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Modulo dichiarazione di domicilio temporaneo

4 Novembre 2019 | Autore:
Modulo dichiarazione di domicilio temporaneo

Domicilio temporaneo: nozione, casi specifici e autocertificazione.

Stai svolgendo il servizio civile in un luogo diverso da quello di residenza. Il tuo domicilio temporaneo va registrato in Comune? Puoi rilasciare un’apposita autocertificazione? Quale deve essere il suo contenuto? Sono molti gli italiani che ogni giorno si trasferiscono dalla città in cui vivono abitualmente, in un’altra, per un periodo limitato di tempo. Capita, a volte, che tali soggetti si trovino in difficoltà nel momento in cui occorre compilare una richiesta per il rilascio di documenti oppure quando devono riportare i propri dati anagrafici in un modulo. In questi casi, infatti, si imbattono in alcuni termini e, più precisamente, in quelli di residenza o di domicilio, che possono creare loro dubbi e perplessità. Spesso, queste due parole vengono adoperate come sinonimi mentre in realtà indicano cose distinte e separate. Senza dimenticare che ne esiste anche una terza e cioè quella di dimora, che si trova meno di frequente, ma che può creare ugualmente problemi.

In quest’articolo, appare opportuno spiegare prima la differenza sussistente tra tali termini e poi, approfondire l’argomento relativo al domicilio provvisorio. Per completezza, nell’apposito box sottostante, potrai trovare un modulo dichiarazione domicilio temporaneo, da utilizzare qualora venisse richiesto di certificare un trasferimento momentaneo, mediante un atto.

Cosa sono il domicilio, la residenza e la dimora

Il domicilio è il luogo in cui una persona ha posto la sede principale dei propri interessi ed affari [1].

La residenza è il luogo in cui una persona vive abitualmente [2].

La dimora è il luogo in cui un soggetto soggiorna in via puramente temporanea. L’esempio più tipico di dimora è rappresentato dalla casa per le vacanze, il cui il soggetto soggiorna solo nel periodo estivo.

In alcuni casi, domicilio e residenza possono coincidere, ma può anche succedere che tale coincidenza non vi sia perché un soggetto può avere il domicilio nel posto in cui lavora o studia e risiedere in un luogo diverso.

Quali sono i requisiti del domicilio

Per stabilire il domicilio devono ricorrere determinati requisiti ovvero occorre che la persona abbia:

  • una certa stabilità in un luogo;
  • l’intenzione di stabilire in quel determinato luogo la sede principale ed esclusiva dei propri affari ed interessi.

Come si stabilisce il domicilio e come si cambia

La scelta del domicilio non segue alcuna formalità e, pertanto, non è prevista alcuna registrazione pubblica.

Il domicilio si individua eleggendolo, cioè rilasciando una dichiarazione scritta con la specificazione del luogo scelto come tale, nei casi in cui sia richiesta. Si pensi, ad esempio, quando è necessario accertare l’indirizzo completo del posto in cui un determinato soggetto studia, lavora o più in generale svolge i propri interessi e affari. In tale ipotesi è sufficiente che il soggetto scriva un’autocertificazione nella quale riporti la via, il numero civico e la città che ha scelto come proprio domicilio.

Allo stesso modo, per il cambio di domicilio non sono richieste particolari formalità, ma basta il semplice trasferimento perché abbia effetto. Anche la comunicazione del cambio può avvenire mediante un’autocertificazione.

