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Busta paga, permessi e Tfr del portiere

19 Ottobre 2019
Busta paga, permessi e Tfr del portiere

Faccio il portiere di fabbricato privato dal 1993, quando la legge diceva di fare 11 ore giornaliere , poi è passata a 9 ore giornaliere,  queste buste paga non mi sono mai state chiare; io adesso faccio 48 ore settimanali (quante ore devo fare per contratto sindacale?) compreso il sabato 3 ore. Invio in allegato la busta di aprile da visionare , dove vedo  sul calendario che sono calcolate 6,67 ore tutte uguali , vorrei che lei mi facesse un quadro di una nuova busta e calcolo della somma totale dello stipendio in base al contratto da portiere di fabbricato con alloggio, perché vedo che il mio stipendio  va sempre diminuendo;  vorrei sapere quanti permessi mi spettano al mese , e se non li faccio come funziona, se in automatico me li devono pagare , attendo risposta grazie. Volevo sapere della liquidazione, se posso chiedere il 30 per cento e come devo fare.

Dalla Sua busta paga allegata emergono i seguenti dati:

  • inquadramento come portiere, livello A4, Contratto collettivo nazionale (Ccnl) per i dipendenti da proprietari di fabbricati;
  • assunzione 01/06/1993
  • orario settimanale: 6,67 ore per 6 giorni, per un totale di 40 ore settimanali; non è indicato lo svolgimento di lavoro straordinario;
  • maturazione di 8 scatti triennali; il prossimo scatto decorre dal 1° giugno 2020; totale scatti di anzianità 80 euro (importo corretto, ai sensi dell’art.111 del Ccnl);
  • paga mensile pari a 1261,01 euro, comprensiva delle indennità spettanti da contratto (corretta, salvo la spettanza di ulteriori indennità, in base alle attività specificamente svolte);
  • paga giornaliera pari a 48,50 euro (corretta, e corrispondente all’importo di 1.261,01 diviso per 26 giornate, divisore giornaliero contrattuale);
  • 20 ore di permessi residui.

Osservo quanto segue:

In base a quanto da Lei riferito, l’inquadramento nel livello contrattuale A4 appare corretto; in tale categoria devono infatti essere inquadrati i portieri che prestano la loro opera per la vigilanza, la custodia, la pulizia e le altre mansioni accessorie degli stabili, fruendo di alloggio.

L’orario di lavoro settimanale è di 48 ore, così come previsto dalla normativa di cui al D.Lgs. n. 66/2003, ed è di norma distribuito su un arco di 6 giornate (da 8 ore giornaliere ciascuna); l’orario settimanale può essere superato, fermo restando l’obbligo di rispettare la durata media settimanale dell’orario di lavoro di 48 ore nell’arco di 6 mesi (salvo diverso accordo territoriale). Nella Sua busta paga è indicato un orario svolto pari a 6,67 ore giornaliere, 40 ore settimanali: tuttavia, Lei non è considerato part time, ma è pagato come un lavoratore a tempo pieno, in quanto le 48 ore sono intese come orario medio, suscettibile di aumenti e diminuzioni. In sostanza, Lei, nonostante l’indicazione di un orario settimanale pari a 40 ore nel cedolino paga allegato, è retribuito sulla base di un orario lavorativo di 48 ore. La busta paga dunque non deve essere modificata, conteggiando ore supplementari o straordinarie, ma è corretta.

Se in futuro dovesse svolgere lavoro straordinario, domenicale, festivo o notturno, ricordi che:

  • il lavoro straordinario diurno è retribuito con la normale paga oraria maggiorata del 15%, se si tratta di ore straordinarie fino alla nona ora giornaliera, e del 20%, dalla decima ora giornaliera straordinaria compresa in poi;
  • il lavoro domenicale o festivo è retribuito con la normale paga oraria maggiorata del 40%;
  • il lavoro notturno, intendendosi per tale quello effettuato fra le ore 22 e le ore 6, è retribuito con la normale paga oraria maggiorata del 30%, se ordinario, o del 40%, se straordinario.
  • per il lavoro supplementare (considerato per i soli lavoratori part time, in quanto le ore supplementari consistono in ore aggiuntive, rispetto a quelle pattuite nel contratto individuale, sino all’orario normale full time) è corrisposta la normale paga oraria maggiorata del 27%, fino a concorrenza del normale orario contrattuale di 48 ore settimanali; nel caso in cui le prestazioni di lavoro supplementare coincidano con lavoro notturno, domenicale o festivo, i compensi sono ulteriormente maggiorati delle relative percentuali indicate.

