Legge di bilancio 2020: ecco le misure, le tasse e i bonus

12 Ottobre 2019 | Autore:
Legge di bilancio 2020: ecco le misure, le tasse e i bonus

Fisco, casa, lavoro, imprese, bonus e pensioni: l’elenco delle misure che il Governo inserirà in manovra e di quelle che invece rimangono fuori.

La prossima settimana sarà decisiva per la manovra finanziaria: martedì 15 si riunirà il Consiglio dei ministri dove il Governo conta di approvare il disegno di legge che costituirà l’ossatura della Legge di bilancio 2020. Si tratta di una manovra che vale 29 miliardi di euro e comprende una stretta sull’evasione fiscale da cui dovrebbero arrivare 7 miliardi previsti di gettito. Il provvedimento è già quasi pronto e comprende tutti i settori che interessano la vita degli italiani: Fisco, lavoro, imprese, pensioni e molto altro. Ecco le misure, le tasse e i bonus previsti dal Governo e che saranno inseriti nella prossima legge finanziaria che entrerà in vigore alla fine dell’anno.

Iva: no aumenti, sì rimodulazioni

Sembra certo che non ci saranno aumenti delle aliquote attuali (il ministro dell’Economia Gualtieri ha smentito ogni ipotesi in tal senso), ma è probabile che vengano introdotte “rimodulazioni” delle aliquote, evitando però di aumentare il carico complessivo a carico dei consumatori. Non sarà semplice: le ipotesi sul campo sono quelle di accorpare le due attuali aliquote agevolate (quella del 4% e quella del 10%) oppure di spostare alcuni beni di consumo, compresi i generi alimentari non indispensabili, al gruppo con aliquota maggiore. Per fare questo, bisognerà modificare le tabelle attuali; i tecnici del Mef sono già al lavoro, ma la decisione dovrà essere politica per evitare che i provvedimenti risultino impopolari.

Rimborsi 730 e cartelle, dietrofront sulla stretta

All’ultimo momento, si è deciso di togliere dal decreto fiscale la norma sul blocco dei rimborsi in caso di debiti non pagati: il pignoramento del 730 per le cartelle non pagate esce così dal campo dell’applicazione immediata (forse era troppo complicato darvi esecuzione subito), ma potrebbe rientrare a breve in un provvedimento appositamente varato. L’occasione per recuperare gettito è troppo ghiotta e interesserebbe molto i Comuni, favoriti nel recupero dei loro tributi.

Flat tax 15%: correttivi antiabuso

Confermati, invece, i correttivi in arrivo sulla flat tax: il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, ha dichiarato che si stanno adottando correzioni «per evitare abusi», come quelli sulle partite Iva mascherate per beneficiare indebitamente dell’agevolazione. Niente estensione, invece, per chi ha ricavi o compensi compresi tra 65mila e 100mila euro. Il provvedimento del precedente Governo Conte 1 è stato definitivamente abbandonato.

Imu-Tasi: cambiano le tasse sulla casa

Dalla preannunciata fusione di Imu e Tasi nascerà una nuova patrimoniale sulla casa: un’unica imposta, ma molto probabilmente con un’aliquota complessiva più alta di quelle attuali. L’aliquota base sarà lo 0,86 per mille, ottenuta sommando lo 0,76% dell’Imu di oggi con lo 0,1% della Tasi. Quindi l’aumento deriverà dal fatto che oggi la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, non è applicata, mentre con il nuovo tetto i Comuni potrebbero facilmente aumentare la nuova imposta.

Dovrebbero, invece, essere confermati gli attuali bonus fiscali per i lavori effettuati sulla casa, come le ristrutturazioni edilizie e gli interventi di riqualificazione energetica: anzi proprio l’ecobonus sarà prorogato non di un solo anno ma fino a tutto il 2020. Rimangono inalterate le detrazioni per gli interventi, come quella per la sostituzione di infissi e persiane al 50%.

Sul fronte delle agevolazioni all’acquisto e all’affitto, la manovra dovrebbe contenere anche un piano casa del valore di un miliardo, con privilegi per le famiglie in difficoltà e bandi per progetti di riqualificazione urbana.

