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Nadef: le 10 proposte del Cnel per rilanciare l’economia

8 Ottobre 2019
Nadef: le 10 proposte del Cnel per rilanciare l’economia

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro presenta dieci direzioni strategiche per il rilancio dell’economia. 

Nell’audizione delle commissioni Bilancio di Senato e Camera sulla nota di aggiornamento al Def, nel documento presentato dal Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) emerge che sono ‘Dieci punti per il rilancio dell’economia. Tra questi, l’abbattimento del cuneo fiscale; la riduzione dell’evasione fiscale e contributiva, l’accelerazione dell’attivazione degli investimenti pubblici già finanziati, in particolare nelle infrastrutture; un maggiore livello di efficienza della Pubblica Amministrazione; la formazione, gli investimenti in ricerca innovazione per il sistema-imprese”.

”E’ necessaria una visione di medio lungo periodo per affrontare i nodi strutturali del Paese e garantire per il prossimo triennio crescita sostenibile, riduzione del debito e coesione sociale”, sottolinea il presidente, Tiziano Treu. ”Il Paese necessita di un progetto strategico che agisca sui diversi nodi di natura strutturale”, si legge ancora nel documento. ”La recessione italiana nella terza economia dell’Unione va evitata ad ogni costo”.

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, come riporta la nostra agenzia di stampa Adnkronos, ricorda l’occasione ”straordinaria” della tornata di rinnovi contrattuali che nel 2020 coinvolgerà oltre 9 milioni di lavoratori del settore privato e quasi 4 milioni del settore pubblico. Il rinnovo contrattuale andrebbe affrontato ”tenendo conto della effettiva emergenza salariale che il Paese ha vissuto negli ultimi anni”. ”Occorre rivedere il sistema fiscale dell’Ue e superare il fiscal compact. Non bisogna lasciarsi sfuggire l’occasione dei rinnovi contrattuali per gli aumenti salariali e per modernizzare la Pa”.

La tax compliance ”va affrontata urgentemente all’interno di un patto che fornisca agli operatori nuovi servizi, sociali e d’impresa, che elimini drasticamente adempimenti. Serve uno sforzo eccezionale di tipo istituzionale e organizzativo che affidi a un team di crisi con tutti gli strumenti operativi necessari per il miglioramento della tax compliance”.

”Al centro di tutti gli sforzi va posto l’impegno per la riduzione dell’evasione fiscale e contributiva. Inoltre, serve un nuovo patto di cooperazione Stato-cittadini nell’assolvimento dei doveri fiscali che non può non essere accompagnato da uno sforzo proteso verso una società digitale, dove i servizi pubblici vengano erogati in modo semplice attraverso applicativi e piattaforme”, ha aggiunto il segretario generale Paolo Peluffo.

Dieci sono, dunque, le direzioni strategiche che vanno dagli interventi per sostenere la domanda interna per consumi (accrescendo il clima di fiducia delle imprese e delle famiglie), all’abbattimento del cuneo fiscale, a partire da quello che incide sui salari più bassi. Ovviamente va neutralizzato l’aumento dell’Iva e, sempre sul fronte fiscale, bisogna siglare un ”nuovo patto di cooperazione tra cittadini e Stato nell’assolvimento dei doveri”. Occorre mettere ”al centro di tutti gli sforzi, di tutte le energie, di tutte le risorse materiali e immateriali un salto di qualità nella riduzione dell’evasione fiscale e contributiva”.

Il Cnel raccomanda ”prudenza nell’affidarsi a meccanismi che, presentati come spending review”; inoltre ritiene ”imprescindibile accelerare l’attivazione degli investimenti pubblici già finanziati” e il conseguimento di ”un maggiore livello di efficienza della Pubblica Amministrazione”.

Il Consiglio nazionale valuta ”positivamente le brevi note sul rilancio dell’istruzione pubblica; in particolare apprezza lo sforzo per il reclutamento di insegnanti di ruolo”. Sempre in tema di istruzione, occorre ”superare il numero chiuso all’Università”. Infine, vanno riviste ”specifiche misure, come quota 100 e reddito di cittadinanza” effettuando una ”valutazione del costo-opportunità e dell’impatto in termini di risorse liberate”.

”Con la Nadef vogliamo ricollocare il Paese su un sentiero di crescita e stabilità”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato.



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