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Brexit: Johnson si giocherà tutto in seduta straordinaria

9 Ottobre 2019
Brexit: Johnson si giocherà tutto in seduta straordinaria

Boris Johnson tenterà il tutto per tutto per convincere gli altri leader europei ad accettare le sue nuove proposte. Intanto, il Governo britannico pensa a una seduta speciale del Parlamento il 19 ottobre.

Il futuro della Brexit si deciderà in una seduta straordinaria della Camera dei Comuni, programmata per sabato 19 ottobre. E’ questa ‘intenzione di Downing Street, che dovrà però essere confermata da un voto dell’aula. La data ha una doppia valenza: è immediatamente successiva al Consiglio Ue del 17 e 18 ottobre, in cui Boris Johnson tenterà di convincere gli altri leader europei ad accettare le sue nuove proposte sul confine irlandese; è la data entro la quale, secondo quanto richiesto dalla legge ‘anti-no deal’, il premier, in caso di mancato accordo, dovrebbe inviare a Bruxelles la richiesta di rinvio della Brexit.

La Bbc tenta di avanzare una previsione su quanto potrà accadere nella seduta straordinaria del 19 ottobre. In caso Johnson faccia ritorno a Londra dal vertice di Bruxelles con un accordo, il premier chiederà ai Comuni di approvarlo. Ma, nel caso più probabile di un mancato accordo tra Londra e la Ue, il premier potrebbe usare la seduta per illustrare come intenda portare il Regno Unito fuori dall’Europa entro il 31 ottobre, data della Brexit, nonostante il Benn Act, la legge ‘anti-no deal’ approvata dal Parlamento nelle scorse settimane, contro la volontà del governo.

Johnson, in caso di mancato accordo con la Ue, nella seduta del 19 ottobre potrebbe anche costringere i Comuni a prendere una decisione netta, tra il ‘no deal’ e un rinvio della Brexit, oppure tra il ‘no deal’ e la revoca tout-court dell’Articolo 50, vale a dire la procedura per l’uscita dalla Ue, cancellando così la Brexit. Nella stessa seduta, le opposizioni, con l’appoggio del parlamentari conservatori ‘ribelli’, potrebbero anche presentare una mozione di sfiducia nei confronti del premier.

Come sottolinea la stampa britannica, dal 1939 è accaduto solamente quattro volte che i Comuni si siano riuniti di sabato, quasi tutte per ragioni legate a conflitti militari: sabato 2 settembre 1939, i Comuni si riunirono per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale; sabato 3 novembre 1956 per la crisi di Suez; e sabato 3 aprile 1982 per la Guerra delle Falkland. L’altra seduta straordinaria avvenuta di sabato fu il 30 luglio del 1949, ma non fu dovuta a un’emergenza nazionale, bensì a ragioni di convenienza, legate all’inizio della pausa estiva dei lavori parlamentari.

Il giorno dello seduta straordinaria a Westminster del 19 ottobre, in cui si deciderà il futuro della Brexit, era già stata fissata una grande manifestazione a Londra per chiedere un secondo referendum.

“Il 19 ottobre doveva già essere una giornata storica, con centinaia di migliaia di persone in arrivo a Londra per chiedere che la decisione finale non sia presa da Boris Johnson, ma da noi”, ha sottolineato sul Guardian la laburista Jess Phillips, fra le promotrici della manifestazione, sottolineando che la coincidenza con la seduta in parlamento rende ancora “più importante” la partecipazione alla marcia.


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