Addio privacy sui pagamenti: così il fisco spierà gli italiani

13 Ottobre 2019 | Autore:
Addio privacy sui pagamenti: così il fisco spierà gli italiani

Ispettore fiscale: nessun limite ai controlli su dati contenuti in fatture elettroniche e scontrini. Dal 2020 non ci sarà più privacy per il contribuente?

Sono giorni di fermento a Palazzo Chigi: il Governo è alle prese con la bozza del decreto fiscale che accompagnerà la legge di bilancio 2020, e i nodi da sciogliere sono ancora tanti, forse troppi. Dal carcere per chi non può pagare le tasse alla rimodulazione della flat tax al 15%, il Governo giallorosso deve cercare di reperire i soldi necessari a neutralizzare le clausole di salvaguardia che comporterebbero l’aumento dell’Iva per tutti gli italiani. La lotta all’evasione fiscale sembra essere un punto cardine per reperire risorse, anche a costo di violare il diritto alla riservatezza e di passare al setaccio tutti i dati contenuti nelle fatture e negli scontrini. Per tale ragione, da gennaio 2020 potremo dire addio alla privacy sui pagamenti, perché così il Fisco spierà gli italiani.

I nuovi controlli su scontrini e fatture elettroniche

Secondo il Corriere della Sera, dalla bozza del decreto fiscale di imminente emanazione trapela una norma che sembra dare enormi poteri agli ispettori del Fisco: sarà possibile utilizzare tutti i dati sugli acquisti per svolgere le funzioni istituzionali di controllo della Guardia di Finanza, quindi per contrastare qualsiasi attività illegale, non solo i reati tributari.

Il Fisco potrà accedere alla banca dati degli scontrini anche per scopi di ricerca delle fonti di prova nei procedimenti penali e per gli accertamenti finalizzati all’applicazione delle misure di prevenzione.

Il decreto fiscale, dunque, supererà i limiti imposti dal Garante per la Privacy, secondo cui Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza possono usare i dati della fattura elettronica solo per i controlli automatizzati. Spieghiamo meglio questo punto.

Il fisco potrà violare la privacy sui pagamenti?

Con l’imminente decreto fiscale verrà consentito al Fisco italiano di accedere a tutti i dati presenti nelle fatture elettroniche e negli scontrini, e non solo, dunque, a quelli puramente economici, che riguardano cioè la transazione posta in essere. Insomma: addio privacy sui pagamenti. Ma come farà il fisco a spiare gli italiani? Te lo spiego subito.

Sicuramente, saprai che le fatture contengono non solo gli importi che sono oggetto della transazione economica, ma anche tanti altri dati necessari ad individuare i beni e i servizi ceduti, la descrizione delle prestazioni, i rapporti fra cedente e cessionario, fidelizzazioni, abitudini di consumo, oltre a dati obbligatori imposti da specifiche normative di settore.

Quanto detto vale soprattutto per categorie di dati particolari, rilevabili da fatture elettroniche emesse, ad esempio, da operatori attivi nel settore sanitario o giudiziario: pensa, ad esempio, alla fattura dell’avvocato che specifica che l’oggetto della prestazione è stata l’assistenza a udienza preliminare per imputazione di violenza sessuale.

Ebbene, il Garante per la Privacy [1] nell’ottica della protezione dei dati personali, aveva stabilito che le attività di controllo fiscale effettuate dall’Agenzia potevano essere ricondotte a due tipologie: la prima basata su trattamenti automatizzati (ad esempio, quelli volti a rilevare le incongruenze tra i dati dichiarati e quelli a disposizione dell’Agenzia nonché quelli relativi all’analisi del rischio evasione) e l’altra, più analitica, fondata sull’esame puntuale della posizione fiscale del contribuente e della documentazione fiscale.

Nel rispetto del diritto di riservatezza, tra i dati utilizzabili per i controlli automatizzati non poteva rientrare il campo del file della fattura elettronica contenente la descrizione dell’operazione oggetto di fattura che, oltre a poter contenere i dati personali di dettaglio relativi alla natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi fatturati, e presentare, quindi, rischi elevati per gli interessati, non si prestava ad elaborazioni massive, richiedendo, invece, un esame puntuale, caso per caso, del contenuto.

Ora, col nuovo decreto fiscale, pare che questo limite, imposto lo scorso anno dal Garante per la privacy e tutt’ora in vigore, verrà superato: il fisco potrà sempre controllare tutti i dati contenuti nelle fatture elettroniche e negli scontrini, anche per finalità diverse da quelle della lotta all’evasione.

In pratica, la Guardia di Finanza potrà passare al setaccio le fatture elettroniche e gli scontrini, desumendo da essi tutti gli elementi necessari non solo per la lotta all’evasione, ma anche per la repressione di crimini diversi da quelli tributari.

Cosa potrà fare il nuovo ispettore fiscale?

Mediante i controlli senza limiti sulle operazioni economiche, quindi su fatture elettroniche (le quali, con ogni probabilità, diverranno obbligatorie per tutti) e su scontrini, il fisco potrà non soltanto scovare evasori, piccoli e grandi, ma anche punire reati diversi da quelli tributari, primo fra tutti quello di riciclaggio di danaro.

Insomma: pare che il nuovo trend del decreto fiscale sarà all’insegna di sacrificare la privacy degli italiani sull’altare della sicurezza e della lotta all’evasione.


note

[1] Garante Privacy, Provvedimento in tema di fatturazione elettronica del 20 dicembre 2018.

Autore immagine: Pixabay.com


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