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I tweet shock di Trump contro i curdi

10 Ottobre 2019
I tweet shock di Trump contro i curdi

Il Presidente degli Stati Uniti si vendica contro i curdi e spiega perché è giusto che gli Stati Uniti non aiutino la popolazione siriana nell’attacco sferrato in queste ore dalla Turchia.

La guerra della Turchia contro la Siria, e in particolare contro i ribelli curdi, sta mietendo le prime vittime. Le truppe di terra della Turchia stanno avanzando nel nord della Siria nell’ambito dell’Operazione “fonte di pace”, lanciata ieri.

L’esercito turco ha colpito 181 obiettivi curdi nella Siria nordorientale dall’inizio dell’offensiva militare, lanciata ieri. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Ankara, spiegando che gli obiettivi sono stati colpiti con raid aerei e con fuoco di artiglieria. L’operazione è stata decisa dalle autorità turche – almeno queste le dichiarazioni ufficiali –  per eliminare la minaccia posta dalle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) ai confini con la Turchia.

Il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo è intervenuto a sostegno dell’offensiva militare lanciata dalla Turchia nel nordest della Siria, affermando che Ankara ha motivi legittimi per temere la presenza delle forze curde ai suoi confini e ha diritto di difendersi. ”I turchi hanno preoccupazioni legittime legate alla sicurezza. Hanno una minaccia terroristica al loro confine meridionale”, ha detto Pompeo nel corso di una intervista con Pbs NewsHour.

Tutto ciò è stato possibile grazie al ritiro delle forze Usa dalla Siria, annunciato negli scorsi giorni da Trump. Ed è proprio Trump ad aver scosso l’opinione pubblica con il suo tweet pubblicato lunedì scorso in cui ha sostenuto che, se la Turchia dovesse fare qualcosa ritenuto «oltre i limiti», lui stesso – dall’alto della sua «grande e ineguagliabile saggezza» – ordinerà misure per distruggere l’economia turca, dicendo anche di averlo già fatto in passato.

Oggi, la ciliegina sulla torta. Il presidente Usa ha scritto su Twitter che i curdi ”non hanno aiutato” gli americani “durante la Seconda guerra mondiale”, quasi a fornire una giustificazione storica alla decisione di ritirare le truppe Usa dalle terre della Siria nordorientale dove sono presenti le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg). ”I curdi stanno combattendo per la loro terra”, ha scritto Trump, aggiungendo che ”non ci hanno aiutato durante la Seconda guerra mondiale. Non ci hanno aiutato in Normandia, ad esempio”.

Trump ha quindi affermato che, come americani, ”abbiamo speso un mucchio di soldi per aiutare i curdi in termini di munizioni, in termini di armi, in termini di denaro, in termini di pagamenti”. In ogni caso, ”detto tutto questo, a noi piacciono i curdi”, ma ”ci sono diverse fazioni. Avete il Pkk, che è una diversa fazione, e che ha lavorato con noi”. E ancora: ”si tratta di un gruppo canaglia, ma ha lavorato con noi. Ma abbiamo speso tantissimo e loro stanno combattendo per la loro terra. Per cui quando dite ‘stanno combattendo per noi’, sì. Loro stanno combattendo per la loro terra”.

La coalizione militare a guida Usa ha sostenuto militarmente e finanziariamente l’Ypg nell’ambito della lotta al sedicente Stato Islamico (Is) in Siria.

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Autore immagine: Il Post


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