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Effetto IVA al 22%: aumenterà anche la benzina di 1,5 centesimi

21 Giugno 2013
Effetto IVA al 22%: aumenterà anche la benzina di 1,5 centesimi

Con l’aumento dell’Iva vedremo aumentare il prezzo della benzina automaticamente, neutralizzando gli sconti derivanti dall’utilizzo dei self service.

Il primo luglio, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto da parte del Governo, l’Iva dovrebbe salire al 22%. Questo vuol dire un aumento complessivo di tutti i prezzi al consumo. Tale incremento – è bene sottolinearlo – inciderà sui consumatori ben più di 1 semplice punto percentuale. L’Iva, infatti, è un’imposta a cascata e, pertanto, viene sommata ad ogni fase della produzione. Secondo l’esempio fatto in un precedente articolo (Aumenta l’IVA al 22%: ecco quanto peserà quel “piccolo” punto percentuale), su un bene del valore di 500 euro, il cittadino pagherà circa 10 euro in più.

L’impennata dell’Iva inciderà anche sulla benzina. L’aumento sarà automatico: portare l’Iva al 22% vorrà dire, tra pochi giorni, vedere salire il prezzo del greggio di circa 1,5 centesimi al litro.  Il che, nel periodo estivo, non sarà certo un regalo gradito per gli italiani in viaggio (per chi il viaggio potrà ancora permetterselo). Aumenti, questi, che andranno a neutralizzare i recenti sconti delle compagnie in caso di utilizzo, all’interno del distributore, del serf service.

Nel 2012 i distributori self service hanno superato gli impianti tradizionali. Anche questo è l’effetto della crisi. Il self service, infatti, offre risparmi notevoli, tant’è vero che la vendita all’automatico ha superato anche in Italia – così come negli altri Paesi del resto dell’Europa –  la vendita tradizionale. La dimostrazione è data dal fatto che, nelle autostrade, dove il costo del carburante è mediamente più alto, lo scorso anno si è registrato un crollo del 25% delle vendite: l’automobilista fa il pieno in città, prima di mettersi in viaggio.

La domanda di benzina è scesa ai livelli di 20 anni fa. Questo potrebbe portare alla chiusura di quattro grandi impianti di raffinazione, con la perdita del posto di lavoro di 170 mila persone, indotto compreso.

Nonostante il calo dei consumi la spesa per l’energia ha toccato nel 2012 un nuovo record, superando i 64 miliardi di euro. In buona parte dipende dalle tasse applicate sulle bollette ed è per questo che i petrolieri chiedono di non aumentare l’Iva che potrebbe far salire il prezzo al litro. L’anno scorso i carburanti hanno portato, nelle casse dello Stato, ben 42 miliardi di euro: il calo dei consumi nel 2013 potrebbe invece far mancare almeno un miliardo di gettito.



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