Depressione: pazienti in aumento

9 Ottobre 2019
Depressione: pazienti in aumento

Particolari condizioni ambientali e predisposizioni personali, possono intaccare il nostro equilibrio. Il numero di italiani che soffre di depressione è in continuo aumento.

In Italia, oltre 3 milioni di persone soffrono di una forma di depressione, di cui più di 2 milioni sono donne. Circa un milione di pazienti è affetto da depressione maggiore, ma di questi solo la metà ha ottenuto una diagnosi e riceve un trattamento. E fra i malati più gravi in cura, come riporta la nostra agenzia di stampa Adnkronos, il 30% circa (130 mila) non risponde alle terapie tradizionali nonostante una corretta aderenza ai farmaci, somministrati in dosi e per tempi adeguati. E’ il quadro allarmante delineato oggi a Milano all’incontro ‘Depressione sfida del secolo, verso un Piano nazionale per la gestione della malattia’, organizzato in occasione della Giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre) da Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson&Johnson, e dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere (Onda).

Durante i lavori, tutti i relatori hanno firmato simbolicamente una copia del primo Libro bianco Onda sulla salute mentale in Italia, che dopo questa presentazione ufficiale nel capoluogo lombardo verrà portato all’attenzione delle Istituzioni regionali nel corso del 2020. Serve “un impegno condiviso e concreto volto a combattere gli stereotipi, facilitare l’accesso alle cure anche innovative e migliorare la qualità della vita di chi soffre, contribuendo al tempo stesso a ridurre l’alto impatto di risorse socio economiche legato a questa patologia”, ammoniscono gli esperti lanciando “una call to action per arrivare ad avere anche in Italia un Piano nazionale per la gestione della malattia“.

Fra il 2005 e il 2015 i casi sono, infatti, aumentati del 20% circa, tanto che oggi nel mondo la depressione colpisce più di 300 milioni di persone ed è diventata la prima causa di disabilità a livello globale riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Fino a 20 anni fa, era al quarto posto.

L’Italia è al ventesimo posto in Europa per la spesa media dedicata ai servizi di salute mentale: al  settore viene destinato meno del 3,5% della spesa sanitaria totale,  rispetto all’8-15% investito negli altri Paesi del G7. Un dato che spicca fra quelli diffusi oggi a Milano in vista del Mental Health Day (10 ottobre) durante l’incontro ‘Depressione sfida del secolo, verso un Piano nazionale per la gestione della malattia’, promosso da Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson&Johnson, e dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere (Onda), con la firma simbolica da parte di tutti i relatori del primo Libro bianco Onda sulla salute mentale in Italia.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) colloca ormai la depressione al primo posto fra le cause di disabilità a livello globale. Soprattutto nelle sue forme più gravi – la cosiddetta depressione maggiore che colpisce circa il 2% della popolazione italiana, con una netta prevalenza femminile – la malattia è fortemente invalidante e pesa sia sulla qualità di vita di chi ne soffre e dei caregiver, sia sui costi sociali.

Da una recente indagine condotta su oltre 300 pazienti italiani, risulta che le giornate di lavoro perse ogni anno sono mediamente 42: circa un giorno a settimana. “Risulta quindi doveroso da parte di tutti gli attori – avvertono gli esperti – prendere parte a una call to action concreta per un impegno concreto”.

Il Mental Health Day 2019 è dedicato alla prevenzione del suicidio. Stando all’Oms se ne registra uno ogni 40 secondi e questa realtà “è purtroppo legata a doppio filo alle forme di depressione più severe e resistenti ai trattamenti – evidenziano gli psichiatri – La depressione maggiore, se non correttamente trattata, è infatti associata a una mortalità stimata intorno al 15%”. Perché quando la malattia cronicizza e i sintomi si aggravano, “apatia, anedonia, insonnia, pensieri di colpa e ideazione suicidaria generano una frattura sempre più marcata tra la persona e la sua vita precedente”. Più in generale, “fra i pazienti affetti da disturbi dell’umore, la messa in atto di almeno un tentativo suicidario nel corso della vita arriva a coinvolgere una persona ogni tre”.

