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Azione di rivendicazione

8 Novembre 2019 | Autore:
Azione di rivendicazione

Come fare per ottenere la restituzione di un bene di nostra proprietà posseduto abusivamente da altri?

La proprietà costituisce da svariati punti di vista un fedele specchio del modello di società. Essa ha talmente plasmato le moderne società occidentali che si è soliti dire che nessuno è talmente povero da non conoscere affatto la proprietà, non fosse altro che quella dei pochi abiti che indossa. Questo per sottolineare come il diritto di proprietà costituisca un totem irrinunciabile delle moderne società liberali. La definizione giuridica del diritto di proprietà, pilastro della convivenza civile, viene data descrivendo le facoltà del proprietario. Infatti, per la legge italiana [1], il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo. Il proprietario ha, quindi, il diritto di decidere se, come e quando usare la cosa ed il diritto di disporne nel modo che più ritenga opportuno (usandola direttamente o attraverso terzi soggetti, cedendola interamente o parzialmente, definitivamente o temporaneamente).

E’ chiaro che l’importanza fondamentale che il diritto di proprietà riveste comporta anche l’alto livello di tutela che l’ordinamento predispone per tutelarlo. Le norme penali sul furto e sulla rapina, ad esempio, stanno a dimostrarlo. E in quest’ottica di forte tutela del diritto di proprietà anche l’azione di rivendicazione gioca un ruolo decisivo. Con questo rimedio, infatti, il proprietario ha modo di rivendicare la cosa propria da chiunque la possiede o la detiene senza titolo [2]. Traducendo dal linguaggio giuridico con l’azione di rivendicazione il proprietario ha la possibilità di far accertare con sentenza di essere proprietario di una cosa e di recuperarla da chi la possegga senza averne diritto. Nell’articolo che segue approfondiremo, quindi, le regole fondamentali relative a questa azione.

Che cos’è l’azione di rivendicazione?

Abbiamo detto nell’introduzione che l’azione di rivendicazione è l’azione con la quale il proprietario rivendica la cosa propria nei confronti di chiunque la possegga senza averne alcun diritto.

Quest’azione consente di tutelare tutti i beni che possono essere oggetto di proprietà (quindi, ad esempio, sia beni mobili come una bicicletta o un’auto che beni immobili come un appartamento).

Lo scopo e la finalità di questo rimedio è quello di:

  • accertare chi sia il proprietario della cosa;
  • recuperare ed ottenere la restituzione della cosa a favore del proprietario.

Occorre aggiungere che:

  • l’azione di rivendicazione può essere avviata contro tutti (cioè contro chiunque si sia impossessato della cosa di proprietà senza averne alcun diritto);
  • la sentenza che chiude il processo avviato con un’azione di rivendicazione ha effetto nei confronti di tutti (non solo di chi abbia partecipato al processo);
  • l’azione di rivendicazione è imprescrittibile nel senso che la causa può essere avviata sempre, senza alcun termine.

Se nella mia casa si introduce un soggetto che la occupa abusivamente, per recuperarne il possesso dovrò agire in giudizio con l’azione di rivendicazione che mi consentirà non solo di far accertare che sono il proprietario della casa, ma anche di ottenerne la riconsegna da parte di chi l’occupava abusivamente.

Con l’azione di rivendicazione si accerta chi sia il proprietario della cosa

Chi può avviare l’azione di rivendicazione e che prova deve fornire?

Chi può agire in giudizio con l’azione di rivendicazione? Ovviamente, come abbiamo detto, è il proprietario della cosa (mobile o immobile) che può avviare una causa con l’azione di rivendicazione.

Ma che prova dovrà fornire in giudizio in modo da ottenere dal giudice una sentenza che accerti che egli è il proprietario della cosa ed ottenerne la restituzione? La prova è assai difficile.

Ad esempio, nel caso di un appartamento, il proprietario dovrà dimostrare il proprio diritto:

  • risalendo nel tempo, di acquisto in acquisto, fino ad un acquisto a titolo originario, cioè fino ad un acquisto che non dipende dal diritto di un precedente proprietario (per esempio fino ad un acquisto di quell’appartamento avvenuto per usucapione, cioè per un possesso continuato di almeno venti anni e non in base ad un contratto di vendita);
  • dimostrando anche che i trasferimenti della proprietà del suo appartamento avvenuti nel corso degli anni sono stati tutti quanti validi.

Per fortuna, per evitare questa difficilissima prova, è possibile fornire una prova più semplice del proprio diritto di proprietà:

  • se l’azione di rivendicazione ha ad oggetto un bene immobile (una casa) sarà sufficiente dimostrare che il possesso di chi ha avviato l’azione di rivendicazione, unito al possesso dei precedenti proprietari della casa, ha raggiunto i venti anni necessari ad acquistarne per usucapione la proprietà (si può, insomma, sommare il proprio possesso a quello dei precedenti proprietari);
  • se l’azione di rivendicazione ha ad oggetto un bene mobile (una bicicletta) è sufficiente che chi avvia la causa di rivendicazione dimostri di aver ricevuto la cosa in buona fede ed in base ad un contratto idoneo a trasferire la proprietà del bene (ad esempio in base ad un accordo verbale di acquisto).

Infine, il soggetto contro cui può essere avviata l’azione di rivendicazione è chiunque possieda o detenga la cosa abusivamente (soggetto che poi, in caso di esito positivo per il proprietario dell’azione di rivendicazione, sarà condannato a restituirgliela).

Con l’azione di rivendicazione il proprietario ottiene anche la restituzione della cosa

note

[1] Art. 832 cod. civ.

[2] Art. 948 cod. civ.


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