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Strade su cui non copre l’assicurazione

9 Ottobre 2019
Strade su cui non copre l’assicurazione

In quali casi opera l’assicurazione obbligatoria? Le strade condominiali, i parcheggi pubblici e privati, i cortili e le aree di sosta.

Non su tutte le strade copre l’assicurazione obbligatoria, la cosiddetta Rc auto (responsabilità civile automobilistica). Avrai infatti sentito dire che, sulle strade private, nei cortili di condominio o all’interno delle vie chiuse da sbarre o cancelli, un eventuale incidente non viene risarcito dall’assicuratore. Questo regime deriva dalla previsione legislativa che limita la responsabilità della compagnia ai soli sinistri avvenuti in occasione della «circolazione» del veicolo. Con questo termine, però, la legge dice molto di più di ciò che può sembrare. Potresti magari pensare che la circolazione sia solo quella che avviene quando l’auto è in movimento su una strada pubblica. Ma non è così. Da un lato, l’assicurazione copre anche quando l’auto è ferma e, dall’altro, può risarcire anche gli incidenti avvenuti su strade private.

Se non hai chiare le idee su questo punto, ti basta sapere cosa ha detto la Cassazione in merito con una recente sentenza [1]. Ma se non mastichi la terminologia giuridica, proveremo a tradurti il “legalese” – così come nostra abitudine – in questo articolo. Ti illustreremo, cioè, quali sono le strade su cui non copre l’assicurazione. Il che significa anche rispondere a un altro interessante quesito: su quali strade opera il Codice della strada? (e il lettore ci perdoni la necessaria cacofonia).

In questo modo, saprai quando presentare la richiesta di indennizzo alla tua compagnia – sempre che la colpa per lo scontro sia dell’altro conducente e non tua – e quando invece riparare l’auto con i tuoi soldi. Ma procediamo con ordine.

La distinzione tra strade pubbliche e strade private

Secondo la Cassazione, per stabilire su quali strade non copre l’assicurazione, non bisogna partire dal concetto di strade pubbliche e private per come comunemente inteso (ossia con riferimento al loro proprietario), ma alla destinazione che è stata loro impressa. Il Codice della strada, infatti, si applica tutte le volte in cui la strada – sia essa di proprietà dello Stato, del Comune, della Regione, della Provincia, di un condominio  o di privati cittadini – è aperta al traffico indifferenziato degli automobilisti: non è cioè caratterizzata da limitazioni.

Pertanto, quando è prevista la destinazione della strada all’uso pubblico, l’assicurazione è tenuta a risarcire l’incidente. È l’uso pubblico a giustificare, per evidenti ragioni di ordine e sicurezza collettiva, la soggezione delle aree alle norme del Codice della strada e dell’assicurazione obbligatoria.

Quando, dunque, si parla di strade pubbliche o private, ai fini dell’applicazione della copertura assicurativa, non ci si riferisce alla proprietà ma al “libero accesso” che ad essa, eventualmente, si può fare.

Le classificazioni delle strade

Le strade si distinguono in:

  • strade pubbliche quando appartengono allo Stato o ad enti pubblici territoriali (Regioni, Province, Comuni);
  • strade private quando sono di proprietà di soggetti diversi dagli enti pubblici territoriali.

In ogni caso, le strade, per fare parte del demanio degli enti pubblici territoriali, devono essere necessariamente destinate all’uso pubblico del transito e della circolazione, dal momento che – come viene precisato da ultimo pure nella sentenza del 2018 – la distinzione tra strade pubbliche e strade private viene fondata non sull’appartenenza materiale, ma sull’uso a cui le strade sono adibite (criterio funzionale).

Il Codice della strada prevede che, ai fini dell’applicazione delle norme del Codice e dell’assicurazione si definisce “strada” l’area a uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali. Bada bene: «area a uso pubblico» e non «area pubblica». Come anticipato sopra, rileva l’uso e non la titolarità della strada.

Per questo motivo, si devono considerare strade pubbliche, oltre a quelle che appartengono allo Stato, alle Regioni, alle Province e ai Comuni e sono destinate all’uso pubblico, anche le strade sulle quali, pur essendo esse di proprietà di altri soggetti, sussiste un diritto pubblico di uso. Si pensi a un cortile condominiale non transennato su cui possono circolare tutte le auto per accedere ai negozi sottostanti; si pensi al parcheggio di un centro commerciale dove tutti – clienti e non – possono lasciare il veicolo; o a un parcheggio pubblico. Si pensi ancora all’area di sosta di una pompa di benzina, aperta a chiunque. Non è pubblica, invece, la strada di accesso a un condominio munita di una sbarra o di un cancello le cui chiavi sono in possesso dei soli proprietari dell’immobile; un parcheggio riservato solo ad alcune persone; o ancora la strada di campagna che, seppur asfaltata, porta unicamente nel giardino di un’abitazione privata, alla cui estremità il titolare ha apposto un cancello.

In tutti questi spazi, l’eventuale incidente viene risarcito dall’assicurazione.

La strada privata non è quindi quella di proprietà di un soggetto diverso dallo Stato o da altro ente, ma quella su cui la collettività non ha il diritto di transito e di uso.

Le vie vicinali (che trovano origine nel diritto romano), intese in senso stretto, hanno carattere pubblico, ma con lo stesso nome vengono chiamate pure le vie agrarie o vicinali private, che invece hanno natura di strade private.

Le strade agrarie o vicinali private sono, infatti, strade private che vengono a esistere a seguito del conferimento del sedime necessario da parte dei proprietari dei fondi confinanti e sono costituite per l’utilizzazione comune ed esclusiva da parte dei soli proprietari conferenti; l’uso delle strade agrarie è, quindi, limitato ai partecipanti alla comunione incidentale che viene così costituita ed è esercitato dai partecipanti nella loro qualità di proprietari e non come esercizio di una servitù.

Auto ferma: copre l’assicurazione

Come anticipato in apertura, anche l’auto ferma o in sosta momentanea è coperta da assicurazione. Si pensi a una macchina parcheggiata contro cui vada a sbattere un motociclista a causa di distrazione, distruggendone la fiancata. In tal caso, il proprietario dell’auto potrà chiedere il risarcimento. Allo stesso modo, ma in senso opposto, se una persona parcheggia l’auto in divieto o in presenza di un ostacolo che ne renda impossibile l’avvistamento (ad esempio subito dopo una curva), il conducente che vi finisca contro può ugualmente chiedere l’indennizzo alla compagnia assicurativa.

note

[1] Cass. sent. n. 14367/2018.


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