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Raccolta differenziata in condominio

9 Ottobre 2019
Raccolta differenziata in condominio

Cassonetti spazzatura condominiali e individuali: obblighi e sanzioni per chi vive nei palazzi.

Città che vai, raccolta differenziata che trovi. Le regole cambiano da Comune a Comune, così come le sanzioni e gli obblighi degli amministratori. C’è chi fa la raccolta differenziata attraverso i cassonetti condominiali, chi invece lascia il proprio recipiente (o direttamente la busta) sull’atrio del portone in attesa che la ditta di smaltimento la ritiri.

Ciò che però accomuna tutti i centri italiani è il forte senso di disagio e di impotenza che avverte il cittadino quando la raccolta dei rifiuti non viene eseguita correttamente (cosa tutt’altro che infrequente). Tant’è che la stessa legge prevede una riduzione della Tari al 40% in caso di disservizi o inefficienze. Poca cosa se si tiene conto che le amministrazioni respingono spesso al mittente ogni richiesta in tal senso e diventa necessario fare ricorso al giudice.

Qui di seguito ci focalizzeremo sulle regole relative alla raccolta differenziata in condominio, quelle cioè che devono rispettare sia l’amministratore che i singoli proprietari. Spiegheremo quali sono i comportamenti da tenere, quali i controlli che esegue il Comune e le conseguenti sanzioni applicabili a chi viola le norme.

La tematica della raccolta differenziata della spazzatura interessa sia i cittadini, sia gli amministratori di condominio, che devono districarsi in una giungla burocratica fatta da regolamenti e ordinanze comunali. Si tratta tuttavia di un argomento apparentemente ostico: esso è infatti il risultato di una copiosa produzione legislativa, evolutasi parecchio negli ultimi anni. La difficoltà è resa ancora più evidente dall’autonomia locale che consente a ogni Comune di imporre regole proprie. Diventa quindi più difficile tracciare un quadro nazionale. Scopo però di questo articolo è individuare le linee comuni sulla raccolta differenziata in condominio, recuperando le informazioni più importanti che possono interessare la lunga lista di proprietà di appartamenti. Ma procediamo con ordine.

Legge sulla raccolta differenziata

Vediamo prima quali sono le ultime leggi che hanno disciplinato la raccolta differenziata. C’è innanzitutto il D.Lgs. 152/2006 [1] che pone la prima definizione: la raccolta differenziata è «la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo e alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico». Quindi per «raccolta differenziata» si intende la differenziazione effettuata da parte dei cittadini in base alla tipologia di rifiuto.

In base alla norma UNI 840-1:2013 per i rifiuti, fino a oggi i colori utilizzati per la differenziata erano: vetro (colore verde); carta e cartone (colore blu); plastica (giallo); rifiuti organici (marrone); alluminio e acciaio (turchese); indifferenziato (grigio).

È poi intervenuta la norma UNI 11686 sui Waste Visual Elements che ha affiancato, ai colori, anche i simboli (cosiddette icone) al fine di identificare facilmente i contenitori per i rifiuti in cui riporre la specifica tipologia, facilitando così i servizi di raccolta e di riciclaggio/recupero sia per i consumatori, sia per il gestore del servizio.

Raccolta differenziata condominiale: obblighi per l’amministratore

A seconda delle regole sulla differenziata adottate dal singolo Comune, sull’amministratore ricade sempre l’obbligo di ricevere, custodire i contenitori e informare i condomini in merito alle norme per la custodia, la conservazione dei contenitori ricevuti e il loro utilizzo. È quindi l’amministratore che deve innanzitutto:

  • comunicare ai condomini la ripartizione dei giorni della settimana a seconda della raccolta dei rifiuti (preferibilmente con l’invio di una circolare o di un depliant illustrativo);
  • posizionare i cassonetti della raccolta comune. In verità è l’assemblea condominiale a decidere dove collocare i bidoni della raccolta differenziata (con il voto favorevole della maggioranza dei condomini intervenuti in assemblea). In mancanza di una delibera assembleare, è l’amministratore a provvedere direttamente. Egli è in ogni caso libero di proporre una diversa collocazione degli stessi, nel caso in cui la collocazione precedente rechi pregiudizio a uno o più condomini;
  • indicare ai condomini il luogo ove depositare i rifiuti;
  • controllare che tutti i condomini rispettino le regole;
  • evitare che la raccolta dei rifiuti crei disagio al condominio (per la presenza di topi o altri animali);
  • curare la manutenzione e il lavaggio dei contenitori assegnati, che sono a carico del condominio e che devono essere organizzati dall’amministratore.

