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Ricorso indennità accompagnamento: fac simile

13 Ottobre 2019
Ricorso indennità accompagnamento: fac simile

Accertamento tecnico preventivo contro rigetto verbale Inps che nega l’accompagnamento: modello dell’atto giudiziario e istruzioni per il giudizio.

Non sono poche le situazioni in cui il cittadino con un grave handicap – fisico o psichico – si trova a vedersi rifiutare la domanda per l’indennità di accompagnamento. Questo perché il semplice riconoscimento dell’invalidità non implica anche il diritto all’accompagnatore. Per quest’ultimo beneficio, è necessario un ulteriore presupposto: l’impossibilità a provvedere da soli ai compiti della vita quotidiana. La semplice “difficoltà” (superabile, ad esempio, con un bastone) non è sufficiente. 

Tuttavia, può ben succedere che l’Inps rigetti la domanda di accompagnamento pur sussistendone i presupposti. Nel qual caso dovrai fare un ricorso in tribunale che va sotto il nome di «accertamento tecnico preventivo». Si tratta di una procedura particolare, diversa dalla consueta causa. Ti servirà, a tal fine, un fac simile di ricorso per indennità di accompagnamento. Troverai un modello di atto al termine di questo articolo. Ma prima, voglio darti qualche informazione generale, in modo che tu sappia a cosa vai incontro. 

Indennità di accompagnamento: quando spetta?

Le condizioni per ottenere l’indennità di accompagnamento sono due:

  • inabilità totale (ossia al 100%) per problemi fisici o psichici;
  • impossibilità a deambulare in modo autonomo senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure impossibilità a compiere gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua. In questo secondo caso vi rientra anche chi non è costretto a una sedia a rotelle (si pensi a un malato di Parkinson).

Il beneficio assistenziale viene riconosciuto a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda amministrativa.

Contro il giudizio sanitario della commissione medica per l’accertamento dell’invalidità è possibile promuovere un ricorso in tribunale entro 6 mesi dalla notifica del verbale sanitario. Il termine è perentorio: una volta scaduto il semestre si può solo presentare una nuova domanda amministrativa.

Maggiori informazioni in Ricorso per accompagnamento disabile: come e quando farlo.

Come si svolge il ricorso contro verbale Inps che nega indennità di accompagnamento

Come anticipato, hai solo 6 mesi per fare ricorso in tribunale contro il verbale Inps che nega l’accompagnamento. Ovviamente a presentare il ricorso dovrà essere il tuo avvocato e non tu. 

Il giudice nominerà un consulente tecnico d’ufficio (Ctu) ordinandogli di eseguire una perizia medica sul disabile al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per la richiesta di invalidità. 

Il professionista, effettuata la visita, invia la bozza di perizia agli avvocati delle parti. Questi dovranno a loro volta indicare al perito le proprie osservazioni prima dell’udienza successiva. Il perito farà poi una relazione conclusiva che invierà al giudice. 

Se le parti non presentano contestazioni contro la perizia, il giudice emette l’omologa e, se detta perizia riconosce la sussistenza dei presupposti per l’accompagnamento, l’Inps è obbligato a riconoscere il beneficio e a pagare le mensilità entro 120 giorni. 

Se, invece, una delle parti presenta opposizione contro la perizia, si incardina una vera e propria causa per l’accertamento, più approfondito e con tutte le prove, del diritto del cittadino. 

Modello ricorso contro verbale Inps che nega indennità di accompagnamento

TRIBUNALE DI …. SEZIONE LAVORO

RICORSO PER ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO

EX ART.445-BIS C.P.C.

Nell’interesse di : …. , nato a …. ( …. ) il …. , (C.F. …. ) e residente in via …. n. …. , ed elettivamente domiciliato presso lo studio dell’Avv. …. (C.F. …. ), in …. ( …. ) alla via …. , n. …. , (tel. e fax …. . …. – email …. @. …. ) in virtù di procura rilasciata davanti al notaio ed in calce al presente atto,

CONTRO

Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) in persona del Presidente pro tempore, dom.to per la carica presso ….

PREMESSO

1) Che, in data …. il Sig. …. presentava domanda d’invalidità civile (n. …. );

2) Che, in data …. / …. /20 …. la commissione medica competente presso L’INPS di …. a seguito di visita, rassegnava la seguente diagnosi …. ;

3) Che, sulla base della diagnosi, non veniva riconosciuta la provvidenza richiesta al ricorrrente (es. l’indennità di accompagnamento);

4) Che il sig. …. è affetto da patologie invalidanti ed è, pertanto, nelle condizioni per il riconoscimento delle provvidenze richieste, sussistendo i requisiti tutti di cui alla l. n. 18/1980;

5) Che, è interesse, pertanto, dell’odierno ricorrente ottenere il riconoscimento della provvidenza (es. l’indennità di accompagnamento);

6) Che sussistono le condizioni previste dall’art. 445-bis c.p.c. per richiedere un accertamento tecnico preventivo;

Tutto ciò premesso, il Sig. …. , come rappresentato, difeso e domiciliato

RIVOLGE

all’A.G. adita istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle proprie condizioni sanitarie legittimanti le pretese formulate in premessa del presente atto, id est riconoscimento (es. dell’indennità di accompagnamento);

Si chiede quindi che il giudice proceda a norma dell’articolo 696-bis c.p.c., in quanto compatibile nonché secondo le previsioni inerenti all’accertamento peritale di cui all’articolo 10, comma 6-bis, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e all’articolo 195, riferito all’assistenza di un medico legale dell’ente convenuto e relativi adempimenti necessari correlati a tale assistenza.

Infine, ai sensi e per gli effetti dell’art. 152 disp. att. c.p.c. il Sig. …. , dichiara di essere titolare, dall’ultima dichiarazione, di un reddito imponibile Irpef inferiore a due volte l’importo del reddito stabilito ai sensi degli art. 76, commi 1 a 3, e 77 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 e di essere consapevole che in caso di dichiarazione mendace sarà punito ai sensi del Codice Penale secondo quanto prescritto dall’art. 76 del d.P.R. n. 445/2000, e pertanto

SI IMPEGNA

a comunicare, fino a che il processo non sia definito le variazioni rilevanti dei limiti di reddito verificatesi nell’anno precedente.

In caso di soccombenza del ricorrente nel presente giudizio, in applicazione del disposto di cui all’art.152 disp. att. c.p.c., Vorrà, pertanto, l’Ill.mo Giudice adito, astenersi dall’emettere una pronuncia di condanna al pagamento delle spese di lite.

DICHIARAZIONE DI VALORE

Ai fini dell’assoggettamento al Contributo Unificato di Iscrizione a ruolo ex art. 9 comma 1-bis del d.P.R. n. 115/2002, parte ricorrente dichiara che il valore del presente giudizio è indeterminato e che il reddito complessivo imponibile al fini dell’imposta personale sul reddito risultante dall’ultima dichiarazione è inferiore al triplo dell’importo previsto dal combinato disposto di cui agli artt. 76 e 92, e pertanto chiede di essere esonerato dal relativo versamento.

Allegati

— dichiarazione sostitutiva di certificazione dei redditi IRPEF carta d’identità;

— verbale Commissione Inps invalidità civile del ….

— certificazioni mediche.


Per scaricare il facsimile del ricorso contro il verbale Inps di rigetto dell’accompagnamento clicca sul link qui sotto:

ATP ricorso donwload word modello


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