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Legge sui cani pericolosi

8 Ottobre 2019 | Autore:
Legge sui cani pericolosi

Quali sono le razze canine ritenute pericolose dalla legge? I proprietari sono obbligati a seguire un corso di formazione? C’è l’obbligo di assicurazione?

Il cane è il miglior amico dell’uomo, questo si sa; tuttavia, è dovere dell’uomo non rendere il proprio animale da compagnia aggressivo o comunque pericoloso. È cosa nota che non esistono razze canine malvagie, ma soltanto modi malvagi di trattare gli animali e di incattivirli. Probabilmente di tanto non era a conoscenza il Governo quando, nel 2007, ha emanato un’ordinanza ministeriale con cui ha stabilito un elenco di razze canine da considerarsi pericolose e per le quali i proprietari avrebbero dovuto adottare determinate precauzioni. Cosa dice la legge sui cani pericolosi? È quello che ti spiegherò nel corso di questo articolo, ricordandoti però sin d’ora che tale provvedimento non è più in vigore in quanto cancellato poco tempo dopo.

Se sei appassionato di cani e vuoi sapere perché tempo il governo emanò un’ordinanza con cui stabiliva quali cani fossero pericolosi e quali precauzioni occorreva adottare, allora prosegui nella lettura di questo articolo: vedremo cos’è la legge sui cani pericolosi, se è ancora in vigore, quali prescrizioni prevedeva e quando, ancora oggi, i proprietari sono tenuti a seguire un apposito corso di formazione.

Legge cani aggressivi: cosa dice?

Nel 2007, il ministero della Salute emanò un’ordinanza nella quale erano indicate diciassette razze canine ritenute pericolose per l’uomo per la loro aggressività [1]. Questo provvedimento fu emanato a seguito di alcuni casi di cronaca che videro come protagonisti in negativo alcuni cani.

Come conseguenza dell’emanazione di questa ordinanza sui cani aggressivi, venne imposto l’obbligo per i proprietari delle “razze malvagie” di seguire un apposito corso per ottenere un patentino attestante l’idoneità a possedere (e gestire) il cane, nonché l’obbligo di stipulare un’assicurazione della responsabilità civile per danni cagionati dall’animale.

Fortunatamente, a seguito di numerose proteste da parte del mondo animalista e di quello scientifico, che hanno sostenuto (giustamente) che non esistesse nessuna teoria razionale alla base della distinzione tra cani buoni e cani cattivi, l’ordinanza sui cani aggressivi è stata cancellata da una successiva che impone semplicemente a tutti i possessori di cani alcune norme comportamentali per la sicurezza propria e dei terzi.

Lista cani aggressivi: qual è?

Secondo l’ordinanza del 2007 (non più in vigore, lo si ribadisce), la lista nera dei cani aggressivi era composta dalle seguenti razze:

  • American Bulldog;
  • Cane da pastore di Charplanina;
  • Cane da pastore dell’Anatolia;
  • Cane da pastore dell’Asia centrale;
  • Cane da pastore del Caucaso;
  • Cane da serra da Estreilla;
  • Dogo argentino;
  • Fila brazileiro;
  • Perro da canapo majoero;
  • Perro da presa canario;
  • Perro da presa mallorquin;
  • Pit bull;
  • Pit bull mastiff;
  • Pit bull terrier;
  • Rafeiro do alentejo;
  • Rottweiler;
  • Tosa inu.

Il corso di formazione per proprietari di cani pericolosi

Come anticipato, l’ordinanza sui cani pericolosi imponeva al proprietario che ne avesse già uno o che lo volesse comprare di seguire un corso di formazione all’esito del quale poter conseguire un patentino. Una sorta di abilitazione a possedere un cane pericoloso, insomma.

Il corso di formazione aveva una durata non superiore a dieci ore, articolate in genere in due giorni, al termine dei quali occorreva superare un piccolo test per ottenere il patentino.

Il corso si focalizzava su argomenti del tipo: responsabilità del proprietario verso il cane e verso i terzi; informazioni sulle origini del cane domestico e sulle sue esigenze; descrizione delle fasi dello sviluppo comportamentale da cucciolo a cane adulto; la comunicazione tra uomo e animale domestico; i campanelli d’allarme rispetto ai comportamenti aggressivi; la convivenza tra cani e bambini; gli obblighi e i doveri del buon proprietario, il rispetto delle leggi per promuovere una civile convivenza.

