Obesità infantile: è lotta alla cattiva alimentazione

8 Ottobre 2019
Obesità infantile: è lotta alla cattiva alimentazione

L’obesità infantile è considerata un’allerta sanitaria. L’educazione alimentare è una delle armi principali per contrastare la malnutrizione.

In Italia, i bambini obesi o sovrappeso sono circa 100mila. Un triste primato per la culla della dieta mediterranea. Parliamo di uno su tre, nella fascia d’età 6-9 anni. A contendersi il record con gli italiani, ci sono i vicini ciprioti, greci e spagnoli. È quanto emerge dalla seconda edizione del Report di Helpcode sulla malnutrizione infantile, come riporta una nota stampa della nostra agenzia Adnkronos. Torna la campagna di Helpcode ‘C’era una volta la cena’, in occasione della Giornata mondiale contro l’obesità del 10 ottobre, di cui abbiamo parlato in questo articolo “Obesity day: consulenze gratis. Ecco dove e quando“,  e quella dell’alimentazione del 16 ottobre.

Se si approfondisce la lettura del Report Helpcode si scopre che sono circa 100mila i bambini obesi o sovrappeso nel nostro Paese, con una prevalenza dei maschi (21%) sulle femmine (14%). A livello mondiale il numero di ‘under 5’ obesi o sovrappeso risulta in costante aumento e ha ormai superato quota 40 milioni, 10 milioni in più rispetto al 2000. Siamo, dunque, di fronte a un problema sanitario dagli enormi costi sociali ed economici: l’impatto economico globale è stimato in 500 miliardi di dollari l’anno.

Realizzata con la collaborazione scientifica della Uoc Clinica Pediatrica ed Endocrinologia dell’Istituto Giannina Gaslini, Università degli studi di Genova, la campagna ha l’obiettivo di promuovere attività di monitoraggio, educazione alimentare e prevenzione della malnutrizione, offrendo al contempo aiuto concreto attraverso un programma di Cash and Voucher concepito per garantire cibo sano alle famiglie in povertà.

Testimonial Claudia Gerini, protagonista di un video nel quale invita a fare la propria parte nella lotta alla cattiva nutrizione infantile donando un pasto sano a chi non può permetterselo: “Molti non hanno le risorse economiche per poter acquistare cibo di qualità per i propri figli. Molti altri non sanno quale sia la scelta giusta per un’alimentazione corretta”, spiega. Quando scarseggiano le risorse economiche, aumenta infatti il consumo di cibi poco salutari. E la malnutrizione fa da apripista a sovrappeso e obesità, che non sono mai indice di opulenza, piuttosto rappresentano il sintomo di una dieta contrassegnata da errori nutrizionali e consumo eccessivo di cibo spazzatura, privo di nutrienti ma altamente calorico.

D’altra parte, la malnutrizione infantile registra un impatto maggiore nelle famiglie con un più basso livello di scolarizzazione: l’incidenza dell’obesità si dimezza quando la madre ha un titolo di studio elevato. “Non a caso le famiglie del Centro e del Sud d’Italia, con livelli di istruzione, oltre che di reddito, più bassi rispetto alla media nazionale, registrano un’incidenza maggiore del fenomeno”, spiegano gli autori del report. La maglia nera va ai bambini campani (oltre il 40% sono sovrappeso e obesi), seguiti dai coetanei di Molise, Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia. Il report di quest’anno si arricchisce del decalogo messo a punto dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp) con le 10+1 regole per una corretta alimentazione nei primi due anni di vita, un prontuario che tutti potranno scaricare dal sito.

Infine, uno studio, condotto dal Gruppo di lavoro “Dieta mediterranea in pediatria” della Fimp Napoli su circa 300 bimbi con meno di 36 mesi, conferma la relazione tra intervento precoce del pediatra nell’introduzione della dieta mediterranea e prevenzione dello sviluppo di obesità e patologie correlate. L’analisi dei dati preliminari, infatti, conforta quanto rilevato nella pratica clinica: a tre anni è ancora bassa la prevalenza dell’obesità mentre è possibile identificare i bambini a rischio (quelli in sovrappeso) attraverso un attento monitoraggio per mettere in atto una prevenzione ad hoc.


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