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Modulo richiesta quattordicesima Inps

1 Novembre 2019
Modulo richiesta quattordicesima Inps

I contratti collettivi di lavoro hanno introdotto per i lavoratori dipendenti le cosiddette mensilità aggiuntive, tredicesima e quattordicesima. A partire dal 2007 anche ai pensionati, a determinate condizioni, spetta la quattordicesima.

I pensionati hanno diritto a prendere la quattordicesima? La risposta è a volte sì a volte no, in base al possesso di determinati requisiti previsti dalla legge.

La quattordicesima, al pari della tredicesima, è un istituto a cui i lavoratori subordinati italiani sono molto affezionati. A volte, si tratta solo di un aspetto psicologico: stabilito il reddito annuo che spetta al dipendente, infatti, l’erogazione dello stesso su dodici, tredici o quattordici mensilità dovrebbe essere sostanzialmente neutro. Tuttavia, anche se neutro sul piano economico, gli italiani tengono molto alla quattordicesima.

La legge, dal 2007 in poi, ha introdotto questo istituto anche per chi si congeda dal lavoro. Consultando un apposito modulo i pensionati possono verificare se è stata loro riconosciuta la quattordicesima Inps ed, in caso di esclusione, farne richiesta.

Non tutti i pensionati, però, hanno diritto a percepire questo emolumento in quanto la legge fissa alcuni requisiti che devono essere posseduti per ottenere questa mensilità di pensione aggiuntiva. Cerchiamo allora di capire chi ne ha diritto e come fare richiesta se non viene automaticamente liquidata dall’Inps.

Quattordicesima: cos’è?

Nel rapporto di lavoro subordinato, si definisce quattordicesima la mensilità di retribuzione aggiuntiva, che aggiunge alle dodici mensilità mensili ed alla tredicesima (o gratifica natalizia) e che viene solitamente erogata a luglio. La quattordicesima non spetta per legge ma per previsione del contratto collettivo nazionale di lavoro. Ne consegue che se ad un rapporto di lavoro non si applica alcun Ccnl la quattordicesima non spetta. Inoltre, alcuni Ccnl prevedono la tredicesima ma non la quattordicesima. E’ il caso, tanto per fare un esempio, del Ccnl delle aziende del terzo settore che aderiscono ad Anpas.

La quattordicesima, nel rapporto di lavoro privato, matura mese per mese in ratei. Ogni mese di lavoro, in sostanza, il dipendente matura 1/12 di quattordicesima fino ad arrivare al mese di luglio. Ciò significa che se un rapporto di lavoro inizia a febbraio, a luglio verrà erogata una quattordicesima pari a 6/12 dello stipendio mensile.

La funzione della quattordicesima è consentire ai dipendenti, in vista delle ferie estive, di avere una somma di denaro a disposizione.

E’ vero che lo stesso risultato potrebbe essere ottenuto erogando al dipendente la retribuzione annua in dodici mensilità ma il rischio, come si è visto nel periodo di sperimentazione del trattamento di fine rapporto (tfr) in busta paga, è che il dipendente spenda le maggiori risorse a disposizione mese per mese e, quando arriva alle ferie estive, si ritrova senza una somma accantonata per le ferie.

Per questo motivo, al di là dell’aspetto economico, gli italiani sono molto affezionati al tfr ed alle mensilità aggiuntive e, infatti, la sperimentazione del tfr in busta paga si è risolta in un fallimento.

Quattordicesima: spetta ai pensionati?

Come abbiamo visto, durante il rapporto di lavoro, la quattordicesima spetta solo ai dipendenti a cui si applica un Ccnl che prevede l’erogazione di questa mensilità aggiuntiva.

Cosa succede quando il rapporto di lavoro termina per pensionamento del lavoratore? Il pensionato ha diritto alla quattordicesima? Dal 2007 [1], la legge ha previsto la quattordicesima anche per i pensioanti, ossia, il pagamento in loro favore di una somma aggiuntiva alla pensione corrisposta dall’Inps a luglio o a dicembre di ogni anno, a seconda di quando il pensionato ha maturato il relativo diritto.

La quattordicesima non spetta a tutti i pensionati italiani, ma solo a quei pensionati di almeno 64 anni di età che hanno un reddito complessivo fino a un massimo di 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti fino al 2016 e fino a 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo lavoratori dipendenti dal 2017. Si tratta, dunque, di una misura che risponde comunque ad una funzione sociale in quanto viene riconosciuta solo ai pensionati con un assegno pensionistico medio-basso.

Nel corso del tempo, come abbiamo accennato, è stata aumentata la soglia di accesso alla quattordicesima Inps da 1,5 volte il trattamento pensionistico minimo annuo a 2 volte il trattamento minimo. E’ anche aumentato l’importo della quattordicesima per i pensionati con assegno fino a 1,5 volte il trattamento minimo.

In particolare, a titolo di quattordicesima Inps, spettano ai pensionati degli importi variabili che vanno dagli euro 336 agli euro 655. Gli importi variano a seconda dei seguenti parametri:

  • anni di contribuzione (distinti per lavoratori autonomi e subordinati);
  • importo del trattamento pensionistico annuo (distinto tra importo fino ad 1,5 volte il minimo ed importo tra 1,5 e 2 volte il minimo);
  • anno (dal 2017 gli assegni sono stati aumentati).

