Nuovi ticket in base al reddito: arrivano gli aumenti

8 Ottobre 2019 | Autore:
Nuovi ticket in base al reddito: arrivano gli aumenti

Il ticket si aggancia ai redditi: pagherà di più chi ha redditi maggiori. Non cambia nulla per gli esenti e per i redditi bassi. Abolito il superticket.

Stavolta ci siamo: il nuovo ticket viene agganciato al reddito e gli aumenti peseranno soprattutto sui redditi medi. La parola d’ordine del Governo che sta preparando la manovra in questi giorni è “rimodulazione”: stavolta non si tratta dell’Iva ma del ticket sanitario, però il termine sta sempre a significare una riforma che contiene aumenti. Dietro al cambio dei criteri di calcolo del ticket c’è, infatti, l’aggancio al reddito: il nuovo ticket diventerà variabile in base a quanto guadagna il soggetto che richiede le prestazioni sanitarie.

Il provvedimento in preparazione è un disegno di legge collegato a quello principale della nuova legge di bilancio che dovrà assumere forma definitiva entro il 20 ottobre: il volto positivo della manovra è che «chi ha meno deve pagare di meno», come ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza nell’annunciare le novità in arrivo promettendo anche di abolire il “superticket” di 10 euro oggi stabilito in misura fissa su visite ed esami; l’aspetto negativo riguarda, invece, le famiglie con redditi compresi tra i 36 mila ed i 100 mila euro annui, che pagheranno il conto più salato degli esborsi: chi ha di più pagherà di più.

Ecco come cambia il ticket sanitario in base al reddito: finora, il costo è stato stabilito solo in base alla prestazione sanitaria da ricevere. D’ora in poi, invece, si terrà conto dei redditi del nucleo familiare del soggetto che chiede l’assistenza sanitaria: saranno previste delle soglie che porteranno come risultato alla “graduazione” dell’importo dovuto in base ai redditi annui (non singoli ma rapportati al numero di persone che compongono la famiglia, come accade per l’Isee); per evitare distorsioni verrà stabilito anche un tetto massimo oltre il quale l’assistito non dovrà corrispondere somme ulteriori, in modo da non penalizzare chi per gravi condizioni di salute ha molto bisogno di prestazioni sanitarie.

Non dovrebbe cambiare nulla, invece, per gli esenti per gravi patologie, gli ultrasessantacinquenni, i bambini con meno di 6 anni e tutti coloro che hanno redditi familiari inferiori a 36 mila euro all’anno.

Il Governo punta molto su questa riforma perché la partita vale un miliardo e mezzo di euro all’anno, mentre con la prevista abolizione del superticket da 10 euro lo Stato perderebbe un introito di quasi mezzo miliardo: sono quindi quasi due miliardi di euro da “spalmare” sui contribuenti e il costo più alto graverà su quel 20% di italiani che percepiscono i redditi medi e dovranno sopportare gli aumenti più salati.

L’ammontare preciso dei nuovi ticket e dei corrispondenti aumenti dipenderà dai valori che i tecnici stanno predisponendo e che il Consiglio dei ministri dovrà approvare entro la prossima settimana; ma è possibile che questo intervento richiederà del tempo in più, «ci vorrà un tempo più ampio, il nostro progetto non scade a dicembre ma è da attuare nel corso della legislatura», ha chiarito il ministro Speranza. In effetti, tenendo conto di tutte le altre riforme programmate, il nuovo ticket potrebbe prendere forma subito dopo l’approvazione della legge di Bilancio 2020 di dicembre, quando il Governo metterà mano anche alla questione del riordino delle aliquote Irpef sulla tassazione dei redditi.



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