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Chi chiamare per un gatto morto?

10 Ottobre 2019 | Autore:
Chi chiamare per un gatto morto?

Cosa fare di fronte al decesso del nostro micio in casa o quando se ne trova uno per strada vittima di un incidente?

Ci sono delle situazioni a cui non si è preparati, qualche volta perché si rifiuta l’idea, altre perché si pensa che non ci capiteranno mai. Succede, ad esempio, quando muore un animale domestico, ad esempio un gatto. Che sia il tuo o quello di un’altra persona. In entrambi i casi, chi chiamare per un gatto morto? Sai che cosa devi fare quando il tuo miccio viene a mancare per cause naturali o perché sei stato costretto a sopprimerlo? Oppure quando ne trovi uno per strada, magari rimasto abbandonato dopo essere stato investito da un’auto?

Sono due casi diversi, certo, ma c’è sempre di mezzo un animale morto e bisogna sapere come comportarsi. Se il gatto muore in casa, partirà una pratica burocratica che vede di mezzo soprattutto il veterinario. Se, invece, lo trovi per strada, sarà necessario rivolgersi altrove. È importante ricordare che quando si è davanti ad un animale rimasto vittima di un incidente non si può far finta di nulla: esiste l’obbligo di soccorrerlo, anche perché – a meno che tu non sia un veterinario – in certo casi non puoi sapere se è possibile fare ancora qualcosa per salvarlo. In altre situazioni, invece, quando l’animale è rimasto in mezzo alla carreggiata, c’è anche una questione di sicurezza pubblica. Come vedi, non è un dettaglio sapere chi chiamare per un gatto morto. Vediamo che cosa si deve fare.

Gatto morto in casa: chi chiamare?

Se il tuo gatto muore in casa, la prima cosa da fare è chiamare il veterinario oppure portarglielo affinché certifichi ufficialmente il decesso. Mentre per il cane ci vuole un certificato di morte da portare all’Asl, per il gatto non è necessario questo documento.

Avuta la certezza del decesso, che cosa fare del corpo del gatto? Hai diverse opzioni:

  • se hai a disposizione un giardino privato, puoi seppellirlo lì a condizione che l’animale non sia morto per una malattia infettiva in grado di contaminare il terreno e, soprattutto, le falde acquifere. Puoi scavare la buca abbastanza profonda per non farlo ritrovare da altri animali, buttarci dentro possibilmente un po’ di calce e deporlo all’interno per poi ricoprirlo di terra;
  • se non disponi di un giardino e non sai che cosa fare, puoi portarlo al veterinario, il quale provvederà a recapitarlo presso una ditta specializzata nella cremazione degli animali morti. Dovrai, in questo caso, pagare la quota di smaltimento richiesta. Il gatto verrà cremato insieme alle carcasse di altri animali;
  • puoi farlo cremare e chiedere di avere le sue ceneri. In questo caso, dovrai portarlo tu ad un centro in cui si fa la cremazione singola in modo da non confondere i resti con quelli di altri animali. Considera, però, che questa soluzione non è molto economica;
  • quarta e ultima possibilità: portare il tuo gatto in un cimitero per animali. Pure questa opzione è un po’ costosa ma garantisce una toma ed un orario di visita per 5 anni, dopodiché il gatto viene riesumato e collocato in una fossa comune.

Queste quattro possibilità esistono anche quando il gatto non muore per cause naturali ma è necessario ricorrere all’eutanasia perché, a causa di una malattia, è diventato inguaribile, incurabile o particolarmente aggressivo. Solo in uno di questi tre casi è possibile chiamare il veterinario affinché compia questi tre passi:

  • visiti l’animale ed accerti che, in effetti, la qualità di vita del gatto è, ormai, inaccettabile;
  • gli faccia un’iniezione di anestetico in modo che il gatto passi dal sonno alla morte senza alcuna sofferenza;
  • gli applichi il farmaco dell’eutanasia. La morte sopraggiungerà in pochi istanti senza che l’animale se ne sia accorto. Il veterinario constaterà il decesso.

Gatto morto per strada: chi chiamare?

Nel caso in cui, invece, ti trovi un gatto morto per strada, chi devi chiamare? Se la scena che ti appare davanti agli occhi è piuttosto evidente, cioè se non ci sono dubbi che l’animale sia deceduto, dovrai fare una telefonata alle forze dell’ordine. Saranno loro, infatti, a prendere in mano la situazione, ad avvertire un veterinario affinché certifichi il decesso e, eventualmente, a richiedere un’autopsia.

Ipotesi non tanto remota come si possa pensare. Immagina, infatti, che l’incidente non sia stato un caso fortuito ma che sia stato provocato apposta da qualcuno che voleva fare un dispetto al padrone del gatto. Oppure, che l’automobilista a cui si contesta di avere investito il gatto, in realtà lo abbia urtato quando l’animale era già morto. In questo caso, l’autopsia potrà aiutare a ricostruire la dinamica del sinistro e ad attribuire le dovute responsabilità al gatto oppure al conducente. L’autopsia viene eseguita dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della provincia in cui è avvenuto il fatto.

Può capitare, però, che il gatto sia solo apparentemente morto e che, se non sei un veterinario, tu non riesca a stabilire se effettivamente si può fare ancora qualcosa per salvarlo. In questo caso, devi sempre chiamare una forza di Polizia (Vigili urbani, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza o, se si trovi ad esempio in un bosco, il Corpo Forestale).

In alternativa, puoi consultare il sito struttureveterinarie.it, realizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani in collaborazione con l’Associazione nazionale medici veterinari. La piattaforma (scaricabile su smartphone o tablet in modo completamente gratuito) è in grado di indicarti, grazie alla geolocalizzazione, i recapiti della struttura veterinaria più vicina al punto in cui ti trovi ed altre informazioni che ti possono essere utili in quel momento.

Gatto morto: esiste l’omissione di soccorso?

Ricorda che trovare un gatto vittima di incidente e far finta di niente equivale all’omissione di soccorso di animali, il che costituisce un illecito amministrativo. Viene punito dal Codice della strada [1] con una sanzione da 422 a 1.694 euro nel caso in cui a non avvertire le forze dell’ordine sia la stessa persona che ha causato l’indicente con il gatto. La legge prevede anche che le persone coinvolte nel sinistro, anche se non lo hanno causato, devono adottare ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo soccorso, pena il pagamento di una sanzione da 85 a 338 euro.

Ma l’omissione di soccorso di animali può essere anche un reato e, quindi, si può andare in carcere per non chiamare le forze dell’ordine. Succede quando il gatto muore per il mancato soccorso, cioè per una condotta omissiva di una persona, il che configura il reato di uccisione di animali punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni [2].

note

[1] Art. 189 co. 9 bis cod. str.

[2] Art. 544 bis cod. pen.


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