HOME Articoli

Editoriali Pagine Facebook a serio rischio chiusura: il gestore è responsabile dei post scritti da terzi

Editoriali Pubblicato il 24 giugno 2013

Articolo di




> Editoriali Pubblicato il 24 giugno 2013

Per i post e commenti scritti sulla fanpage è sempre responsabile il titolare sia in via civile che penale: a rischio chiusura tutte le pagine

Preoccupazione e allarme sta suscitando, in tutta la rete, la sentenza di poche settimane  fa emessa dal Tribunale di Roma [1]: si tratta della sconcertante condanna a 20.000 euro di risarcimento nei confronti di un blogger a causa dei commenti offensivi postati, sulle pagine del suo portale e della relativa pagina Facebook, da terzi anonimi (leggi l’articolo “Commenti su blog e portali: il responsabile è tutelato, il gestore no”). Secondo il principio stabilito dal giudice penale capitolino, chi abbia la disponibilità di un sito, un blog o, anche, di una pagina Facebook, è sempre responsabile di qualsiasi frase offensiva, ingiuriosa, minacciosa o anche vagamente illecita scritta da altri soggetti, siano essi anonimi o meno. Egli, insomma, è un “parafulmine”: non solo in via civile (tenuto, quindi, a risarcire il danno), ma anche e addirittura in via penale (nel caso di specie, l’imputato è stato condannato per istigazione a delinquere e apologia di reato).

La sentenza apre le porte a una facile perseguibilità dei gestori di blog e pagine Facebook che dovranno guardarsi le spalle non solo dalle frasi ingiuriose di terzi sconsiderati e poco rispettosi – che, a questo punto, potrebbero anche farlo apposta, al solo fine di danneggiare il titolare della fanpage; ma anche da eventuali espressioni lecite che siano manifestazione del normale diritto di critica.

La questione preoccupa soprattutto per quanto attiene le pagine di Facebook. Come ben sa chi gestisce una fanpage con decine di migliaia di likes, è assolutamente impossibile controllare costantemente, e in tempo reale, quello che gli altri vi scrivono. Post e commenti vengono resi automaticamente pubblici da Facebook, senza che il titolare della pagina abbia la possibilità, in prima battuta, di evitarlo. Quest’ultimo, a tutto voler concedere, potrebbe intervenire con una successiva censura, attraverso la cancellazione delle scritte. Ma ciò incontrerebbe due ordini di limini:

– bisognerebbe adibire una persona apposta, che svolga una funzione di controllo, 24 ore su 24;

– si finirebbe per obbligare il titolare della pagina a svolgere un ruolo censorio e di vigilanza estremamente limitativo per la circolazione dei contenuti, a danno dell’immagine della stessa fanpage. Questi, infatti, per paura di subire possibili rivendicazioni di terzi, sarebbe portato a cancellare qualsiasi commento che possa, anche vagamente, “infastidire” terzi.

La posta in gioco non è da poco: il risarcimento inflitto dal tribunale di Roma è infatti di quelli che possono permettersi, specie di questi tempi, solo le redazioni di giornali a tiratura nazionale e non certo il gestore di una pagina Facebook.

Tempi duri dunque per i blogger e per chi gestisce fanpage, costretti a limitare la libertà di espressione dei propri lettori o, del tutto, a chiudere baracca per evitare qualsiasi rischio.

Come già avevo scritto in un precedente articolo, è necessario contemperare la giusta difesa dei titolari dei diritti con le dimensioni della rete. Alla luce di ciò, è forse più giusto graduare la responsabilità del blogger alla sua concreta ed effettiva possibilità di intervento. La naturale conseguenza di ciò è escludere la responsabilità per i casi di post sulle pagine Facebook o in tutti quei casi in cui il commento non sia anonimo e sia possibile risalire al suo autore.

note

[1]  Tribunale di Roma, IX sezione penale, Dott.ssa Laura Fortuni, sent. del 9.01.2013


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

9 Commenti

  1. Ciao,

    potresti dare dei riferimenti precisi alla sentenza? Questo blog è l’unico posto in rete dove ne ho trovato menzione.

    Grazie

  2. Le solite storie tutte italiane. Vorrà dire che da domani, se non voglio passare guai, nomino amministratore della mia fanpage un profilo “farlocco” ed io mi tolgo. Se le vanno a cercare…

  3. I profili farlocchi non esistono!
    Ti condannano anche per sostituzione di persona e altre cose più gravi!

  4. e il controllo qualità cosa fa ? però quandi chiedi amicizia a per sone che non conosci intervengono subito , allora mi domando perhé non aumentano i controllori per più grandi problemi ?

  5. Questo è perchè serve una regolamentazione nel web. L’anonimato non deve più esistere..ognuno deve rispondere per quello che scrive…o dimostrare di non averlo scritto lui!! Solo che parlare di regole nel web significa farsi dare dei dittatore!!!!

  6. il giudice avra studiato ma mi sembra che applichi la legge come se il gestore fosse il padre di tutti e debba controllare cosa fanno i figli,meglio sarebbe inserire i dati personali per firmare i post ,

  7. ma scusate a rigor di logica non dovrebbe essere condannato facebook, è facebook che pubblica la notizia, non chi amministra la pagina….

  8. In italia non sanno nemmeno che significa libertà di parola . I profili farlocchi su Facebook esistono , e stanne certo se usi gli strumenti giusti (VPN + TOR) per esempio , e quasi impossibile risalire alla persona che ha creato la pagina . Anonimo al 100% su internet si può . Non si può condannare una persona solo perchè ha espresso il suo parere .

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI