Sindrome mielodisplastica: come riconoscerla

9 Ottobre 2019 | Autore:
Sindrome mielodisplastica: come riconoscerla

Le sindromi mielodisplastiche sono le prime neoplasie ematologiche riconosciute dal ministero della Salute come tumori rari. Ecco come riconoscerle. 

Le sindromi mielodisplastiche (conosciute anche come mielodisplasie) sono malattie del sangue provocate dal danneggiamento di una delle cellule staminali presenti all’interno del midollo osseo. Di conseguenza, le cellule staminali danneggiate non riescono più a produrre una quantità adeguata di cellule del sangue funzionali e ciò determina una carenza di globuli rossi, globuli bianchi e/o piastrine. In alcuni casi, le sindromi mielodisplastiche si trasformano in un tumore aggressivo chiamato leucemia mieloide acuta.

Le sindromi mielodisplastiche colpiscono un numero ristretto di persone. Ogni anno, si rilevano circa 3-5 mila nuovi casi. I più colpiti sono coloro che hanno superato i 70 anni di età. Al momento della diagnosi, in alcuni pazienti non sono rilevati sintomi. La malattia viene identificata grazie ad esami del sangue effettuati per altre ragioni. Probabilmente, vuoi saperne di più sulla sindrome mielodisplastica e ti stai chiedendo come riconoscerla. Le sindromi mielodisplastiche sono malattie rare e per essere riconosciute e curate efficacemente richiedono competenze specialistiche sia durante la fase di diagnosi che durante la fase terapeutica.

E’ importante conoscere la malattia per ravvisarne i sintomi dell’anemia e seguire l’iter diagnostico specialistico. Le sindromi mielodisplastiche sono insensibili a tutti i comuni trattamenti dell’anemia. E’ possibile intervenire alla correzione dell’anemia solo assumendo farmaci specifici per questi tipo di patologie. Rispetto alle altre malattie croniche, non esistono strumenti efficaci di diagnosi precoce e prevenzione. Pertanto, diventa fondamentale una corretta informazione.

Per saperne di più su questa patologia, prosegui nella lettura del mio articolo.

Malattia rara

Coloro che sono affetti da queste malattie possono riscontrare notevoli difficoltà nel raggiungere la diagnosi e nell’esser indirizzati verso professionisti competenti. I pazienti possono riscontrare altrettante difficoltà nell’accesso a cure di qualità; nella presa in carico sociale e medica della malattia; nel coordinamento tra le cure ospedaliere e le cure di base; nell’inserimento sociale, professionale e civico.

Le persone affette dalle malattie rare sono più vulnerabili sul piano psicologico, sociale, economico e culturale. Pertanto, occorre superare tali difficoltà mediante interventi appropriati e specifici.

Anemia

E’ il principale sintomo di questa patologia. In oltre il 90% dei casi, è gia presente al momento della diagnosi e, in circa la metà dei pazienti, diventa di grado severo neil corso della malattia. Di conseguenza, diventa fondamentale il supporto trasfusionale. L’anemia è causata dall’emopoiesi inefficace (la perdita di capacità delle cellule staminali del midollo osseo di produrre globuli rossi) ed ha un impatto rilevante sulla qualità di vita e la sopravvivenza dei pazienti.

Leucemia

Talvolta, le sindromi mielodisplastiche possono evolvere in una malattia acuta del midollo osseo (la leucemia). E’ cruciale il riconoscimento dei pazienti ad alto rischio di progressione di malattia per prevenire le conseguenze negative dell’evoluzione della leucemia.

Fragilità

Le sindromi mielodisplastiche colpiscono gli anziani. La fragilità del paziente con sindrome mielodisplastica incide sui bisogni assistenziali e sull’acceso alle terapie.

Medicina specializzata e ricerca

La ricerca scientifica è una delle protagoniste della lotta quotidiana di medici e ricercatori per sconfiggere le malattie del sangue, e in essa sono riposte le speranze di migliaia di pazienti. Il sostegno alla ricerca si rivela fondamentale per aumentare le conoscenze sulle sindromi mielodisplastiche e, di conseguenza, scoprire nuovi trattamenti che garantiscano maggiori possibilità di cura e di sopravvivenza.

Più tutele e diritti

Il malato ed i suoi familiari devono ricevere indicazioni per ottenere un sostegno socio-assistenziale adeguato e,laddove si renda necessario, anche psicologico. I lavoratori ed i datori di lavoro devono essere informati sugli strumenti di tutela del posto di lavoro previsti in caso di patologie gravi e sui diritti rispetto alla possibilità di avere accesso ad agevolazioni per la presa in carico dei parenti malati.

Terapia

Prima di iniziare il trattamento, i pazienti vengono sottoposti ad un periodo di osservazione, in particolare se si tratta di persone anziane o in condizioni di salute non buone, o nel caso in cui ci siano delle incertezze riguardo alla diagnosi. Il trattamento inizia solo quando compaiono i sintomi provocati dall’anemia o dalla carenza di globuli bianchi e piastrine. La scelta della terapia da utilizzare dipende dalle caratteristiche del paziente, come l’età e le condizioni di salute, e della malattia.


2 Commenti

  1. Ci sono esami preventivi da fare per chi pensa di avere un tumore??? Non sono ansioso, ma ho riscontrato una sere di sintomi che possono farmi pensare alla comparsa di un tumore. In attesa del controllo con il mio medico di fiducia, ho fatto varie ricerche. Potete darmi delle informazioni sulle analisi da fare?

    1. Per scoprire quanto è importante la prevenzione oncologica, come ridurre il rischio di insorgenza di un tumore, quali sono gli esami da fare per una diagnosi precoce, quali sono i diritti dei malati di tumore, leggi il mio articolo https://www.laleggepertutti.it/321421_analisi-da-fare-per-capire-se-hai-un-tumore Per un parere professionale, ho intervistato uno specialista, responsabile dell’unità di oncologia medica ed ipertermia oncologica.

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