“I disturbi mentali sono la principale causa di morte, disabilità e impatto economico al mondo – afferma Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) e direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano – Le patologie che colpiscono il sistema nervoso centrale, e in particolare la depressione maggiore, sono molto più frequenti di quanto si possa pensare e per questo dovrebbero essere considerate la principale sfida per la salute globale del XXI secolo”.

“Onda è impegnata da anni e su più fronti a promuovere la salute mentale – dichiara la presidente e fondatrice Francesca Merzagora – per ridurre lo stigma verso le patologie psichiatriche e migliorare di conseguenza l’accesso alle cure da parte dei pazienti”. Siccome il genere femminile è correlato a un rischio doppio di incorrere in un disturbo depressivo rispetto a quello maschile, “Onda con Sinpf e Sip (Società italiana di psichiatria) ha presentato 6 mesi fa il Manifesto ‘Uscire dall’ombra della depressione’ – ricorda – Oggi vogliamo rinnovare il nostro impegno con la presentazione di questo Libro bianco”.

All’evento milanese ha partecipato in rappresentanza delle Istituzioni Rossana Boldi, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera. “La nostra call to action – conclude Merzagora – vuole essere di stimolo” ai decisori, “con l’obiettivo di potenziare gli investimenti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale e arrivare ad avere nel nostro Paese un Piano nazionale di lotta alla depressione”.

“La nostra mission, da 60 anni a questa parte – commenta Massimo Scaccabarozzi, amministratore delegato e presidente di Janssen Italia – è minimizzare l’impatto delle patologie mentali sui pazienti, grazie alla ricerca di soluzioni terapeutiche innovative che va di pari passo con il dialogo e la collaborazione con tutte le parti del settore. Siamo impegnati nell’identificare nuovi target per la depressione, l’insonnia e la schizofrenia. E’ significativo il fatto che, nell’area della salute mentale, ben due molecole di Janssen hanno ricevuto dall’Oms il riconoscimento di farmaci essenziali per l’umanità. Oggi continuiamo a fare ricerca in quest’area e siamo una delle poche aziende impegnate a rispondere ai bisogni insoddisfatti dei pazienti e a introdurre nuove terapie”.

La depressione incide anche sull’economia. “Il Pil, infatti, si riduce se aumentano i casi”, ha spiegato Salvatore Varia, vicepresidente della Società italiana di psichiatria (Sip) in occasione della conferenza stampa indetta dalla Sip alla vigilia della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra domani. Un incontro che si è tenuto nel complesso di Santa Maria della Pietà a Roma, ex manicomio e oggi sede di diversi servizi della Asl Rm1 e di un importante ‘museo della mente’, dove la Sip avrà la sua nuova sede nazionale, grazie a un accordo di comodato d’uso firmato proprio oggi.

“E’ un dato accertato – ha precisato Varia – che più aumenta il benessere mentale di una popolazione, più aumenta il prodotto interno lordo. Questo perché la depressione non è solo sofferenza individuale, ma ha importanti implicazioni sociali. Quella più diretta è la riduzione della capacità produttiva della persona sofferente”. Meno giornate di lavoro, dunque. Ma anche meno ricoveri e cure legate a malattie organiche direttamente causate dalla depressione.

“Non bisogna dimenticare – continua Varia – che la depressione coinvolge anche il nucleo familiare. E la riduzione di giornate di lavoro riguarda anche altri componenti”. Per non parlare degli eventi estremi: “domani, la giornata mondiale della salute mentale, sarà dedicata alla prevenzione del suicidio, e il rischio nelle persone depresse è elevato. Ricordo che il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani dopo gli incidenti stradali, con tutto quello che comporta a livello umano e sociale”.


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