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Docenti precari: l’Anief annuncia lo sciopero generale

7 Ottobre 2019
Docenti precari: l’Anief annuncia lo sciopero generale

Prosegue l’azione di tutela promossa dal sindacato Anief contro il mancato riconoscimento del diritto alle progressioni stipendiali per i precari e per ottenere il giusto risarcimento per la reiterazione dei contratti a termine, oltre il limite dei 36 mesi di servizio.

Il sindacato Anief chiama “a incrociare le braccia il 12 novembre e a manifestare tutto il personale docente precario deluso ed escluso dall’intesa del 1° ottobre sul salva-precari bis, ma anche il personale Ata e facente funzione Dsga escluso dalle nuove procedure di stabilizzazione del prossimo 1° gennaio, nonché quello dell’Afam e dell’Università dove è stata messa ad esaurimento la figura del ricercatore”. Così una nota dell’Anief, riportata dalla nostra agenzia di stampa Adnkronos.

In stato di agitazione anche il personale di ruolo che “dopo l’annuncio degli aumenti a tre cifre della primavera scorsa, nonostante il possibile avvio del tavolo per il rinnovo del contratto, ha letto con stupore le parole del ministro dell’Economia (Gualtieri) sul mancato finanziamento nella prossima legge di Bilancio dei 3 miliardi richiesti, invano, dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Fioramonti)”, prosegue la nota.

Marcello Pacifico (presidente Anief) ha dichiarato: ”Abbiamo dato la nostra disponibilità a partecipare a tutti i tavoli tecnici per risolvere le questioni urgenti che riguardano il personale e le istituzioni scolastiche, universitarie, Afam e della ricerca. Ma se manca la volontà politica di trovare o stornare le risorse necessarie, pur coscienti della difficile manovra economica ereditata da questo Governo, dobbiamo ricorrere alla protesta pacifica e legittima di chi non può più assistere in silenzio al lento declino della nostra società, perché come ci ha ricordato l’Unesco senza la valorizzazione del personale del settore dell’istruzione e della ricerca, con la precarietà si compromette il futuro delle nuove generazioni”.

“Speriamo che la voce della Piazza – ha concluso – sia ascoltata dai nostri parlamentari e dal Governo. Il nostro sistema non può continuare a reggere sulla supplentite a spese della vita dei lavoratori. È arrivato il momento di prenderne atto”.


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