Per quanto riguarda le indennità contrattuali, le sono state attribuite le indennità vani, scale, ascensore, citofono, raccomandate. Verifichi se, a seconda delle attività svolte e delle condizioni di lavoro, possono spettare queste ulteriori indennità:

  • per la presenza appartamenti destinati esclusivamente ad uso di ufficio, ambulatorio, pensione, ecc. che aggravino notevolmente il lavoro del portiere per ogni appartamento
  • per pulizia cortili e/o spazi anche a verde e/o piani pilotis e/o porticati ad uso esclusivo dell’immobile per superfici superiori a mq 300, ogni 50 mq o frazione superiore a mq 25
  • per pulizia ed innaffiamento spazi a verde per superfici superiori a mq 100, ogni 50 mq o frazione superiore a mq 25
  • per servizio di esazione (il valore è in percentuale sulle somme riscosse)
  • per la conduzione delle caldaie di riscaldamento a carbone, limitatamente al periodo di accensione
  • per la conduzione degli impianti di riscaldamento e condizionamento a gasolio, limitatamente al periodo di accensione
  • per la conduzione degli impianti di riscaldamento e condizionamento a gas con o senza orologio, limitatamente al periodo di accensione
  • per la conduzione di caldaie- solo acqua calda
  • indennità di apertura del portone (solo per portieri con alloggio)
  • indennità di chiusura del portone (solo per portieri con alloggio)
  • indennità di reperibilità (solo per portieri con alloggio)
  • indennità stabile con più ingressi.

Per quanto riguarda i permessi, questi, da contratto, sono pari a 60 ore annue, per i lavoratori con profilo professionale A. Maturando in ratei mensili, per ogni mese lavorato spettano 5 ore di permesso: nella Sua busta risultano 20 ore di permessi maturati, quindi si considerano 4 mesi di ratei: i ratei sono corretti, dato che la busta da Lei allegata è relativa al mese di aprile 2019. I permessi non fruiti entro l’anno di maturazione decadono e devono essere pagati con la retribuzione oraria, determinata applicando il divisore contrattuale 208 alla retribuzione mensile. Con l’accordo delle parti, è ammesso il cumulo dei permessi non fruiti nell’anno con quelli dell’anno successivo. Nella Sua busta paga non sono indicati permessi cumulati dall’anno precedente.

Le ferie spettanti sono riconosciute nella misura di 26 giorni l’anno, quindi con un rateo mensile pari a 2,167 giorni. Al mese di aprile 2019, cui la busta paga si riferisce, spettano dunque 8,67 giornate di ferie, indicate in busta paga come maturate, ma contemporaneamente anche indicate come non maturate (non si spiega questa anomalia, dal momento in cui non sono indicate ferie godute). In base all’art.81 del Ccnl, deve essere effettivamente fruito un periodo minimo annuo di ferie di 4 settimane, che non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute. Pertanto, se le disposizioni contrattuali sono state rispettate, Lei deve aver già correttamente fruito delle ferie maturate negli scorsi anni, che infatti non sono indicate in busta paga.

Per quanto riguarda il Tfr, l datore di lavoro, su richiesta del lavoratore e per non più di una volta l’anno, è tenuto a corrispondere anticipazioni del trattamento di fine rapporto nella misura massima del 50% di quanto maturato, al netto di eventuali quote destinate alla previdenza complementare di cui all’art. 97 nonché di quelle già corrisposte allo stesso lavoratore, per qualsiasi altro titolo.

In sintesi:

  • la busta paga appare corretta, calcolata sulla base di 48 ore di lavoro; verifichi, per sicurezza, sulla base di quanto esposto e delle attività da Lei concretamente svolte, se possono spettare ulteriori indennità mensili tra quelle elencate;
  • la maturazione nell’anno delle ferie e dei permessi indicati in busta paga è corretta; verifichi però che le ferie ed i permessi maturati negli anni precedenti siano stati tutti regolarmente fruiti;
  • in merito al Tfr, Lei può chiedere una volta l’anno la metà delle somme maturate e non già destinate alla previdenza complementare o già riscosse.

Articolo tratto da una consulenza della dott.ssa Noemi Secci



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