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Nuovi voucher agricoltura: come funzionano

28 Luglio 2018 | Autore:
Nuovi voucher agricoltura: come funzionano

Utilizzo del contratto di prestazione occasionale per le aziende agricole: che cosa cambia, quali lavoratori si possono assumere, per quanti giorni, pagamento.

Le aziende agricole con non più di 5 dipendenti possono assumere lavoratori occasionali con i nuovi voucher, o contratti di prestazione occasionale: grazie a questo strumento, appena modificato dal decreto Dignità, è possibile mettere in regola i lavoratori agricoli che devono svolgere l’attività per brevi periodi, sino a 10 giorni di seguito, senza necessità di ricorrere al contratto di lavoro subordinato, o dipendente. I limiti all’attivazione dei nuovi voucher previsti per le aziende del settore agricolo, tuttavia, sono molto rigidi, nonostante le modifiche del decreto Dignità: è possibile attivare il contratto di prestazione occasionale, ad esempio, solo per alcune categorie di lavoratori svantaggiati. Restano inoltre i limiti massimi di durata giornaliera, settimanale e annuale delle prestazioni. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sui nuovi voucher agricoltura: come funzionano, quali sono i limiti previsti

Che cosa sono i nuovi voucher?

I nuovi voucher, cioè i contratti di prestazione occasionale, a differenza dei vecchi buoni lavoro, aboliti nel marzo 2017, non sono dei ticket, ma si attivano direttamente online, dal sito dell’Inps.

In particolare, i contratti di prestazione occasionale, detti Presto o Cpo, possono essere utilizzati dai committenti che esercitano attività d’impresa o professionale: non tutti i professionisti e le imprese, però, possono utilizzare i presto; per di più, vi sono dei precisi limiti da rispettare in merito alla retribuzione e alla durata dell’attività lavorativa.

Quali sono i limiti dei nuovi voucher?

In base a quanto previsto dalla normativa che ha istituito i presto, per attivare le prestazioni di lavoro occasionale devono essere rispettati i seguenti limiti economici, riferiti all’anno di svolgimento della prestazione lavorativa:

  • per ciascun lavoratore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, i compensi non possono superare i 5mila euro;
  • per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei lavoratori, i compensi non possono superare i 5mila euro;
  • per le prestazioni complessivamente rese da ogni lavoratore per il medesimo utilizzatore, i compensi non possono superare i 2.500 euro.

Questi importi sono riferiti ai compensi percepiti dal lavoratore, ossia al netto di contributi Inps, premi assicurativi Inail e costi di gestione.

La soglia limite, con riferimento a ciascun utilizzatore riguardo alla totalità dei lavoratori, è calcolata sulla base del 75% dell’importo dei compensi, se il lavoratore appartiene alle seguenti categorie:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado oppure a un ciclo di studi presso l’università;
  • disoccupati;
  • percettori di prestazioni a sostegno del reddito, o del reddito d’inclusione (rei o sia).

Le prestazioni hanno un limite di durata pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno; inoltre, devono essere rispettati il riposo giornaliero, le pause e i riposi settimanali secondo le previsioni del decreto sull’orario di lavoro. Le prestazioni devono essere svolte nell’arco di 3 giorni dall’attivazione della prestazione: grazie alle recenti modifiche del decreto Dignità, però, sarà a breve possibile svolgere le prestazioni nell’arco dei 10 giorni successivi.

Non è possibile fare ricorso a prestazioni di lavoro occasionale da parte di lavoratori con i quali l’utilizzatore abbia in corso (o abbia avuto in corso nei 6 mesi precedenti) un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Non è inoltre ammesso il ricorso al contratto di prestazione lavoro occasionale ai datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato: il superamento della soglia è da verificare con riferimento al semestre che va dall’8° al 3° mese antecedente la data dello svolgimento della prestazione lavorativa occasionale.

È infine vietato ricorrere al contratto di prestazioni occasionali:

  • da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o di lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi;
  • in agricoltura, salvo specifiche casistiche.

Per quali lavoratori è possibile attivare i nuovi voucher agricoltura?

Nel settore agricolo le prestazioni occasionali sono ammesse solo per coloro che non risultano iscritti, nell’anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli (otd). È possibile attivare un contratto di prestazione occasionale in agricoltura se il lavoratore appartiene a determinate categorie svantaggiate:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • giovani con meno di 25 anni di età, se studenti;
  • disoccupati;
  • percettori di prestazioni a sostegno del reddito o del reddito di inclusione (Rei o Sia).

Qual è la paga oraria per i nuovi voucher agricoltura?

Il compenso minimo orario per le prestazioni occasionali nel settore agricolo, a differenza della generalità dei presto, non è pari a 9 euro netti l’ora. Deve essere, invece, pari all’importo della paga oraria individuata dal contratto collettivo (ccnl per gli operai agricoli e florovivaisti), sulla base dell’area di appartenenza del lavoratore (1, 2 o 3).

Nel dettaglio, gli importi minimi sono pari:

  • per l’area 1, a 7,57 euro;
  • per l’area 2, a 6,94 euro;
  • per l’area 3, a 6,52 euro.

In parallelo a quanto previsto per la generalità dei contratti di prestazione occasionale, per i voucher agricoli è necessario garantire al lavoratore una retribuzione minima pari a 4 ore di lavoro, anche nel caso in cui la durata effettiva della prestazione lavorativa giornaliera sia inferiore.

Come si comunica la prestazione occasionale in agricoltura?

Per semplificare gli adempimenti informativi relativi alle prestazioni occasionali agricole, l’Inps consente di effettuare una comunicazione unica per adempiere agli obblighi di informazione preventiva e di rendicontazione dell’attività lavorativa.

A tal fine, almeno 60 minuti prima dell’inizio dello svolgimento della prestazione lavorativa, l’utilizzatore, tramite la piattaforma informatica Inps “Prestazioni occasionali”, o tramite contact center, è tenuto a fornire le seguenti informazioni:

  • i dati identificativi del lavoratore;
  • il compenso pattuito;
  • il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa;
  • la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione lavorativa;
  • il settore di impiego del lavoratore;
  • altre informazioni per la gestione del rapporto di lavoro.

La comunicazione avviene attraverso l’utilizzo di un calendario giornaliero gestito attraverso la procedura Inps che prevede l’indicazione, da parte dell’utilizzatore:

  • dell’arco temporale di svolgimento della prestazione, da 1 a 3 giorni consecutivi;
  • della durata complessiva della prestazione.

Come si pagano i voucher in agricoltura?

Il pagamento delle prestazioni occasionali avviene, ad opera dell’Inps, entro il 15 del mese successivo allo svolgimento della prestazione. Se l’arco temporale della prestazione si trova a cavallo fra 2 mesi, il pagamento del compenso avviene il mese successivo alla data finale del periodo indicato.

Grazie alle recenti modifiche del decreto Dignità, le prestazioni saranno pagate dopo 15 giorni dallo svolgimento della prestazione, anche agli sportelli delle poste.

Quali sono gli altri adempimenti per i voucher agricoltura?

Gli ulteriori adempimenti previsti per i nuovi voucher in agricoltura, nonché i limiti previsti per il loro utilizzo, sono uguali a quelli stabiliti per la generalità dei contratti di prestazione occasionale. Per saperne di più: Prestazioni occasionali, la guida completa.



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