Revoca a vita della patente: primo caso in Italia

10 Ottobre 2019 | Autore:
Revoca a vita della patente: primo caso in Italia

Ergastolo della patente: storica sentenza del giudice di Milano. Niente più patente per chi si macchia di omicidio stradale.

Una sentenza che è destinata a fare giurisprudenza: si tratta della pronuncia del giudice per l’udienza preliminare di Milano [1] con cui un maresciallo dei carabinieri è stato condannato, oltre che a un anno e sei mesi di reclusione, anche alla revoca permanente della patente di guida. In pratica, il condannato non potrà mai più mettersi alla guida di un veicolo. Si tratta del primo caso in Italia di revoca a vita della patente per un omicidio stradale commesso da persona la cui patente non era già sospesa e che non si trovava in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti.

L’ergastolo della patente è seguito alla condanna per omicidio stradale, reato molto grave che commette chiunque provochi, per colpa, la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale. Approfondiamo la questione e vediamo come e quando è possibile incorrere nella revoca della patente a vita.

Ergastolo della patente: cos’è?

La revoca a vita della patente (definita anche, con linguaggio sicuramente molto efficace, “ergastolo della patente”) è una pena accessoria che il giudice può comminare nei casi in cui una persona venga condannata per omicidio stradale colposo [2].

Come saprai, la normale revoca della patente è una sanzione accessoria che, di regola, segue quando:

  • il titolare non sia in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti;
  • il titolare, sottoposto alla revisione della patente, risulti non più idoneo;
  • il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.

La revoca della patente, tuttavia, può essere disposta anche dal giudice penale a seguito di condanna per un reato stradale [3]. È ciò che è accaduto nel caso affrontato dal gup di Milano, il quale si è trovato a dover giudicare la condotta di un maresciallo dei carabinieri che, alla guida di un’autovettura di servizio, effettuando una svolta a sinistra nonostante nel tratto vi fosse l’obbligo di proseguire diritto, causò un incidente nel quale, il 18 dicembre del 2017, morì un giovane milanese di 32 anni che era in sella alla sua moto.

Patteggiamento e revoca della patente

Il giudice per l’udienza preliminare ha disposto la revoca a vita della patente nonostante l’imputato abbia deciso di patteggiare, cioè di definire anticipatamente il processo ammettendo la responsabilità e beneficiando di uno sconto di pena.

Ed infatti, secondo la legge italiana, anche la condanna a seguito di patteggiamento può comportare la revoca della patente, perfino la revoca della patente a vita se il giudice ritiene che la condotta sia stata estremamente grave.

Ergastolo della patente: perché è una sentenza importante?

Quella in commento diventerà una sentenza storica perché per la prima volta la revoca permanente della patente viene adottata per un imputato che si è macchiato di omicidio stradale senza il ricorrere di altre circostanze aggravanti, come ad esempio quella di guidare con la patente già sospesa o revocata, oppure di essersi posto alla guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Insomma: d’ora in avanti, l’ergastolo della patente si profilerà come una soluzione molto concreta a quanti commettono reati mentre sono alla guida del proprio veicolo.

note

[1] G.u.p. Milano, dott. Livio Cristofano, sentenza del 9 ottobre 2019.

[2] Art. 589-bis cod. pen.

[3] Art. 222 codice della strada.

Autore immagine: Pixabay.com


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