Pagamenti tracciabili dal 2020: così il fisco controllerà le nostre spese

13 Ottobre 2019
Pagamenti tracciabili dal 2020: così il fisco controllerà le nostre spese

Si abbassa a mille euro il limite di uso dei contanti, ma la Finanza e l’Agenzia delle Entrate potranno entrare nelle fatture elettroniche e incrociare i dati, senza limiti di privacy.

Numerose novità in arrivo in materia di pagamenti tracciabili. Il nuovo Governo ha giurato lotta senza quartiere all’evasione e, in campo, ha schierato tutte le armi disponibili per incentivare, da un lato, l’uso di strumenti elettronici e, dall’altro per punire le evasioni. Non c’è solo il ritorno del carcere per chi non può pagare le tasse, ma anche l’abolizione totale di tutti i limiti alla privacy sui controlli delle spese. Il via libera è stato dato proprio in questi giorni dal Garante della Privacy, spianando la strada a un Fisco sempre più invadente e impiccione. Vediamo meglio a cosa andremo incontro a partire dal 2020.

Fatture e scontrini elettronici

Nella bozza del decreto fiscale che il Governo dovrebbe approvare in settimana spunta una norma che darà la possibilità, all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza, di controllare tutti i dati presenti nelle fatture elettroniche. Fino a ieri, l’acceso era stato vietato dal Garante della privacy per i controlli diversi da quelli “automatizzati”. Oggi, invece, questo sbarramento sarà superato e gli ispettori fiscali avranno più frecce al proprio arco: i dati sulle spese dei contribuenti, contabilizzati con le fatture elettroniche – che, lo ricordiamo, vengono inviate direttamente all’Agenzia delle Entrate – potranno essere usanti per «tutte le funzioni istituzionali di controllo», anche ai fini dei famigerati controlli incrociati o, addirittura, per creare liste selettive di contribuenti «a rischio evasione». 

Inoltre, l’accesso alla banca dati degli scontrini sarà consentito anche per «scopi di ricerca delle fonti di prova nei procedimenti penali», e per «gli accertamenti finalizzati all’applicazione delle misure di prevenzione».

Le informazioni delle fatture elettroniche, spiega la relazione tecnica al nuovo decreto fiscale, «potrebbero disvelare rapporti economici tra più soggetti, nonché entità e tipologia degli stessi» agevolando l’individuazione non solo degli illeciti tributi ma anche dei reati più gravi come il riciclaggio o il contrabbando. 

Sono poi previste nuove multe per i commercianti che rifiuteranno di accettare le credenziali dei clienti: si va da un minimo di 500 euro fino a un massimo di 2mila euro.

Incentivi: lotteria degli scontrini e cashback

Viene sfruttato il vecchio gioco del bastone e della carota e, alle sanzioni, faranno da contraltare degli incentivi. Da un lato, si incoraggerà l’emissione degli scontrini elettronici con la cosiddetta lotteria degli scontrini. Si tratta, in sostanza un premio annuale in denaro nel caso di uso del pos, carte di credito o bancomat, come ulteriore strumento di contrasto al contante. La nuova estrazione annuale si affiancherebbe a quelle della lotteria dello scontrino il cui debutto è fissato per il 1° gennaio 2020. La lotteria metterà in palio tre estrazioni al mese con premi da 50mila, 30mila e 10mila euro e una annuale da un milione (nel 2021 arriverà anche l’estrazione settimanale). Questi premi, secondo la bozza del decreto fiscale collegato alla manovra, saranno esentasse.

Dall’altro lato, viene previsto il cosiddetto cashback ossia una sorta di credito: il contribuente otterrà la restrizione del 4% della spesa fatta tramite Pos o altri strumenti tracciabili di pagamento. Il beneficio, probabilmente, sarà limitato solo ad alcuni beni.

In ultimo viene abbassata la soglia dell’utilizzo dei contanti: non più gli attuali 3.000 euro ma 1.000, così com’era già nell’epoca pre-Monti.

Controlli di fuoco dei Comuni

Non più solo l’Agenzia delle Entrate e Agenzia Entrate Riscossione potranno controllare i registri telematici dei beni dei contribuenti (Anagrafe dei conti correnti, Registro dei rapporti finanziari, Registri ipotecari e immobiliari, Pra), ma anche i Comuni ai fini del recupero delle entrate come le multe stradali e l’Imu. Agli enti locali viene così esteso un potere di riscossione molto più pregnante e invasivo che si affiancherà a quello dell’Esattore nazionale.  



1 Commento

  1. ma noi non possiamo vedere i contratti derivati sottoscritti dallo stato con enormi perdite. hanno messo il segreto di stato.
    è anche difficile ottenere l’accesso agli atti, semplicemente non rispondono affatto. evidetenmente SONO LORO CHE HANNO QUALCOSA DA NASCONDERE

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