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Chi chiamare per lampioni spenti?

6 Novembre 2019 | Autore:
Chi chiamare per lampioni spenti?

La legge impone che ci siano condizioni di sicurezza nelle vie e nelle strade: chi chiamare per un guasto? Ecco l’elenco dei gestori nei principali capoluoghi.

La sicurezza, a 360 gradi, di una zona urbana o extraurbana non passa soltanto dalla presenza più o meno costante delle forze dell’ordine ma anche della corretta illuminazione nelle ore notturne. Appare abbastanza ovvio che un luogo buio si presta maggiormente alla delinquenza o anche a qualche incidente rispetto a quello in cui non manca la luce. Almeno in teoria. Quello che dovrebbe essere altrettanto ovvio è che quando un lampione non funziona viene immediatamente riparato da chi di dovere. In questo modo, appunto, si evitano la delinquenza e l’incidente sopra citati. Se ti capita di girare in una zona che dovrebbe essere illuminata ma non lo è, sai chi chiamare per lampioni spenti?

La gestione del servizio di illuminazione pubblica in Italia risulta piuttosto frammentata. Si può dire che, in linea generale e come avremo modo di spiegare in seguito, il proprietario di una strada è il soggetto che deve occuparsi e preoccuparsi del funzionamento dei lampioni. Vengono, quindi, chiamati in causa i Comuni nelle aree urbane o l’Anas nelle strade extraurbane di sua competenza. Tuttavia – ed è questo uno degli aspetti della frammentazione – questi enti delegano ad aziende specializzate la gestione del servizio. E sono queste aziende che mettono a disposizione dei cittadini dei recapiti a cui chiamare per lampioni spenti.

Vale la pena segnalare che nel 2016 sono state introdotte nuove normative sull’illuminazione pubblica, in particolare sulla classificazione delle strade e sull’intensità ed il tipo di luce che ciascuna zona deve avere nelle ore notturne per garantire la sicurezza di chi vi transita. Lasciare a lungo dei lampioni spenti e non mantenere la quantità di luce necessaria e stabilita dalla legge, dunque, può rappresentare un serio problema in primis per i cittadini ma anche per chi si deve occupare della gestione degli impianti.

Illuminazione pubblica: come funziona?

Il servizio di illuminazione pubblica viene gestito in diversi modi. Può essere a carico dello stesso Comune (succede, soprattutto, in quelli più piccoli) oppure appaltato ad una ditta specializzata. Queste ultime operano, di solito, nelle realtà più grandi e, spesso, sono le stesse che si occupano della fornitura di energia elettrica o di altri servizi pubblici a livello locale. Le grandi compagnie, inoltre, hanno creato delle società che si occupano proprio dell’illuminazione pubblica.

Per fare qualche esempio, Enel ha delegato la gestione di questo servizio alla controllata Enel Sole, che si occupa di circa il 21% dei lampioni che ci sono nel 40% delle città italiane. Nelle province di Roma, Viterbo, Catania, Avellino e Campobasso e nei Comuni di Napoli e di Foggia, il servizio è affidato ad Acea Luce, società del gruppo Acea SpA. A Milano ed in altri Comuni della Lombardia, invece, opera A2A, società dell’omonimo gruppo che gestisce impianti di illuminazione pubblica, artistica, semaforica e lampade votive.

Lampioni spenti: le responsabilità dei gestori

Il corretto funzionamento dell’illuminazione pubblica, e quindi il fare il possibile per evitare che ci siano dei lampioni spenti, è a carico degli enti proprietari o dei gestori delle strade. Sono loro che devono garantire che nelle vie urbane o extraurbane, a seconda della propria competenza, ci siano le condizioni di sicurezza per pedoni e automobilisti.

Il Codice della strada, infatti, stabilisce che questi soggetti «devono provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, on ché delle attrezzature, impianti e servizi e al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze» [1]. Significa che un Comune non deve occuparsi solo di sistemare le buche stradali o i marciapiedi rovinati, ma anche i lampioni spenti. Non a caso, è sempre il Codice della strada a sancire definire come pertinenze «le parti della strada destinate in modo permanente al servizio o all’arredo funzionale di essa» [2]. Tra gli elementi di arredo funzionale si trovano anche i lampioni dell’illuminazione pubblica [3].

Di chi è, dunque, la responsabilità se, a causa di un lampione spento, un automobilista fa un incidente o un pedone viene investito? Secondo il Codice civile, «ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito» [4]. In altre parole, il Comune, l’Anas o la società che ha in gestione l’illuminazione pubblica in un determinato punto stradale è responsabile di un eventuale danno, a meno che non riesca a dimostrare che l’incidente o l’investimento sono stati causati da altri fattori.

Ad esempio, il proprietario della strada o la società che ha in carico la manutenzione dei lampioni può sostenere che:

  • la manutenzione è stata correttamente ed opportunamente eseguita;
  • non era possibile l’oggettivo controllo sul bene;
  • il danno è stato causato da un fattore esterno impossibile da conoscere (un fulmine che ha bruciato un lampione poco prima dell’incidente).