Quali sono i differenti tipi di domicilio

Esistono diversi tipi di domicilio:

  • volontario, che è quello stabilito volontariamente da una persona;
  • legale, che è quello che viene stabilito dalla legge in alcuni casi specifici e per determinate categorie di persone. Ad esempio la legge prevede che il minore abbia il domicilio nel luogo in cui hanno la residenza la famiglia o il tutore [3], mentre nel caso in cui i genitori siano separati o il matrimonio è stato annullato o si è sciolto, il minore abbia il domicilio presso il genitore con cui convive. Per l’interdetto, invece, il domicilio è quello del tutore;
  • generale, che è quello in cui la persona stabilisce la sede principale ed esclusiva dei propri affari ed interessi. Esempio classico di elezione di domicilio generale si ha nel caso di un libero professionista il quale fissa o elegge il proprio domicilio presso lo studio in cui svolge la sua attività (si pensi ad un commercialista, ad un legale o ad un medico);
  • speciale, che è il luogo in cui un soggetto stabilisce la sede di determinati affari o atti come nell’ipotesi in cui un soggetto si rivolge ad un avvocato per una causa ed elegge domicilio presso il suo studio. Questo comporta che il legale riceverà tutte le comunicazioni e le notificazioni relative alla controversia, direttamente presso il suo studio. Uno stesso soggetto può avere più domicili speciali in relazione ai propri affari;
  • digitale, che facilita la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini. Infatti, è facoltà di ogni cittadino indicare alla Pa un proprio indirizzo di posta elettronica certificata (pec) a titolo di domicilio digitale. Questo indirizzo di posta elettronica sarà inserito nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) e reso disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori o esercenti di pubblici servizi.

Cos’è il domicilio temporaneo

Il domicilio temporaneo non è altro che una specie di domicilio speciale, trattandosi del luogo in cui una persona si trasferisce provvisoriamente. L’esempio più tipico è quello del domicilio temporaneo sanitario che può essere richiesto da coloro che per motivi differenti si trovano a soggiornare in luoghi diversi dalla propria residenza abituale. Poiché a tali soggetti deve essere garantita l’assistenza sanitaria in maniera continuativa anche quando sono lontani da casa, hanno diritto a scegliere un medico di famiglia nella località in cui si trovano.

Quali sono i casi di domicilio temporaneo

Esistono casi differenti di domicilio temporaneo, peraltro, riconducibili a ragioni diverse tra loro.

Ad esempio, ci sono soggetti che si trasferiscono da una città ad un’altra per motivi di lavoro si pensi a coloro che sottoscrivono un contratto a tempo determinato o vengono distaccati dall’azienda nella quale sono impiegati in una sede diversa o anche vengono mandati in trasferta per un dato periodo.

C’è chi si sposta per motivi di studio ovvero per frequentare l’università o corsi di specializzazione/master in un luogo diverso da quello in cui vive abitualmente. In quest’ultima categoria rientrano pure i convittori e i seminaristi.

C’è poi, chi lascia il posto in cui risiede per motivi di assistenza perché deve occuparsi di un familiare in maniera assidua o deve essere assistito da un parente e pertanto, si trasferisce presso quest’ultimo.

Ci sono anche i ragazzi impegnati nel servizio civile in un luogo diverso da quello in cui hanno la residenza o coloro che per motivi religiosi si spostano da un luogo ad un altro.

Nel caso di affidamento di minori, è possibile che il genitore affidatario debba trasferirsi temporaneamente nel luogo in cui vivono i minori in affidamento.

I militari in carriera possono prestare servizio in un posto differente da quello in cui sono residenti ed anche coloro che stanno scontando una pena detentiva o si trovano in uno stato di semilibertà possono trovarsi momentaneamente a vivere in un luogo diverso dalla residenza.

Anche i motivi di salute possono determinare l’allontanamento provvisorio dal posto in cui si vive stabilmente perché ad esempio ci si deve sottoporre a specifiche cure mediche in un centro lontano da casa oppure per fare le cure termali in una località climatica.

In cosa consiste la dichiarazione di domicilio temporaneo

In ciascuno dei casi sopra elencati, è possibile che sia necessario attestare il domicilio temporaneo sottoscrivendo un’apposita dichiarazione.

A tal fine, si potrà utilizzare il modulo che si trova qui allegato, di cui viene fornita una dettagliata descrizione per facilitarne la compilazione.

Nello specifico, si tratta di una dichiarazione sostitutiva o certificazione sostitutiva di atto notorio con la quale il dichiarante certifica di eleggere domicilio temporaneo in un determinato posto per dei motivi specifici da indicare nella stessa.

L’autocertificazione può essere scritta a mano o al computer e va sottoscritta dal dichiarante. La firma non va autenticata e non deve essere rilasciata alla presenza di colui che l’ha richiesta. Al posto dell’autenticazione della firma, è necessario allegare una copia di un documento di identità in corso di validità.

Il dichiarante, inoltre, si assume la responsabilità sia civile sia penale, di quanto attestato nell’autocertificazione. Gli uffici della Pa ai quali viene presentata possono verificarne la veridicità e in caso di dichiarazioni false o mendaci, al dichiarante si applicheranno sanzioni a norma del Codice penale [4].

La dichiarazione sostituiva dell’atto di notorietà è completamente gratuita.

L’autocertificazione deve essere accettata dagli ufficiali pubblici ai quali viene presentata e il relativo rifiuto costituisce violazione dei doveri d’ufficio sanzionabili a norma del codice penale [5].

Qual è il contenuto del modulo dichiarazione domicilio temporaneo

Il modulo dichiarazione domicilio temporaneo si compone di più parti:

  1. nella prima sezione, vanno indicati i dati anagrafici del dichiarante (nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, comune di residenza, provincia, via/piazza e numero civico);
  2. segue l’assunzione di responsabilità nel caso di dichiarazioni false e mendaci;
  3. quindi, la dichiarazione di avere eletto domicilio temporaneo in un determinato luogo, di cui va indicata la città, la provincia, la via/piazza ed il numero civico. Vanno inoltre, specificati la data e i motivi dell’elezione di domicilio temporaneo;
  4. poi, bisogna riportare il luogo, la data e la firma del dichiarante;
  5. per finire, la dichiarazione relativa all’allegazione della fotocopia del documento di identità in corso di validità nonché le diciture relative all’autorizzazione al trattamento dei dati personali, alla violazione dei doveri d’ufficio nel caso di mancata accettazione della dichiarazione e all’esenzione dall’imposta di bollo.

AUTOCERTIFICAZIONE DICHIARAZIONE DI DOMICILIO TEMPORANEO

(Artt. 46 – 47 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000)

Il/la sottoscritto/a ___________________________ nato/a in _________________ il ___________, residente in ________________________ via _____________________ n. ____, codice fiscale ___________ consapevole che in caso di dichiarazione mendace sarà punito ai sensi del codice penale secondo quanto prescritto dall’art. 76 del succitato D.P.R. n. 445/2000 e che, inoltre, qualora dal controllo effettuato emerga la non veridicità del contenuto di taluna delle dichiarazioni rese, decadrà dai benefici conseguenti al provvedimento eventualmente emanato sulla base della dichiarazione non veritiera (art. 75 D.P. R. 445/2000),

DICHIARA

di eleggere il proprio domicilio temporaneo in via ________________________, n.______________, cap______________, città__________________, prov________________, dalla data_______________ per i seguenti motivi__________

Allega: fotocopia del documento di identità in corso di validità.

Data

Firma del dichiarante

Ai sensi del decreto legislativo n. 196/2003 autorizza la raccolta dei presenti dati per il procedimento nel corso del quale la presente dichiarazione viene resa.

La mancata accettazione della presente dichiarazione sostitutiva costituisce violazione dei doveri d’ufficio (art.74 D.P.R. n. 445/2000).

Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

note

[1] Art. 14 Cost., artt. 43, 45 e 46 cod. civ.

[2] Art. 43 e 144 cod. civ.

[3] Art. 45 cod. civ.

[4] Art. 483 cod. pen. per come richiamato dall’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000.

[5] Art. 328 cod. pen.


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