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Benefit ai collaboratori: come sono tassati?

27 Luglio 2018 | Autore:
Benefit ai collaboratori: come sono tassati?

Qual è il trattamento fiscale delle agevolazioni e dei benefici concessi a cococo e lavoratori parasubordinati: cellulare, auto aziendale, pc e attrezzature.

Il tuo committente ti ha dato cellulare e veicolo aziendale, ti ha offerto dei rimborsi spese per le trasferte o per l’utilizzo del tuo veicolo o, ancora, ti ha offerto la disponibilità di un appartamento? Devi sapere che la maggior parte dei benefit gode di un trattamento fiscale e contributivo agevolato, per cui è difficile che gli extra siano tassati per l’intero loro valore: il trattamento favorevole vale non solo nei confronti dei lavoratori dipendenti, ma anche dei lavoratori parasubordinati, o cococo. Per capire quando un beneficio extra è interamente imponibile e quando non lo è, facciamo allora il punto della situazione sui principali benefit ai collaboratori: come sono tassati, quando sono imponibili per l’intero valore, quando sono parzialmente imponibili e quando sono esenti da tassazione.

Telefono cellulare al collaboratore

Il telefonino non costituisce un benefit e non è imponibile se resta di proprietà aziendale e viene concesso in uso gratuito al collaboratore.

Se viene invece assegnato in proprietà al collaboratore, il relativo valore deve essere assoggettato a contribuzione e tassazione.

Se è acquistato direttamente dal collaboratore, affinché il rimborso della relativa spesa sia esente da contributi e tasse, la fattura di acquisto deve essere intestata al committente, che ne diventa a tutti gli effetti proprietario.

Il costo del traffico telefonico non costituisce un benefit se esiste un vincolo di utilizzo per soli fini lavorativi (questo impegno deve essere sottoscritto dal collaboratore all’atto dell’assegnazione dell’apparecchio): in caso contrario, si deve prevedere, anche su base convenzionale e forfettaria, con apposito accordo scritto, una ripartizione percentuale tra i costi imputabili all’utilizzo lavorativo (che sono esenti da contribuzione e imposizione) e quelli imputabili all’uso personale (che invece sono imponibili).

Se il collaboratore utilizza una scheda prepagata, il costo delle relative ricariche può essere anticipato dal cococo stesso e rimborsato dal committente. In questo caso, il rimborso risulta esente a fini fiscali e previdenziali, a condizione che la fattura di acquisto della ricarica sia intestata al committente.

Computer e attrezzature

È possibile offrire al collaboratore personal computer (portatili o fissi), modem, stampanti, fax, scanner, pc palmari, Iphone e smartphone in genere, lettori dvd/bluray/mp3, registratori audio/video, e macchine da ufficio in genere.

Queste attrezzature non costituiscono reddito imponibile, sia nel caso di acquisto da parte del datore di lavoro che nel caso di acquisto direttamente da parte del collaboratore (che deve poi farsi rimborsare la spesa), a condizione che la proprietà dei beni sia dell’azienda, che li assegna temporaneamente in uso gratuito al cococo per la durata massima del rapporto di collaborazione. Dal punto di vista contabile e fiscale, la fattura di acquisto deve essere intestata al committente e registrata nel bilancio dell’impresa fra i cespiti.

Alla cessazione del rapporto di lavoro deve essere prevista la restituzione delle attrezzature all’azienda.

Sono imponibili, invece, sia nel caso di acquisto da parte del datore di lavoro che nel caso di acquisto direttamente da parte del collaboratore, che si fa poi rimborsare la spesa, gli apparecchi di cui il parasubordinato acquisisce la proprietà (ossia può utilizzarli per finalità personale, mantenere il possesso del bene alla cessazione della collaborazione e cederli a terzi).

Autovetture e altri veicoli

Non rilevano come reddito, se sono assegnati esclusivamente per uso lavorativo (presa in consegna del

veicolo al momento dell’inizio della collaborazione e riconsegna al termine della stessa), le autovetture e gli altri veicoli offerti al collaboratore.

Se l’auto è assegnata in uso misto (lavorativo e personale), rileva come reddito in misura pari al 30% del costo chilometrico annuo stabilito per lo specifico veicolo dalle apposite tabelle Aci, rapportato ad una percorrenza media di 15mila chilometri.