Sanzioni per violazione regole sulla raccolta differenziata

Bisogna fare attenzione a selezionare i rifiuti e rispettare le divisioni per la carta, la plastica e il vetro. Non bisogna gettare, nei vari contenitori per la differenziata, materiali che non possono essere smaltiti e che andrebbero inseriti tra i rifiuti non recuperabili.

La multa per errato conferimento può costare cara, a seconda della gravità della violazione. Per esempio, è prevista una multa tra 25 e 155 euro per chi usa il contenitore sbagliato per buttare i rifiuti (la plastica in quello del cartone, il vetro in quello del ferro) o per chi getta i sacchetti della spazzatura in orari diversi da quelli indicati dal Comune.

È vietato spostare le buste della propria spazzatura in prossimità degli altri condomini, rovistare nella spazzatura degli altri o addirittura portare via qualche oggetto buttato dal vicino.

L’amministratore non può essere responsabile di tali comportamenti poiché non è suo compito controllare se i rifiuti vengono conferiti nei bidoni correttamente, né tantomeno l’amministratore è dotato, per legge, di poteri coercitivi nei confronti dei condomini, tipo il potere di applicare multe. Il condominio potrà, tutt’al più – ma non è obbligatorio – dotarsi di impianti di videosorveglianza per verificare se qualcuno fa il furbetto e poi far visionare le registrazioni alla polizia municipale per l’applicazione delle conseguenti sanzioni.

Spetta comunque al Comune infliggere le multe nei confronti di chi, anche per un semplice sbaglio commesso in buona fede, non rispetta le regole sulla raccolta differenziata. A tal fine non è necessario un comportamento “doloso”, ossia in malafede: secondo il Consiglio di Stato [2], infatti, rilevano anche i semplici comportamenti negligenti o le distrazioni.

Il Comune può anche infliggere le cosiddette “sanzioni collettive” a carico del condominio, quando l’errato conferimento riguarda condomini non individuabili.

In tal caso l’amministratore di condominio riceve il verbale di contestazione, in base al quale, a sua volta, deve addebitare la spesa all’intero complesso condominiale, ripartendola, in base ai millesimi, tra tutti i condomini. Si verificherà quindi la situazione che tutti saranno costretti a pagare la sanzione per la negligenza di alcuni, a causa dell’impossibilità di individuare il vero responsabile.

Ricordiamo che il Comune ha la possibilità di aprire le buste della spazzatura per verificare l’eventuale violazione delle regole.

Sanzioni per rifiuti abbandonati

Nell’ipotesi in cui un terzo estraneo al condominio abbandoni sulla proprietà altrui i propri rifiuti, i condomini, in quanto proprietari di tale spazio potrebbero essere chiamati a rispondere di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti, in solido con l’autore. In tal caso è prevista una multa a carico dell’intero condominio da dividere secondo i rispettivi millesimi. In sostanza, tutti pagano per lo sbaglio di uno solo. Se il trasgressore viene identificato, in questo caso, l’amministratore del condominio, anziché dividere l’importo della multa tra tutti i vicini, la farà pagare al responsabile.

In verità, a riguardo i giudici non sono tutti d’accordo. C’è chi, estendendo alla materia amministrativa il principio penale della responsabilità penale, esclude ogni sanzione in capo a soggetti diversi rispetto all’effettivo autore dell’illecito. C’è chi invece ritiene che la responsabilità del condominio derivi dall’obbligo di custodia che incombe in quanto proprietario dell’area.

note

[1] Art. 183, comma 1, lett. “p” (sostituito dall’art. 10 del D.Lgs. 2054 del 3 dicembre 2010).

[2] Cons. Stato provv. n. 2231 del 7 novembre 2007.

Giudice di pace, Napoli, sent. 31.8.2016, n. 369

Multa senza identificazione del trasgressore

Nel comune di Ercolano, i Vigili Urbani avevano elevato una contravvenzione per mancata raccolta differenziata nei confronti di un cittadino, senza contestargli l’addebito immediatamente, ma identificandolo come obbligato in solido. Nel giudizio di opposizione, il condomino eccepiva che la multa doveva contenere gli estremi dell’illecito e doveva identificare, con precisione, il soggetto colpevole. Il giudice adito ha accolto il ricorso e ha precisato che: l’autorità amministrativa, in caso di violazione di raccolta differenziata (senza identificazione del trasgressore) non può, per ciò solo, inviare la multa al titolare dell’appartamento che paga la tassa sui rifiuti (sulla presunzione che sia stato questi a non osservare l’ordinanza comunale sulla differenziata), ma deve identificare, con precisione, chi ha commesso l’illecito.