Nuova tassa digitale alla francese

È una nuova web tax pensata per colpire le multinazionali che spostano i profitti all’estero evitando di pagare le tasse nel nostro Paese. Riguarderà le grosse imprese che operano nel settore digitale e che fatturano in Italia più di 5,5 milioni di euro all’anno. Per esse ci sarà un prelievo al 3%, analogo a quello già applicato in Francia. Si conta così di incassare almeno 600 milioni di euro nel prossimo anno.

Lotta al contante e pagamenti elettronici

Tra gli obiettivi del Governo, c’è la lotta all’uso del denaro contante, realizzata attraverso l’incentivazione degli strumenti di pagamento elettronici. Le già annunciate novità in arrivo per la lotta ai contanti richiedono però l’abbassamento delle attuali commissioni per i commercianti che usano il Pos. Si pensa quindi ad eliminarle per i pagamenti sotto i 5 euro e ridurle per quelli compresi tra 5 e 25 euro.
È ancora allo studio ancora la restituzione dell’1 o del 2% dell’importo pagato con carta di credito: potrà realizzarsi con l’accredito sullo stesso conto utilizzato per il pagamento, ma è da definire con quali cadenze; l’ipotesi più probabile è quella del rimborso mensile. Intanto, sono certe le pesanti sanzioni in arrivo per i commercianti che non si adegueranno al nuovo sistema: fino a 2mila euro per coloro che si rifiuteranno di accettare dagli acquirenti il codice fiscale necessario per partecipare alla lotteria degli scontrini.

Tasse ambientali: colpiti plastica e diesel

Nel mirino, innanzitutto, le plastiche e il gasolio e, probabilmente, anche la sugar tax sulle bibite zuccherate e gassate.

Scompare, invece, la tassa sui voli, che avrebbe fatto aumentare del 10% i prezzi dei biglietti aerei. La nuova tassa sulla plastica riguarderà tutte le bottiglie, imballaggi e confezionamenti realizzati con materiali plastici e l’importo sarà di 20 centesimi al chilo; sarà a carico dei produttori o degli importatori ma è facile prevedere che sarà trasferito sui consumatori finali.

Non è definitivamente confermata, invece, la nuova tassa sul gasolio che eliminerebbe la forbice rispetto alla benzina, oggi di circa 4 centesimi al litro. La tentazione di introdurla è forte: un solo centesimo in più per ogni litro di diesel garantisce all’Erario un incasso di 144 milioni di euro.

Lavoro: cuneo fiscale e retribuzioni

Qui, la novità più attesa è il taglio del cuneo fiscale, che dovrebbe portare ai lavoratori italiani mediamente 40 euro netti al mese in più in busta paga. La misura dovrebbe però partire gradualmente, dalla primavera o dalla metà del 2020. Quindi, niente rimborsi prima, anche per le difficoltà di coordinare le nuove norme con quelle già esistenti, a partire dal bonus Renzi di 80 euro, che comunque rimarrà invariato. Servirà un apposito provvedimento collegato alla legge di Bilancio, che dovrebbe contenere anche la detassazione degli aumenti retributivi che saranno stabiliti nei prossimi rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Imprese: fondi e incentivi agli investimenti

Per favorire la ripresa, saranno incentivate le imprese che faranno investimenti green, tutelando l’ambiente, eliminando l’inquinamento o introducendo fonti rinnovabili: per loro, saranno istituiti appositi fondi del valore complessivo di 50 miliardi. Intanto, sono confermati e dunque saranno prorogati per tutto il 2020 gli incentivi già previsti per quest’anno dal Piano Industria 4.0: superammortamento, iperammortamento, credito d’imposta ricerca e sviluppo, bonus formazione.

Per il Mezzogiorno, come annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte fin dal suo insediamento, arriva un Piano Sud, che consiste nel potenziamento delle misure di sostegno del Fse (Fondo sviluppo coesione), nel rifinanziamento dei contratti di sviluppo e della misura Resto al Sud per i finanziamenti agevolati destinati a nuovi imprenditori e la scorsa estate estesa anche ai professionisti under 45.

Pensioni, opzione donna e Ape sociale

Quota 100 si potrebbe trasformare presto in una pensione anticipata a quota 92: è questa la principale novità, ma il dibattito politico e sindacale sul tema è ancora in corso e la soluzione non sarà immediata. Per ora, quindi, il tema della riforma pensionistica non entra nella manovra e nella Legge di bilancio. Intanto si è deciso di prorogare di un anno le misure di Opzione donna e Ape sociale che così dureranno fino al 31 dicembre 2020.


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