Rimborso spese carburante

Se l’azienda, in caso di trasferta (cioè di spostamento al di fuori del comune sede di lavoro), rimborsa le spese per il rifornimento del carburante, il costo è già compreso nella voce di rimborso del costo chilometrico risultante dalle tabelle Aci; pertanto, in caso di rimborso dei costi effettivi di rifornimento, in aggiunta al rimborso del costo chilometrico, sul primo importo, che costituisce un extra, sono dovuti sia i contributi previdenziali che le imposte.

In caso di spostamento all’interno del comune sede di lavoro, l’eventuale rimborso delle spese, disposto dall’azienda, per il rifornimento di carburante per l’utilizzo della propria autovettura da parte del collaboratore, è sempre e comunque assoggettato a contribuzione.

Nel caso di utilizzo di un veicolo fornito dal committente, l’acquisto del carburante anticipato dal collaboratore può essere rimborsato esclusivamente mediante l’uso di una apposita scheda carburante in cui sono riportati gli estremi del veicolo, l’intestatario e, di volta in volta, il costo dei singoli rifornimenti registrati dal gestore del distributore. Le schede carburante sono ora state sostituite dalla fatturazione elettronica. Per approfondire: Fattura elettronica carburante, come funziona.

Seguendo le procedure previste dalla normativa il rimborso degli importi pagati è esente sia da contributi che da imposte.

Trasferte

In caso di trasferta del collaboratore, sono sempre esenti i rimborsi delle spese di viaggio e trasporto, di vitto e di alloggio;

Le indennità di trasferta in territorio nazionale sono esenti nel limite giornaliero di:

  • 46,48 euro, se vengono rimborsate a parte le sole spese di viaggio (vitto e alloggio a carico del collaboratore);
  • 30,99 euro, se vengono rimborsate a parte, oltre alle spese di viaggio, anche le spese o di vitto o di alloggio;
  • 15,49 euro, se vengono rimborsate a parte, oltre alle spese di viaggio, anche le spese sia di vitto che di alloggio;

Le indennità di trasferta all’estero sono esenti nel limite giornaliero di:

  • 77,47 euro, se vengono rimborsate a parte le sole spese di viaggio (vitto e alloggio a carico del collaboratore);
  • 51,65 euro, se vengono rimborsate a parte, oltre alle spese di viaggio, anche le spese o di vitto o di alloggio;
  • 25,82 euro, se vengono rimborsate a parte, oltre alle spese di viaggio, anche le spese sia di vitto che di alloggio.

Missioni nel comune di lavoro

Se il collaboratore è inviato in missione nel comune in cui ha sede il committente, sono esenti solo le spese di trasporto attestate da documenti provenienti dal vettore (biglietti di autobus, metro, tram, ricevute taxi, etc.)

Per ogni altra forma di rimborso spese vale l’ordinario regime previdenziale e fiscale, con assoggettamento a contribuzione e tassazione (ad esempio: parcheggio auto, pasti, permessi di accesso ztl, etc.).

Appartamenti e alloggi per uso personale

Se il committente offre al collaboratore l’uso di un alloggio o di un appartamento, il reddito per il cococo è costituito dalla differenza tra la rendita catastale dell’immobile, aumentata di tutte le spese inerenti l’immobile stesso, comprese le utenze non a carico dell’utilizzatore, e quanto corrisposto per il suo godimento, se il fabbricato è iscritto in catasto.

Per i fabbricati non iscritti in catasto (ad esempio, i fabbricati situati all’estero), il reddito di lavoro è dato dalla differenza tra il valore del canone di locazione determinato in regime vincolistico o, in mancanza, quello determinato in regime di libero mercato, e quanto corrisposto o trattenuto per il godimento del fabbricato.

In caso di uso promiscuo (appartamento utilizzato anche come luogo di svolgimento dell’attività lavorativa), il valore del benefit deve essere riparametrato in base alla percentuale di suddivisione degli spazi ad uso ufficio su quelli totali; ovviamente, se l’appartamento è utilizzato solo per attività lavorativa, è totalmente esente.



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