è un registro, o database, fatto come una catena di blocchi, ciascuno a sua volta costituito da un insieme ordinato di registrazioni di singole transazioni.

Ci sono diversi siti in cui è possibile visualizzare delle blockchain, anche soltanto a scopo didattico: il sito Iohk.io, ad esempio, offre agli utenti la possibilità di visualizzare tanti blocchi colorati che si muovono e con i quali è possibile interagire; cliccando su un blocco, scopre il giorno in cui è stato creato e il numero di transazioni che contiene; aprendo il blocco, appare un albero che costituisce la visualizzazione di tutte le transazioni.

Non esiste, comunque, una sola blockchain, ne esistono di diverse tipologie, perché ognuna risolve un problema diverso. Ad esempio, Bitcoin, la criptovaluta, serve a trasferire valore pura, Ethereum consente di scrivere al suo interno gli smart contract, cioè contratti cui effetti sono garantiti da un codice, Iota serve a scambiare informazioni valore tra oggetti e persone, quindi si adatta all’Internet delle cose.

Chi sono i miner?

Il miner, letteralmente minatore, è un partecipante alla rete che si occupa anche di chiudere i blocchi. In pratica, raccoglie le ultime transazioni in un blocco (block) e aggiunge questo blocco alla catena dei blocchi precedenti del database (cioè alla blockchain).

Per chiudere un nuovo blocco e agganciarlo alla catena, i miners devono risolvere un algoritmo molto complesso, attraverso l’hardware utilizzato: in pratica, devono risolvere un complicatissimo puzzle matematico, che richiede un enorme lavoro computazionale per avere successo. Il primo miner che riesce a risolvere l’algoritmo, riceve un premio, la criptovaluta.

Si può controllare l’operato del miner?

Prima di aggiungere il nuovo blocco appena realizzato alla blockchain, gli altri utenti, o nodi della rete, ciascuno custode di una copia della blockchain, analizzano la validità del nuovo pacchetto, controllando che sia genuino e non corrotto. Quando la maggioranza degli utenti lo ha approvato, il nuovo blocco viene attaccato alla blockchain, e quest’ultima viene distribuita a tutti gli utenti-custodi, che la sostituiscono alla precedente. Tutto questo processo si svolge in automatico, e solo alla conclusione di questa procedura il miner che ha chiuso il blocco viene premiato. Una volta che il blocco viene attaccato alla catena, tutte le transazioni contenute nell’ultimo blocco diventano pubbliche: se si tratta di una transazione in criptovaluta, ad esempio, dal momento della chiusura chi ha pagato non possiede più il denaro, mentre chi ha ricevuto la criptovaluta la possiede fisicamente.

Posso scoprire chi sono i miner?

La blockchain dà la possibilità a chi clicca sui blocchi di vedere non solo quante transazioni contiene il blocco, ma anche qual è stata la ricompensa del miner che lo ha chiuso e come si chiama il miner.

Che cosa sono le criptovalute?

La criptovaluta è una valuta che si basa sulla tecnologia blockchain, e che per questo è garantita e trasferisce valore puro. La cripto valuta non è altro che la ricompensa che viene data ai miners ogni volta che chiudono un blocco: è composta da tutte le commissioni delle transazioni, più un premio che la blockchain riconosce loro. Perché si offre questo premio? Perché, come abbiamo osservato, per chiudere un blocco della blockchain, l’hardware deve risolvere un algoritmo difficilissimo. È per questo che la maggior parte dei miner si trova in posti del mondo dove l’energia costa poco, come Cina, Bulgaria o Serbia. Ogni criptovaluta si basa su una blockchain differente: ad esempio alla blockchain Bitcoin in corrisponde la criptovaluta bitcoin (scritto minuscolo). Alla blockchain Ethereum corrispondono gli ether. Le criptovalute esistenti ad oggi sono molto numerose e possono essere scambiate negli exchange: ad oggi, il loro giro sfiora i 400 miliardi di dollari.

Dove si tengono le criptovalute?

La criptovaluta deve essere conservata in un wallet, cioè in un portafoglio virtuale. Spostando la criptovaluta sul proprio wallet si ha sempre il pieno controllo delle proprie disponibilità. Puoi aprire un wallet sia su un sito Web sia scaricando un’app, come Green Address per i bitcoin, oppure EidooIo per gli ether.

Posso farmi pagare in criptovaluta?

Se hai un’attività un’ottima mossa può essere quella di farti pagare con una criptovaluta. Se usi i bitcoin, devi tener conto del fatto che ogni blocco viene minato, cioè chiuso, ogni 10 minuti, quindi devi attendere per almeno 10 minuti prima che la transazione sia effettuata. Meglio allora che tu utilizzi i Dash, o i bitcoin cash, valute che sono nate con lo scopo di velocizzare le transazioni e che permettono un trasferimento quasi immediato.

Che cos’ è una Ico?

Una Ico, “Initial Coin Offering”, cioè “offerta iniziale di moneta” è un’operazione attraverso cui una start-up fornisce delle criptovalute, o token, agli investitori: è un caso che potrebbe essere paragonato all’emissione di azioni, che avviene invece attraverso l’operazione di Ipo, anche se presenta notevoli differenze.



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