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Parabola sul balcone: fa male?

8 Ottobre 2019 | Autore:
Parabola sul balcone: fa male?

C’è rischio per la salute derivato dall’inquinamento elettromagnetico? Posso installarla anche se il vicino non è d’accordo?

Hai intenzione di fare un abbonamento alla pay-tv che prevede l’installazione di una parabola sul balcone. Oppure è il tuo vicino di casa ad averlo sottoscritto e ha montato il «padellone» a pochi centimetri dalla tua proprietà. In entrambi i casi, hai un momento di esitazione e ti chiedi se la parabola sul balcone fa male, cioè se può danneggiare la tua salute e quella dei tuoi cari per via dell’inquinamento elettromagnetico.

Partendo dal presupposto che chiunque può fare nel suo balcone quello che gli pare, a meno che l’assemblea del condominio dica il contrario all’unanimità, non è il caso di creare degli allarmismi per una parabola. Si tratta, infatti, di un’antenna che serve soltanto a ricevere da un satellite un segnale da convogliare verso un apparecchio televisivo, non di uno strumento per la trasmissione di onde elettromagnetiche.

Per dire: è più forte il campo elettromagnetico generato da una radiolina o da un telefono cellulare rispetto a quello di una parabola sul balcone. Eppure, nessuno oserebbe mai rinunciare allo smartphone, non ci si pone questo problema quando passiamo delle ore con il telefonino attaccato all’orecchio. Significa che possiamo tranquillamente mettere la nostra parabola perché non fa male? Vediamo.

Inquinamento elettromagnetico: che cos’è?

Il problema dell’inquinamento elettromagnetico, che qualcuno può temere quando il vicino ha installato una parabola sul balcone, sorge quando vengono generati dei campi elettrici, magnetici o elettromagnetici artificiali. Vuol dire che non vengono prodotti dal fondo terrestre o da un evento naturale come un fulmine, ma per un intervento dell’uomo. Si parla, dunque, di propagazione di onde da:

  • impianti radiotelevisivi;
  • impianti per la telefonia mobile;
  • elettrodotti per il trasporto e la trasformazione dell’energia elettrica;
  • apparecchi per applicazioni biomedicali;
  • impianti per lavorazioni industriali;
  • dispositivi alimentati a corrente elettrica (ad esempio, gli elettrodomestici).

In sostanza, i sistemi di telecomunicazioni emettono intenzionalmente delle onde elettromagnetiche, mentre gli impianti di trasporto e i dispositivi che utilizzano energia elettrica emettono dei campi elettrici e magnetici in modo involontario.

È interessante anche distinguere la bassa e l’alta frequenza delle onde elettromagnetiche. In parole estremamente semplici, la frequenza è il parametro che indica il numero di oscillazioni che un’onda compie in un secondo. Un’oscillazione equivale a 1 Hertz. Così, si può identificare l’inquinamento elettromagnetico generato da:

  • campi a bassa frequenza fino a 10 Hertz, generati da elettrodotti che emettono campi a 50 Hz;
  • campi ad alta frequenza, tra 10 Hertz e 300 GigaHertz, come quelli generati da impianti radiotelevisivi e di telefonia mobile.

Maggiore è questa frequenza e più effetti nocivi possono essere riscontrati sulla salute.

Parabola sul balcone: quanto inquina?

Veniamo ora alla nostra parabola sul balcone: fa male, cioè può essere fonte di inquinamento elettromagnetico, secondo quello che abbiamo appena visto?

In realtà, come accennato all’inizio, una parabola serve soltanto a ricevere il segnale da un satellite e a portarlo via cavo verso il televisore o i televisori (ma anche verso una radio) che abbiamo in casa. Nello specifico, capta un campo elettromagnetico di intensità estremamente ridotta e già presente nell’atmosfera, che ci sia o meno la parabola. Va da sé che, al fine di evitare una dispersione di segnale nell’ambiente, l’installazione deve essere fatta in modo corretto, possibilmente da un professionista del mestiere.

La parabola sul balcone, dunque, raccoglie un segnale debole che arriva dal satellite, lo concentra sul convertitore e lo convoglia verso l’apparecchio televisivo. E uno può pensare: ma il satellite non inquina?

Parlare di danno alla salute provocato dalle onde trasmesse da un satellite è, sicuramente, esagerato. Considera che la potenza con cui invia il segnale alla Terra è piuttosto ridotto (massimo 20mila Watt) e che si trova a quasi 40mila chilometri da noi. È sicuramente peggio un cellulare attaccato all’orecchio.

Parabola sul balcone: la si può mettere?

Appurato che la parabola sul balcone non fa male dal punto di vista dell’inquinamento elettromagnetico, resta, comunque, il fattore estetico. Per cui, l’ostacolo che potresti trovare per vederti tutte le partite di campionato e di Champions League, i film in uscita e quant’altro potrebbe essere quello del vicino a cui disturba avere un «padellone» accanto.

Devi sapere, però, che chiunque può mettere una parabola sul proprio balcone senza chiedere alcunché al condominio e senza dover sentire l’amministratore per comunicargli i lavori di installazione. A meno che (c’è sempre un «a meno che») l’assemblea del condominio abbia deliberato il contrario approvando all’unanimità il regolamento con votazione in assemblea o con accettazione davanti al notaio al momento dell’acquisto di ogni appartamento, da parte di tutti i condomini.

Pensa che, addirittura, hai il diritto di piazzare la tua antenna parabolica sul balcone del vicino [1], a patto che tu non possa utilizzare uno spazio di tua proprietà o di proprietà condominiale, visto che non troverebbe giustificazione il sacrificio imposto ai proprietari. Circostanza, però, che devi dimostrare.

Se hai altri dubbi sull’installazione di una parabola in condominio, ti consigliamo di leggere il nostro articolo in proposito.


note

[1] Cass. sent. n. 16865/2017 del 07.07.2017, ex artt. 1 e 3 legge 554/1940 e art. 231 DPR n. 156/1973.

Autore immagine: Canva.com


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