Multe e Imu non pagati: debitori coi giorni contati

9 Ottobre 2019 | Autore:
Multe e Imu non pagati: debitori coi giorni contati

Cartelle di pagamento immediatamente esecutive e notifiche digitali degli atti; i Comuni potranno anche accedere alle banche dati fiscali nazionali.

Qualcosa era nell’aria e, adesso, è arrivata la conferma, per bocca del ministro dell’Economia Gualtieri, che, sentito ieri dalle commissioni parlamentari Finanze riunite di Camera e Senato, ha dovuto spiegare cosa bolle in pentola. Il Governo ha preparato un progetto di riforma del sistema della riscossione locale, cioè il modo con cui i Comuni incassano i loro tributi e le sanzioni di propria competenza, a partire da multe e Imu. Stavolta, le idee sono molto chiare e la realizzazione sarà veloce, per irrobustire al più presto le casse locali dotando gli Enti di sistemi autonomi per incassare al meglio, senza ritardi o scappatoie.

Si tratta di un vero e proprio piano antievasione che rafforzerà parecchio gli strumenti a disposizione dei Comuni per riscuotere queste somme, sostituendo quelli attuali con altri nuovi e ben più efficaci: stavolta, i debitori hanno i giorni contati, perché il progetto entrerà nel Decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio che sarà presentato entro i primi giorni della prossima settimana iniziando l’iter di approvazione che dovrà concludersi entro fine anno.

L’obiettivo è quello di dotare i Comuni degli stessi strumenti oggi già a disposizione di Agenzia Entrate Riscossione per riscuotere i tributi nazionali: sparirà la vecchia ingiunzione di pagamento (che risale a un Regio Decreto del 1910), sostituita da un accertamento che diventa immediatamente esecutivo, come quello utilizzato per l’Irpef e l’Iva, in modo che ogni Comune, trascorsi i 60 giorni dalla notifica, se non ci sarà il pagamento spontaneo o la richiesta di rateazione, potrà procedere direttamente all’esecuzione forzata del debitore. Una vera e propria cartella di pagamento, la cui applicazione sarà estesa automaticamente a tutti i Comuni mentre adesso viene utilizzata solo da quelli che già si affidano all’ex Equitalia, meno della metà del totale dei Comuni italiani.

Ma verrà rivoluzionato anche il sistema di notifiche di questi atti: postini e messi comunali saranno sostituiti da una nuova anagrafe digitale in cui tutti i residenti dovranno registrarsi e andare periodicamente a controllare la loro posizione, per vedere se sono arrivate dal Comune nuove richieste di pagamento di tributi. La notifica si intenderà fatta non appena i dati degli atti contenenti richieste di pagamento dell’Imu, Tasi ed altre tasse locali saranno inseriti in questa casella elettronica, come già avviene oggi con le Pec per imprenditori e professionisti. Tempi molto ridotti, quindi, per inviare le cartelle e meno possibilità di contestazioni per chi riceverà questi atti.

Infine i Comuni avranno possibilità di accesso a tutte le banche dati di cui oggi dispone l’Amministrazione finanziaria nazionale: dichiarazioni dei redditi e fiscali, conti correnti, registri immobiliari, ma per arrivare a questo sarà necessario passare per il Garante privacy che dovrà dare la sua approvazione preventiva e fornire le indicazioni necessarie a mantenere la sicurezza e la riservatezza di queste informazioni che potranno essere consultate dai funzionari comunali, richiedendo al Governo le eventuali modifiche necessarie a garantire questi aspetti. Difficile quindi che questo punto venga realizzato subito, mentre per gli altri sarà sufficiente l’approvazione parlamentare del disegno di legge collegato alla legge di Bilancio, con entrata in vigore già a partire dal 1 gennaio 2020.


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