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Mediazione e tagli tribunali. Cancellieri: non si ritratta. È scontro

21 Giugno 2013
Mediazione e tagli tribunali. Cancellieri: non si ritratta. È scontro

Mediazione in linea con la raccomandazione del Consiglio UE, mentre la revisione della geografia giudiziaria è uno dei punti concordati con l’Europa per l’uscita dalla procedura di infrazione per eccessivo deficit.

Sulla mediazione civile e sulla revisione della geografia giudiziale non si torna indietro: ce lo impone l’Europa. È questa la risposta all’interrogazione parlamentare data ieri dal ministro della Giustizia Cancellieri, presente in Camera dei deputati.

Per quanto dichiarata inizialmente incostituzionale (ma solo per “eccesso di delega”) – ricorda il Guardasigilli – la mediazione è in linea con la raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea che “tende a favorire la mediazione civile obbligatoria”. La sentenza della Corte Costituzionale – continua il Ministro – non costituisce un ostacolo alla reintroduzione dell’istituto attraverso un provvedimento legislativo “non delegato”.

La Cancellieri poi prosegue illustrando il nuovo meccanismo: “L’accordo concluso davanti al mediatore, per divenire titolo esecutivo e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale, deve non solo essere omologato dal giudice – sottolinea – ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti; avvocati ai quali, peraltro, è stata riconosciuta dal decreto legge la qualifica di mediatore ex lege”.

Quanto poi alle critiche mosse dall’avvocatura circa il mancato confronto in sede di stesura del provvedimento e del ritorno a sorpresa” della mediazione, il Ministro rassicura che, in sede di conversione del decreto legge, saranno valutati tutti i rilievi critici e i suggerimenti che il CNF e il CMS faranno pervenire.

Anche il taglio dei tribunali, spiega il ministro, è tra gli obiettivi impostici dall’UE quale condizione per la chiusura della procedura di infrazione del nostro Paese. Già lo stesso Presidente Napolitano aveva imposto il suo dictat sul tema, qualificando come inammissibili e scandalosi i tentativi volti a rimettere in discussione la compiuta attuazione.

La riforma, peraltro già in fase avanzata (essendo state approvate finanche le nuove piante organiche) prevede la soppressione e l’accorpamento a sedi limitrofe di 31 Tribunali e relative Procure e di 220 sezioni distaccate di Tribunale, oltre che il taglio, con accorpamento ai rispettivi uffici circondariali, di 667 uffici del giudice di pace.



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