Trib. Milano, sent. 13.2.2018, n. 1047

Multa per inosservanza dell’ordinanza sindacale in ordine alle modalità e orari di conferimento della raccolta differenziata della carta. 

In tale vicenda, all’interno del cassonetto condominiale per la raccolta di carta, gli operatori avevano riscontrato la presenza di imballaggi e sacchetti di plastica. Il Comune, in seguito a tale segnalazione, contestava al condominio la violazione del Regolamento comunale sul decoro urbano per inosservanza delle norme sulla raccolta dei rifiuti urbani; di conseguenza, aveva provveduto ad irrogare la relativa sanzione amministrativa. Sul punto in esame, il giudice ha respinto il ricorso del condominio e ha evidenziato che: il Condominio, alla luce del fatto che è il soggetto che svolge l’attività di raccolta dei rifiuti dei singoli condomini con risorse materiali ed umane direttamente a sé riconducibili, unitamente alla circostanza che il cassonetto dove viene conferita il materiale per la raccolta differenziata è di sua proprietà, deve considerarsi solidalmente responsabile ex art. 6 della L. n. 689/1981 con il trasgressore condomino rimasto ignoto.

Trib. Torino, sent.  1.3.2018, n. 1027

Multa per errato conferimento dei rifiuti

La polizia municipale di Rivoli aveva elevato una multa ad un condominio perché la raccolta differenziata non era stata fatta a norma di legge; invero, la stessa era stata effettuata in violazione del regolamento di gestione dei rifiuti: immissione di rifiuti non separati per frazioni all’interno dei cassonetti condominiali destinati al conferimento della frazione secca. Il giudice ha accolto il ricorso e ha evidenziato che: è stata esclusa l’esistenza di una posizione di garanzia in capo a ciascun condominio e/o al condominio che è mero/ente di gestione, sfornito di personalità distinta da quella dei suoi componenti. La responsabilità del cittadino, deriva dall’articolo 6 della legge 689/1981, che attribuisce in via presuntiva la responsabilità, in solido con l’autore della violazione. La norma richiamata introduce una “presunzione di colpa relativa” nei confronti del soggetto sanzionato dalla contravvenzione, superabile offrendo la prova contraria.

Cass. civ., Sez. VI, sent. 12.7.2016, n. 14251.

Multa per non aver effettuato la raccolta differenziata in un Comune in cui è attivo il servizio “porta a porta” per i rifiuti urbani

Il Tribunale di Pescara (in grado di appello) aveva respinto il ricorso contro la decisione, con cui il Giudice di Pace aveva respinto l’opposizione da parte di un cittadino contro l’ordinanza con cui gli era stata inflitta la sanzione per violazione della disciplina dello smaltimento rifiuti, avendo accertato le autorità comunali che il ricorrente, domiciliato in una zona residenziale servita con le modalità di raccolta differenziata «porta a porta», aveva smaltito la propria immondizia in alcune buste di plastica all’interno dei cassonetti dei rifiuti solidi urbani del cimitero comunale, rinvenendo all’interno buste di corrispondenza a lui indirizzate. Premesso ciò, la corte ha respinto il ricorso e ha evidenziato che: la responsabilità del cittadino, identificato dal ritrovamento della corrispondenza a lui indirizzata, derivava dall’art. 6 della legge 689/1981, che attribuisce in via presuntiva la responsabilità, in solido con l’autore della violazione, al proprietario «della cosa che servì o fu destinata a commettere la violazione», se non prova che l’utilizzazione stessa sia avvenuta contro la propria volontà. La norma richiamata, conclude la Cassazione, introduce una “presunzione di colpa relativa” nei confronti del soggetto sanzionato dalla contravvenzione, superabile offrendo prova contraria (non fornita nel giudizio in esame).

Art. 192, D.Lgs. 152/2006

Chi abbandona i rifiuti è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo. Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate.

Art. 3 della legge 689/1981

Nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa. Nel caso in cui la violazione è commessa per errore sul fatto, l’agente non è responsabile quando l’errore non è determinato da sua colpa.

Art. 6, comma 1, della legge 689/1981

Il proprietario della cosa che servì o fu destinata a commettere la violazione o, in sua vece, l’usufruttuario o, se trattasi di bene immobile, il titolare di un diritto personale di godimento, è obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà.


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