L’assicurazione per i cani pericolosi

Il secondo principale obbligo che imponeva l’ordinanza sui cani pericolosi era quella di stipulare un’apposita polizza assicurativa dedicata a coprire i danni eventualmente causati dal cane aggressivo.

Le assicurazioni per cani in genere coprono:

  • la responsabilità civile per danni causati dal cane a persone o cose;
  • spese di ricerche in caso di scomparsa;
  • spese veterinarie per interventi chirurgici;
  • tutela legale.

La legge sui cani pericolosi è ancora in vigore?

Come ricordato più volte, l’ordinanza ministeriale che conteneva l’elenco dei cani pericolosi è stata presto superata da una nuova ordinanza del 2009 [2] che, abolendo ogni distinzione basata sulla razza dei cani, ha stabilito delle norme comportamentali valide per tutti i proprietari, tra le quali ricordiamo:

  • utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a un metro e mezzo durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;
  • portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti;
  • affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
  • acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore;
  • assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive;
  • raccogliere le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.

L’efficacia dell’ordinanza, sebbene del 2009, è stata nel tempo prolungata e, pertanto, è tutt’ora in vigore.

Il patentino per cani c’è ancora oggi?

Si ricordi, infine, che l’opportunità di seguire dei corsi di formazione per cani non è stata del tutto abolita: ancora oggi, infatti, i proprietari di cani che mostrano una visibile aggressività possono essere tenuti a conseguire un apposito patentino.

Secondo l’ordinanza in vigore, i percorsi formativi sono organizzati dai comuni congiuntamente ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, i quali possono avvalersi della collaborazione di medici veterinari, associazioni veterinarie e associazioni di protezione animale.

Fondamentale è il ruolo del medico veterinario, il quale informa i proprietari di cani in merito alla disponibilità di percorsi formativi e, nell’interesse della salute pubblica, segnala ai servizi veterinari dell’azienda sanitaria locale la presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fini della tutela dell’incolumità pubblica.

In particolare, a seguito di episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base di altri criteri di rischio i comuni, su indicazione dei servizi veterinari, decidono, nell’ambito del loro compito di tutela dell’incolumità pubblica, quali proprietari di cani hanno l’obbligo di svolgere i percorsi formativi. Le spese per i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.


note

[1] Ordinanza del 13 Gennaio 2007, Ministro della Salute Livia Turco.

[2] Ordinanza del Ministero della Salute del 4 marzo 2009.

Autore immagine: Pixabay.com


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4 Commenti

  1. Cito di seguito il link:

    https://www.studiocataldi.it/articoli/31443-cane-di-razza-pericolosa-responsabilita-maggiore-per-il-padrone.asp

    dalla lettura del quale sembra contraddirsi quanto affermato nel presente articolo. Infatti nella sentenza di Cassazione che è del 2018, si parla ancora di cani mordaci, pericolosi, ecc. e la proprietaria di uno di essi è stata condannata per le lesioni che il suo cane “cattivo” ha causato ad uno “buono”. Chi ha sbagliato? L’articolista, la Cassazione, lo Studio cataldi..od io che non ho capito nulla? Grazie e Buone Feste a tutti (bipedi, tripedi e quadrupedi.

    1. Gent.mo,
      innanzitutto La ringrazio per aver letto l’articolo. La contraddizione è solamente apparente: la Corte di Cassazione ha infatti valutato la pericolosità del cane non sulla scorta di un elenco tassativo (che, come detto nell’articolo a mia firma, non è più in vigore), bensì in ragione di considerazioni sostanziali, quali la stazza e la potenzialità offensiva dell’animale.
      Cordiali saluti.
      Avv. Mariano Acquaviva

      1. Non sono affatto d’accordo che la pericolosità del cane dipenda dal padrone. Sono invece dell’idea che ci sono cani pericolosi a prescindere dal trattamento che ricevono. Il mio cane è stato aggredito, e sarebbe morto ammazzato se non fossimo intervenuti in 5 adulti, da un pitbull che non ha mai subito maltrattamenti e non ha mai dato segni di aggressività. I cani sono imprevedibili e più sono grandi più sono difficili da gestire quando diventano violenti.

  2. E’ lecito poter usare un mezzo dissuasore, tipo spray al peperoncino ( a lunga gittata ) , oppure un emettitore di ultrasuoni, per cercare di allontanare un cane di grossa taglia, che in un luogo pubblico si avvicina con fare minaccioso? ( Ovviamente se il cane è libero oppure ha un guinzaglio allungabile, cosa che succede spesso)
    Grazie, e buon lavoro
    Savino

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