Decreto legge anti-evasione: ecco le misure urgenti del Governo

10 Ottobre 2019 | Autore:
Decreto legge anti-evasione: ecco le misure urgenti del Governo

Arrivano per decreto legge le strette sui rimborsi Irpef per chi ha già debiti fiscali e sulle compensazioni d’imposta. In manovra anche Imu-Tas e sugar tax.

La legge di bilancio prende forma e anche quest’anno non arriva da sola: la accompagna un decreto legge che contiene il pacchetto di misure urgenti in materia fiscale. Siccome il Governo intende recuperare 7 miliardi di euro dal contrasto all’evasione, stavolta, il provvedimento è pieno di novità su questo tema.

Ecco quali sono: la più vistosa riguarda i rimborsi d’imposta. Quando il contribuente risulterà a credito Irpef, ma c’è un suo debito pregresso verso il Fisco, lo Stato tratterrà prima quanto dovuto e poi erogherà la differenza, se ancora c’è. Ad esempio, se la dichiarazione dei redditi contiene spese sanitarie deducibili per 1.000 euro, ma c’è una precedente cartella non pagata che vale 700 euro, l’importo del rimborso sarà automaticamente decurtato di questa somma e il contribuente riceverà solo la differenza netta: 300 euro. Si potrebbe anche dire che chi va a rimborso paga prima, rispetto agli altri cittadini, gli eventuali debiti fiscali accumulati. L’erario, in questi casi, non dovrà attendere i tempi della riscossione per recuperare le somme che pretende.

Ma il cuore della manovra è centrato sulle compensazioni tributarie operate dalle imprese; da qui il Governo spera di recuperare le somme più consistenti. Sospetta che, attualmente, ci siano molte indebite compensazioni (si portano a credito d’imposta importi fittizi, inesistenti e dunque non spettanti) e così per contrastare il fenomeno e ottenere gettito il Governo punta innanzitutto ad una stretta sul rimborso dei debiti fiscali in compensazione con i crediti previdenziali, che saranno attentamente monitorati dall’Inps e d’ora in poi dovranno anche essere certificati da un professionista prima di procedere (come già oggi avviene per l’Iva per somme superiori a 5.000 euro).

Inoltre, quando si tratta di imposte dirette, e dunque di crediti derivanti da Ires, Irpef o Irap, si dovrà aspettare più a lungo perché occorrerà riportare i dati in dichiarazione dei redditi anziché aprire una pratica autonoma. Quindi, imprese e professionisti avranno più vincoli maggiori e tempi più lunghi per ottenere i rimborsi.

Sul fronte delle tasse locali, si dovrebbe approdare all’unificazione di Imu e Tasi: la tassa unica immobiliare era in preparazione da tempo ma ora entra nel decreto legge fiscale perché semplifica gli adempimenti e soprattutto le aliquote (il tetto dovrebbe essere fissato al 10,6 per mille, dunque senza aumenti) in modo da arrivare presto alla dichiarazione precompilata e riuscire a far pagare la tassa a molti che adesso sfuggono. Le somme evase valgono infatti circa 5 miliardi, secondo le stime del Rapporto sull’evasione fiscale allegato alla Nadef e così il Governo punta molto su questo fronte per recuperare gettito.

Per quanto riguarda le altre imposte e tasse, si torna a parlare di sugar tax sulle bibite zuccherate e gassate ma forse non sarà inserita nel decreto legge in modo da lasciarla al dibattito parlamentare d’autunno, insieme alla riforma dell’Irpef che ridisegnerà le aliquote ed agli interventi in favore delle famiglie, a partire dall’azzeramento della retta per gli asili nido che era stato il primo punto messo in piano dal presidente del Consiglio Conte nel suo discorso iniziale in Parlamento.

Il decreto legge fiscale collegato alla manovra è quasi pronto e sarà presentato in Consiglio dei ministri all’inizio della prossima settimana. Entrerà in vigore appena sarà approvato e, quindi, avrà forza di legge immediatamente, senza attendere i tempi di approvazione della legge di Bilancio che entrerà in vigore a fine anno.



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