Ritorna il carcere per chi non può pagare le tasse

13 Ottobre 2019 | Autore:
Ritorna il carcere per chi non può pagare le tasse

Decreto fiscale: sarà più semplice commettere reati per chiunque. Abbassate le soglie di punibilità e aumentate le pene. Intercettazioni e confische per gli evasori.

Il ritocco della legge tributaria sarà una delle priorità della nuova legge di bilancio per il 2020: verranno abbassate le soglie di punibilità e aumentate le pene per tutti gli evasori, anche per coloro che si trovano nell’impossibilità economica di poter pagare le tasse. È questo ciò che anticiperà il decreto fiscale che verrà ufficialmente emanato a breve dal Governo, in attesa poi di conferme nella legge di bilancio per il 2020. Purtroppo per gli italiani, sembra ritornare il carcere per chi non può pagare le tasse. Insomma: sarà molto più semplice commettere un reato tributario, anche in presenza di introiti molto bassi. Di seguito, troverai le anticipazioni cui La Legge per Tutti ha avuto accesso grazie alla nota dell’agenzia stampa Adnkronos.

Le modifiche della soglia di punibilità

Dal punto di vista delle modifiche delle soglie di punibilità, per cui sarà più facile per tutti commettere un reato tributario, vanno segnalati i seguenti ritocchi:

  • il reato di omesso versamento di ritenute dovute o certificate [1] scende da 150mila a soli 50mila euro;
  • il reato di dichiarazione infedele [2] passa da 150mila a 100mila euro;
  • il reato di omesso versamento dell’iva scende da 250mila a 100mila euro.

Le nuove pene per i reati tributari

Sempre nella bozza dell’imminente decreto legge fiscale collegato alla manovra di bilancio, è dato leggere che sarà più semplice finire in carcere non solo per via dell’abbassamento delle soglie di punibilità, ma anche per l’innalzamento delle pene, le quali fanno tremare le vene e i polsi vista l’importante entità.

Solo per citare qualche esempio, la pena per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti passa da un minimo di un anno e mezzo a un massimo di sei anni, attualmente in vigore, a un minimo di quattro e a un massimo di otto anni!

La dichiarazione infedele, finora punita da uno a tre anni, verrà punita da due a cinque anni, mentre l’omessa dichiarazione passa da una pena che va da un anno e sei mesi a quattro anni attualmente fissato a una pena detentiva da due a sei anni.

Pene molto rigide anche per occultamento o distruzioni contabili di documento, con un innalzamento che va da un anno e sei mesi a sei anni attualmente vigente a un minimo di tre e a un massimo di sette.

Intercettazioni e confische a danno degli evasori fiscali

L’inasprimento delle pene per alcuni reati tributari consentirà alla giustizia di sottoporre ad intercettazioni anche gli evasori: per i delitti fino a otto anni di reclusione, infatti, è consentito alle forze dell’ordine intercettare le conversazioni delle persone indagate.

Ma non solo: lo Stato potrà procedere alla confisca per sproporzione nel caso di condanna penale per evasione di imposte sui redditi e Iva.

Perché sarà più facile finire in prigione?

Se le modifiche paventate dovessero essere confermate, a partire dal 2020 gli italiani correranno davvero il rischio di finire in carcere pur non essendo grandi evasori. Il problema principale, infatti, è che le nuove pene prevedono dei minimi molto alti.

Facciamo un esempio. La dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, come anticipato, verrà punita con la reclusione non inferiore a quattro anni; ciò significa che, per poter sperare nella sospensione condizionale della pena, potrebbe non essere sufficiente nemmeno un patteggiamento.

Piccoli evasori: puniti più severamente degli spacciatori

Il paradosso delle modifiche ai reati tributari è che, a partire dal 2020, rischiano molto di più i piccoli evasori rispetto ad altre categorie di criminali, come ad esempio gli spacciatori. Secondo la legge [3], colui che spaccia piccoli quantitativi di droga rischia la reclusione da sei mesi a quattro anni; una sciocchezza, in confronto all’evasore per cui sono previste pene fino addirittura a otto anni!

Insomma: le nuove misure volte a punire severamente gli evasori fiscali, anche piccoli, rischia di creare delle sproporzioni all’interno del sistema penale italiano, con conseguenze negative per i colletti bianchi e per coloro che non possono essere definiti grandi evasori fiscali.

note

[1] Art. 10-bis, d. lgs. n. 74/2000.

[2] Art. 4, d. lgs. n. 74/2000.

[3] Art. 73, D.p.R. n. 309/1990.

Autore immagine: Canva.com


2 Commenti

  1. Finalmente ci sara lavoro nel settore edilizio in abbondanza, perche prima dovreanno costruire le carceri per 70.0000 di abitanti

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