Modulo quattordicesima Inps

Vediamo ora come richiedere il pagamento della quattordicesima Inps nei casi in cui la sua liquidazione da parte dell’Istituto non sia automatica.

Il pagamento viene effettuato d’ufficio dall’Istituto previdenziale per i pensionati di tutte le gestioni sulla base dei redditi degli anni precedenti. I pensionati, dunque, non devono presentare alcuna domanda specifica per il pagamento della quattordicesima Inps. La troveranno accreditata sui loro conti correnti alle scadenze stabilite senza doversi attivare in alcun modo.

Una distinzione deve essere fatta solo con riferimento alla data in cui i pensionati perfezionano i requisiti che abbiamo illustrato. In particolare, occorre distinguere se i requisiti sono perfezionati entro il 31 luglio dell’anno di riferimento.

Per questa tipologia di pensionati, infatti, la prestazione quattordicesima Inps viene liquidata sulla rata pensionistica di luglio. Invece, per coloro che perfezionano il requisito anagrafico richiesto dal 1° agosto in poi, la corresponsione è effettuata con una successiva elaborazione sulla rata di dicembre dell’anno di riferimento. Per questo, la quattordicesima viene pagata per alcuni pensionati a luglio e per alcuni a dicembre. In ogni caso, il pagamento è automatico e deriva da elaborazioni interne dell’Inps senza che occorra una iniziativa del pensionato.

La quattordicesima Inps, infatti, viene riconosciuta in via provvisoria in presenza delle condizioni prescritte dalla legge, e viene successivamente verificata sulla base dei redditi consuntivi non appena disponibili. L’Inps mette a disposizione un servizio online per la consultazione del cedolino che comprende anche la quattordicesima. La necessità di compilare un’apposita domanda può sorgere, dunque, solo in caso di mancato accredito della quattordicesima da parte dell’Inps.

Può accadere, infatti, che a luglio o a dicembre, a seconda che i requisiti siano stati maturati entro o oltre 1° agosto, il pensionato che ne ha diritto attende l’accredito della quattordicesima Inps. Può, però, accadere che questa somma non arrivi.

Questo può succedere – e statisticamente è un errore abbastanza frequente – per un qualsiasi errore commesso dalll’Inps per il quale l’Istituto non accredita la quattordicesima sul conto corrente del pensionato.

In questo caso, il pensionato può accedere nel portale telematico dell’Istituto previdenziale e consultare il modulo Obis/M disponibile nell’area “Servizi Online->Servizi per il cittadino” del sito Inps. Una volta effettuato l’accesso presso la propria area personale il pensionato dovrà aprire la sezione “fascicolo previdenziale del cittadino” e scaricare l’apposito “certificato di pensione Obis/M”.

Come sempre accade quando si tratta di servizi Inps, il pensionato può agire autonomamente entrando nel portale telematico Inps con il proprio Pin dispositivo, oppure con lo Spid se lo possiede. In alternativa, è possibile procedere alla consultazione del modulo Obis/M tramite gli intermediari autorizzati dall’istituto come, ad esempio, un patronato vicino a casa vostra.

Il modello Obis/M viene rilasciato al pensionato, all’inizio di ogni anno, dalll’Inps e riassume le seguenti informazioni delle pensioni Inps che sono in pagamento:

  • l’aumento che viene calcolato all’inizio di ogni anno (perequazione automatica);
  • gli importi mensili lordi delle rate di gennaio e l’eventuale tredicesima/quattordicesima;
  • gli importi mensili netti;
  • le ritenute erariali e le eventuali addizionali regionali e comunali;
  • le detrazioni di imposta applicate;
  • le quote associative;
  • la trattenuta per incumulabilità con l’attività lavorativa;
  • il contributo di solidarietà.

Se nel modello Obis/M emerge che l’Inps non ha messo in pagamento la quattordicesima e, invece, si ritiene di averne diritto occorre capire perchè l’istituto ha considerato che quel pensionato non ha diritto a ricevere la mensilità aggiuntiva. In questo caso è bene farsi assistere da un patronato o da un legale.

Dopo la fase della interlocuzione con l’Inps e l’eventuale ricorso interno all’Inps, infatti, potrebbe essere necessario rivolgersi direttamente al giudice del lavoro per accertare il diritto del pensionato ad ottenere la quattordicesima che l’Inps ha, invece, ritenuto di non dover erogare al dipendente.

Il diritto a ricevere la quattordicesima Inps, al pari di tutte le prestazioni pensionistiche, deve essere fatto valere entro un termine massimo di tempo che viene detto prescrizione e che, nel caso della quattordicesima Inps, è pari a 5 anni.

Si precisa, però, che per interrompere il decorso dei cinque anni di prescrizione ciò che conta è che il pensionato faccia valere il proprio diritto alla quattordicesima Inps. Non occorre, per bloccare la prescrizione, il deposito del ricorso al giudice del lavoro, ma è sufficiente inviare una raccomandata a/r o presentare un ricorso al comitato provinciale Inps contro la decisione dell’Inps di non erogare la quattordicesima.

note

[1] Art. 5, co. da 1 a 4, DL 2 luglio 2007, n. 81, convertito con modificazioni nella L. n. 127 del 3.08.2007.


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