Dovrà essere la persona danneggiata a provare il danno ed il nesso di causalità con il bene in custodia, in questo caso con il lampione spento.

Oltre al Codice della strada e al Codice civile, anche lo Stato ha dettato le sue regole sulla gestione dell’illuminazione pubblica. Lo ha fatto con la legge UNI 11248, focalizzata proprio sull’illuminazione stradale. Il provvedimento impone che ogni categoria di strada abbia una quantità di luce atta a garantire la sicurezza, a seconda della zona e della viabilità media registrata. Lo stesso vale per le piazze o per i parchi pubblici, anche se riservati ai pedoni.

Lampioni spenti: chi chiamare?

Detto tutto ciò, chi chiamare per i lampioni spenti? Appare ovvio che la telefonata deve essere fatta non al proprietario della via o della strada ma a chi gestisce il servizio di illuminazione pubblica in quella città o paese. Ad esempio, a Roma non servirà scomodare il Campidoglio, ma l’Acea. A Milano non ci sarà bisogno di chiamare Palazzo Marino, sede del Comune, ma A2A. A Palermo, occorrerà fare la segnalazione alla società AMG, che si occupa dell’illuminazione pubblica nel capoluogo siciliano. A Firenze, si comporrà il numero della Silfi SpA. E così via. Bisognerà rivolgersi al Comune nel caso in cui sia lo stesso Municipio ad occuparsi della gestione dell’illuminazione pubblica.

Ecco le società che gestiscono l’illuminazione pubblica nei principali capoluoghi, da chiamare per lampioni spenti.

Roma

Per segnalare un guasto o un lampione spento a Roma bisogna rivolgersi all’Acea. Lo si può fare online se si ha un’area riservata sul portale della società oppure chiamando il numero verde 800.130.366, specificando la via in cui si trova il lampione spento ed il numero di lampioni non funzionanti.

Milano

La società responsabile dell’illuminazione pubblica è A2A. Sul sito della società c’è un form da compilare con i dati del segnalante, le informazioni relative al guasto ed eventuali fotografie scattate sul posto. È anche possibile chiamare il numero verde 800.688.811.

Firenze

Se ne occupa la società Silfi. Sul sito è possibile segnalare guasti non urgenti. Il numero verde è 800.865.155.

Bologna

Chi desidera segnalare dei lampioni spenti nel Comune di Bologna deve rivolgersi a Enel Sole, che ha un apposito servizio attivo 24 ore su 24 e 7 gorni su 7. Il numero verde è 800.901.050, mentre l’indirizzo e-mail è sole.segnalazioni@enel.com.

È anche possibile contattare la Polizia municipale in casi di emergenza (ad esempio, per un lampione abbattuto a causa di un incidente o di un forte temporale). Il numero da chiamare, 24 ore su 24, è 051. 266626.

Torino

Ancora più evoluto il modo di segnalare un lampione spento a Torino. Il Comune, insieme al gestore dell’illuminazione pubblica Iren, hanno lanciato l’app #Torino in luce, scaricabile gratuitamente, per comunicare un guasto o un disservizio. C’è, comunque, sempre a disposizione il numero verde 800.913.737.

Genova

Anche Genova mette a disposizione dei cittadini un’app per la segnalazione di lampioni spenti, sviluppata da A.S.Ter, che è la società incaricata della gestione dell’illuminazione pubblica. L’applicazione, Aster Luxe, permette di localizzare il punto luce segnalato nella sua esatta posizione grazie alla geolocalizzazione. È, comunque, attivo il numero verde della società 800.523.188.

Venezia

Il cittadino che, tra un canale e l’altro, trova a Venezia un lampione spento può chiamare il numero verde 800.552.272.

Bari

Il Comune di Bari invita a segnalare eventuali guasti o lampioni spenti a uno di questi numeri:

  • ufficio pubblica illuminazione: 080.5772803 oppure 080.5772804;
  • sala radio della Polizia municipale: 080.5491331;
  • ufficio relazioni con il pubblico: 080.5238335.

Napoli

Nel capoluogo campano, il servizio di gestione dell’illuminazione pubblica è affidato all’A.T.I. Citelum. Le segnalazioni vanno inviate a questa società chiamando il numero verde 800.116.836.

Reggio Calabria

Dell’illuminazione pubblica a Reggio Calabria si occupa la società R.ED.EL srl. Le segnalazioni vanno inviate al gestore attraverso il numero verde 800.031.582.

Palermo

Come accennato è AMG ad occuparsi dell’illuminazione pubblica a Palermo. Per segnalazioni, bisogna chiamare il numero verde 800.661.199.

Cagliari

Il Comune del capoluogo sardo consente di effettuare delle segnalazioni tramite il proprio sito Internet, nella sezione «servizi online/segnalazioni al Comune». È possibile anche telefonare al numero del Municipio di Cagliari 070 6 776 124.


note

[1] Art. 14 cod. str.

[2] Art. 24 cod. str.

[3] DM del 05.11.2001.


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